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28 luglio 2011

134.1) La Lega Nord inventa scemenze per nascondere le proprie malefatte

La Lega Nord: inventarsi scemenze per nascondere le proprie malefatte





La Lega per distogliere l’attenzione della popolazione e nascondere le propri malefatte nepotistiche , si è inventata la buffonata del trasferimento dei ministeri a Monza.
Per la Lega è prioritario in questo periodo di lamentele popolari contro i politici, che si difenda con gli artigli e i denti la sistemazione del Trota a consigliere regionale e di una sua amichetta in una carica pubblica pagata dai contribuenti, così come non si deve assolutamente parlare di coloro che, amici e amici degli amici , sono stati da tempo sistemati in tutte le cadreghe e gli strapuntini possibili ed immaginabili, nelle province e nelle società municipalizzate del Nord.
I media non ne devono parlare di queste cose, perchè altrimenti la base leghista si incavola e magari nelle prossime elezioni il voto lo dà a qualche partito romano, che forse tutto sommato è anche meglio.
Per evitare riflettori e fasci di luce sul proprio operato, ecco perciò una bella sceneggiata con tanto di Tv nazionali e presenza di ministri vari per il trasferimento a Monza delle sedi distaccate di quattro ministeri ( due stanzette con alcune scrivanie e alcuni armadi).
E tanto peggio se tale cerimonia di inaugurazione è malvista da tutti e perfino  dal Capo dello Stato, che così le polemiche si susseguiranno per giorni e giorni sui giornali e telegiornali.
In tal modo l’attenzione pubblica non si interesserà al Trota e a simili amenità che fanno della Lega, purtroppo, il partito più romano ( nel senso di Roma ladrona) esistente sul suolo nazionale.

I partiti rubano tutti,   ormai è dimostrato, ma gli altri  almeno hanno il pudore di affrontare il tema e di sottoporsi anche se di malavoglia alle legittime domande dei giornalisti, mentre la Lega, per distogliere l'attenzione dal proprio operato, si inventa buffonate mediatiche affinchè  delle sue malefatte nessuno parli e non siano evidenziate. 



Nella strategia della Lega va bene pure che  quel personaggio grottesco di Borghezio  si dichiari deciso sostenitore delle idee del pazzo terrorista norvegese che ha ucciso in questi giorni un centinaio di suoi connazionale e feriti altrettanti.

Si parli pure di Borghezio, che  nel frattempo, per far durare di più  la polemica,  ha tirato in ballo anche la defunta Oriana Fallaci  così il dibattito si sposterà pure sulla cultura di sinistra  e durerà giorni e giorni di animate discussioni, così  nel frattempo nessuno metterà il dito sulla piaga delle raccomandazioni e del nepostismo  in essere   nella Lega Nord. 
Il  tempo passa e la gente dimentica: è il motto della Lega. 
Distraiamo la gente con  buffonate, ed essa non penserà più alle proprie miserie e a  quelle dei suoi  rappresentanti  politici, sia locali che  nazionali.



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28 dicembre 2009

455) Il sogno di Berlusconi

Il sogno di Berlusconi

Il sogno di Berlusconi 
è che il Papa si dimentichi 
di esprimere parole di perdono
nei confronti della psicolabile 
che l’ha aggredito la notte di Natale, 
mentre lui
il povero Tartaglia 
lo ha mediaticamente
subito
perdonato

davanti alle televisioni di tutto il mondo.


Apparirebbe così chiaro, 
agli occhi della pubblica opinione universale 
chi, 
tra lui e Benedetto XVI 
abbia più diritto di essere chiamato 
con l’appellativo di
" Sua Santità".



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  • 13 dicembre 2009

    447) Ci vorrebbe un licenziatore di fannulloni e di incapaci in molti ospedali d’Italia

    Ci vorrebbe un licenziatore di fannulloni e di incapaci in molti ospedali d’Italia

    Una domenica pomeriggio dell' ottobre 2009.
    Siamo al Pronto Soccorso dell'Ospedale di X, provincia di Y regione di Z.
    Dietro il vetro della guardiola 4 infermieri fumano, ridono, scherzano e guardano la partita alla Tv.

    Unici pazienti in attesa, io e il mio amico xx, immigrato di colore, in regola con i documenti, che ho trasportato con urgenza qui al pronto soccorso della città dove viviamo perchè ha avuto un improvviso e fortissimo attacco di tachicardia.
    Purtroppo non è la prima volta che gli succede.

    Lavorando nelle serre alla raccolta di pomodori o peperoni, il caldo torrido e umido, con il quale convive nelle dieci ore di lavoro quotidiano, gli ha minato il fisico e il suo cuore ne porta le conseguenze e comincia a cedere.

    Un infermire ci guarda e :”Cos’ha? “ci chiede.
    “E’ sotto un attacco di tachicardia”, dico io.
    “Sedetevi lì, e aspettate il vostro turno.”
    “Ma scusi, ma perchè dobbiamo aspettare se siamo gli unici pazienti?”
    “Aspettate lì il vostro turno, vi ho detto, la tachicardia non è un codice da bollino rosso. Quando sarà il suo turno lo faremo passare”.
    E se ne torna con gli altri a fumare a a guardare la partita.
    La tachicardia, dal nervoso che mi ha preso, stava quasi per aggredire pure me, e già mi vedevo prendere una sedia e scagliarla contro la vetrata della guardiola, se uno sguardo paziente del mio amico, abituato evidentemente a subire in silenzio tali comportamenti nei confronti suoi o dei suoi connazionali, non mi avesse fatto desistere.
    Ed anche perché mi ero accorto che le sedie erano tutte unite tra di loro a file e inchiodate per terra.
    Eravamo lì nervosamente in attesa quando sono entrati al Pronto Soccorso due genitori con un bambino di neppure due anni in braccio.
    Dopo qualche minuto di attesa il solito infermiere, che probabilmente era l’unico dotato di solerzia o forse era il responsabile del quartetto di fumatori dietro la vetrata, viene ad informarsi sui motivi del ricovero, ed appurato che solo di febbre a 39 gradi e mezzo si tratta, sentenzia che il caso non è da bollino rosso e quindi invita a sedersi e ad aspettare pazientemente il loro turno i malcapitati genitori.


    Dopo più dei mezz’ora di attesa, probabilmente perchè era terminata nel frattempo la partita, è venuto il nostro turno e ci hanno fatto accomodare in uno studio medico, dove il mio amico è stato frettolosamente visitato e rimandato a casa con tante raccomandazioni perchè in futuro cercasse di evitare le occasioni per il ripetersi della tachicardia.

    Usciti noi dallo studio del medico, finalmente sono stati invitati a farsi avanti i genitori del bambino con la febbre, e dallo sguardo del papà ho capito che l’incolumità del medico visitante sarebbe stata a rischio.

    Questo episodio di malasanità, che probabilmente si ripete per ennesime volte nei Pronto Soccorso degli ospedali, mi ha convinto ancora di più che in Italia ci sia la necessità di una persona che si metta finalmente a licenziare i fannulloni , gli incompetenti e gli incapaci che pullulano nelle nostre strutture pubbliche.

    Decine, centinaia, migliaia di Brunetta ci vorrebbero. Uno per ogni struttura pubblica.

    E che cominicino la loro opera di disinfestazione dal Pronto soccorso dellOspedale di X, provincia di Y, regione di Z.dove, in barba a ogni regola, si fuma e si guarda la Tv infischiandosene dei diritti degli ammalati.

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    8 settembre 2009

    359) In ricordo di Mike.

    le migliori onoranze funebri della Campania


    ===================

    In ricordo di Mike


    Posso dire di aver visto qualche puntata di tutte le sue trasmissioni Tv.

    Lascia o raddoppia?-Campanile sera-Rischiatutto-Telemike- La ruota della fortuna-Festival di Sanremo- Miss italia- Il migliore- Pubblicità con Fiorello.


    Mi piaceva il suo modo elegante di presentare i quiz.
    Mi piacevano i suoi strafalcioni e le sue gaffes, forse studiate a tavolino.

    Ora è lui, lassù, a dover rispondere a dei quiz sulla sua vita.
    Ma supererà brillantemente anche questo esame.

    Ciao Mike, da un tuo ammiratore.
    E salutami i miei, lassù, che ti ammiravano anch’essi.

    Ciao Mike, buon viaggio e..allegria-a-a!



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    17 febbraio 2009

    167) I miei soldi del canone a Bonolis? Non voglio.




    I miei soldi del canone a Bonolis? Non voglio.
    My money of the canon to Bonolis? I don't want.

    Se c’è una cosa che mi dà fastidio, è il dover pagare ogni anno il canone Tv.
    Per quello che vedo io la Rai, probabilmente 5 euro all’anno basterebbero.
    Invece quest’anno 107 euro.
    Adesso ho saputo che a Bonolis, per la presentazione del prossimo festival di Sanremo. gli verrà corrisposta la somma di un milione di euro.
    Ma si può?
    Prima prosciugano a 107 euro a famiglia le tasche degli italiani, poi li regalano al primo imbonitore di passaggio. Non era meglio lasciarli in tasca a noi, che già abbiamo mille e mille problemi economici?
    Siamo certi che probabilmente Bonolis saprà far bene il proprio mestiere di presentatore del festival, ma a tutto ci deve essere un limite.
    Un milione è un milione.
    Il festival dura 5 o 6 giornate e ad essere generosi, tra preparazione, scelta delle canzoni e organizzazione della trasmissione, ci avrà lavorato un mese, forse due, forse tre mesi..
    E un milione è un milione.
    Dice, ma anche i calciatori e gli attori guadagnano quelle cifre. Perché lui no?
    Dico, perché i calciatori e gli attori li paga qualcuno che si ripromette di incassare di più di quello che paga, o che evidentemente ha soldi da buttare. E soprattutto noi, se non vogliamo, non siamo costretti a pagare per lo spettacolo che offre quel calciatore o quell’attore.
    Ma qui si, qui noi contribuenti da 107 euro, pur non avendo soldi da buttare, siamo stati costretti e pagare, pena la sigillatura del televisore, e la consapevolezza di rendere sempre più gonfio con i nostri soldi il portafoglio di Bonolis ci dà estremamente fastidio.


    Io personalmente guferò contro questa trasmissione, sperando che sia un fiasco colossale, in modo che determini la cacciata dalla Rai di certi dirigenti oltremodo spendaccioni coi nostri soldi, e ridimensioni il ruolo e le richieste economiche di Bonolis e dei suoi colleghi presentatori e di chi li vorrà in futuro imitare.
    Sia chiaro che personalmente non ce l’ho con Bonolis, che oltretutto mi piace, ma con chi campa a spese dei soldi di tutti, guadagnando troppo oltre un tetto minimo di decenza, e parlo degli stipendi dei politici nazionali e locali, degli amministratori di Enti pubblici, e via rubando dalla fiscalità pubblica.

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    13 settembre 2008

    23) Le partite di calcio in tv


    Il calcio in tv

    E’ una grande comodità per un appassionato di calcio come me poter assistere alle partite comodamente da casa, senza dover prenotare il biglietto nei punti “Lottomatica” autorizzati, senza esibire documenti d’identità, senza problemi di parcheggio fuori dallo stadio, senza perquisizioni ai tornelli, senza curarsi del caldo, del freddo, della pioggia, della neve.
    Seduto sul divano, magari in compagnia di amici, è bello seguire tramite la tv lo svolgersi della partita della propria squadra, tenendosi anche informati sui risultati delle altre partite.
    Non so esattamente quanto costi seguire il campionato di calcio tramite SKY, ma a suo tempo avevo convenuto che non era per le mie tasche.
    Due campionati addietro, avevo sottoscritto la tessera Mediaset Premium, perché il costo di 3 euro a partita mi era sembrato equo e giusto.
    Però il campionato scorso già avevo cominciato a mugugnare, in quanto il costo per ogni partita era salito a 5 euro, e per risparmiare qualcosa avevo sottoscritto la tessera per l’intero campionato mi pare a 149 euro, o giù di lì.
    Quest’anno invece mi sono decisamente incazzato, perché ti obbligano a comperare una tessera a 179 euro, e ti dicono che assieme alle partite puoi vedere anche i film di Premium Gallery.
    Siccome a me di Premium Gallery non me ne può importare di meno, quest’anno nel mio piccolo ho deciso di dare una fregatura a Mediaset, rinunciando a vedere il calcio sui loro canali a pagamento.
    Lo ascolterò per radio, e magari, immaginandomi le azioni descritte dal radiocronista mi divertirò di più, rispetto alle telecronache piene di citazioni statistiche e di "interviste pettegolezzo" di certi pseudo giornalisti della Tv.
    Adesso si sono messi addirittura in tre per ogni partita (uno ci vuole stupire con le sue nozioni e le statistiche che qualcuno gli ha preparato;l’altro dice delle ovvietà del tipo -se calciava di qua, -se tirava di là, -se….se… se….; il terzo è seduto vicino alla panchina e ogni tanto ci informa che il tal allenatore sta incitando i suoi ( e ci mancherebbe), che si è alzato in piedi, che ha esultato al gol dei suoi e si è depresso al gol subito dalla sua squadra.
    Tre telecronisti e quasi quasi si dimenticano di dirti chi ha vinto e chi ha perso.

    Il mancato introito della mia tessera di certo non farà neppure il solletico a Mediaset, però, santo Iddio, i soldi a noi comuni mortali mica ce li regalano:
    2 euro a partita 2 anni fa, 5 euro l’anno scorso (altro che inflazione del 4 % o del 5%: qui si parla del120% o del 130%), non so quanto quest’anno.

    Basta , non voglio più essere spennato.
    Viva la radio.


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