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16 giugno 2014

57.4) Se uscissimo dall'euro, che disastro ragazzi!

 Se uscissimo dall'euro, che disastro ragazzi!


Anche se alcuni pensano e scrivono che, per risolvere i problemi dell'Italia sarebbe meglio tornare alla lira, in realtà sarebbe un disastro.
La lira, non appena ritorna in circolazione, si svaluterà di un 40%. i turisti stranieri, soprattutto tedeschi, americani, russi e canadesi, invadono le nostre città, spiagge e alberghi per i prezzi bassi, ma il PIL crolla e la benzina (il petrolio si compra in dollari) va alle stelle per un cambio decisamente a nostro svantaggio.
I minori costi della manodopera, visti i salari degli italiani  sempre più bassi, ridurranno i costi di produzione. ma le materie prime, comprate sui mercati internazionali, saranno sempre più costose, rispetto al cambio in lire con il risultato che gli effetti positivi della svalutazione della lira svaniranno in fretta.
Inoltre, essendosi rotta l'Unione Europea, sparirà la libera circolazione delle merci e Francia e Germania reintrodurranno tasse e dazi sull'ingresso di prodotti italiani.
Nel frattempo la maggior parte delle banche saranno fallite, perché all’ annuncio della svalutazione della lira,molti risparmiatori hanno ritirato in fretta e furia i propri risparmi, velocizzando il crollo del sistema bancario.
Per evitare questo tracollo bancario tuttavia potrebbe succedere che il governo approvi un decreto che stabilisce un limite di 100 euro alla settimana ai prelievi bancari, ed anche che, per non dover spendere troppi soldi nell'emissione della nuova moneta , vengano timbrate le banconote euro in circolazione in Italia con l'indicazione "euro lira."
Questa nuova moneta però nel commercio internazionale sarebbe rifiutata dagli altri Paesi sia europei che mondiali a meno che non si deprezzi subito di almeno il 40%, così da permettere almeno la libera circolazione delle merci e dei lavoratori all'interno di quel che resta dell’Unione Europea.
In un anno il 30% degli italiani sarà costretto ad emigrare nei Paesi che mantengono l'euro , soprattutto verso Olanda, Germania e Francia. L'emigrazione italiana diventerà un problema da Terzo Mondo .
Considerando tutti questi fattori il PIL crollerà tra il 30 e il 50% e il debito pubblico non sarà più sostenibile, diventando carta straccia per i possessori di titoli del Tesoro (BOT, BTP, CCT …), obbligando il governo a dichiarare l’impossibilità di rimborsarlo, e causando così nuovi sfracelli non solo a livello di famiglia, industrie ed economia italiana, ma anche sull’intero mercato mondiale.
Facciamo adesso un piccolo ragionamento terra terra.
Il sig. Rino Ceronti nel 2000 aveva in banca circa dieci milioni di lire.
Con questa cifra si sarebbe potuto permettere di comperare una automobile di media cilindrata, ad es. una Golf dell’epoca .
Entrato in scena l’euro, il Sig. Rino si è trovato sul c/c  circa 5000 euro. (cambio lira euro = 1936, 27, praticamente 2000 lire per avere 1 euro.)
Il governo del tempo, invece di vigilare per impedire un rialzo abnorme dei prezzi, si limitò a regalare ad ogni nucleo familiare una piccola calcolatrice tascabile e poi se ne lavò le mani.
Data l’astrusità del cambio e la mancata vigilanza, il cambio che tutti per comodità bene o male accettarono o subirono, fu di mille lire contro un euro.
Con i suoi 5 mila euro in banca il sig. Rino adesso poteva comperarsi una quantità di merce non più pari ai suoi 10 milioni iniziali, ma pari solo a 5 milioni di vecchie lire.
Quindi poteva più comperarsi la golf dei suoi sogni, ma solo la metà di essa.
Se avesse voluto viaggiare su una macchina intera, avrebbe dovuto sborsare altri 5 mila euro.
Da questo piccolo esempio si vede subito  che con l’introduzione dell’euro gli italiani hanno dovuto subire un furto della metà del loro capitale.
Sono stati derubati del 50% dei loro averi, e questo purtroppo è pacifico, perché proprio questo è avvenuto.
Adesso che si vuol tornare alla lira, però cosa succede?
Che il sig. Rino, ( che non ha più comperato l’automobile) si ritrova ancora ad avere in banca i suoi soliti 5 mila euro, che secondo lui ,con la reintroduzione della lira, si trasformeranno di nuovo nei suoi vecchi dieci milioni di lire che possedeva nel 2000 e  che gli permetteranno di farsi la macchina nuova.
Non immagina , il tapino, che uscendo l’Italia dall’euro, il concambio tra la moneta europea e la nostra vecchia lira nazionale, non sarà più di 1936,27 ( o di 2000 per comodità di calcolo), ma bensì probabilmente di circa 500 lire per un euro.
Cioè, per i suoi 5000 euro che porta in dote, gli verranno probabilmente date non più di 2.500.000 lire, venendo con ciò egli a perdere un ulteriore 50% del suo capitale .
Riassumendo, Rino  aveva 10 milioni di lire nel 2000, divenuti 5mila euro .
Nel 2014/2015 ( o quando sarà), i 5000 euro di Rino diventano 2 milioni e 500 mila lire.
Perdita secca uguale a 7 milioni e mezzo di lire. ( In pochi anni i 3/4 quarti del suo capitale iniziale sono svaniti nel nulla).
E questo è quello che avverrà se gli sciagurati che vogliono farci uscire dall'euro avranno  la possibilità di governare l’Italia, ma a quel punto la presa d'atto della realtà non sarà più tanto pacifica, perché gli italiani come minimo prenderanno i forconi e daranno la caccia agli sciacalli che li hanno cacciati in simili guai.













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25 maggio 2014

44.4) Oggi, giorno di elezioni, il pericolo è l’astensionismo. Però se…..

Oggi, giorno di elezioni, il pericolo è l’astensionismo.  Però se…..




Però, se si fosse fatto in modo di  dare i famosi 80 euro  a chiunque  all'uscita del seggio avesse presentato  la scheda elettorale timbrata, allora si che non ci sarebbero stati astensionisti,  tranne forse alcuni  milionari e  i soliti  intellettuali superbi  con la puzza sotto il naso che:” di un elemosina  di 80 euro io me ne faccio un baffo”, oppure:" io non vendo la mia anima per 80 euro".
Meno male che di gente così ce n'è  sempre più poca!

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5 settembre 2011

150.1) Lo scopo della manovra economica è quello di trovare 45,5 miliardi oppure di modificare l’art. 18?

Lo scopo della manovra economica è quello di trovare 45,5 miliardi oppure di modificare l’art. 18?





Cosa c’entra la modifica dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori ( che vieta il licenziamento dei lavoratori dipendenti se non per giusta causa), con la manovra economica in atto che aveva lo scopo di raggranellare 45,5 miliardi di euro per ottenere il pareggio di bilancio dal 2013 in avanti?

Uno degli ultimi emendamenti allo studio, approvato dalla Commissione Bilancio del Senato, riguarda i licenziamenti.
Con una deroga, che di fatto aggira l’articolo 18, si potrà licenziare, seppure con l’accordo dei sindacati.

Ora, chi mi sa dire, quanti miliardi di euro verranno raggranellati dal governo con la concessione ai datori di lavoro del diritto di licenziare i propri dipendenti come e quando vogliono?.
Vien da dire zero, e difatti cosa c’entra questa norma con il pareggio del bilancio dello stato, che la Commissione europea ha imposto all’Italia dal 2013 p.v.?
Il metter mano alla modifica di questo articolo è solo un pretesto per rimettere in discussione lo Statuto dei Lavoratori, cioè quella legge sociale che ha finora impedito in Italia l’insurrezione popolare della classe operaia contro i soprusi della classe padronale.

E allora, perché il governo, proprio nel momento della sua massima debolezza, ci riprova?
E’ questo un sintomo dello sbandamento mentale in cui è caduto questo governo che non vuole tassare i ricchi, e cerca di raschiare sul fondo del barile, perché oltre a cambiare ogni sei ore il testo della manovra, se la prende adesso senza alcuna necessità plausibile contro la classe sociale che, secondo i nostri politici, gode di più privilegi dopo quelli della loro casta. 

Difatti, i lavoratori dipendenti sono tutelati sul posto di lavoro: guai a licenziare i fannulloni, i sindacati combattono per loro, etc. etc. etc, mente gli industriali, poverini , devono vedersela con il rischio di impresa e diversi di loro anche con il rischio delle oscillazioni di borsa che gli mangia il capitale, e adesso anche con la tassazione al 20% del capital gain.

Poverini!.Oh come è brutto in Italia essere ricchi!.
Occorre quindi rendere difficile, per parità, la vita a quella parte di lavoratori che ha tutto garantito: posto di lavoro, bassi stipendi, ferie, tredicesima e forse quattordicesima mensilità, cassa integrazione, diritto di sciopero, etc,etc. etc.

Il ragionamento, dal punto di vista di un governo che ha come fine del suo agire la tutela dei redditi dei ricchi, ha una sua logica anche se perversa, occorre dirlo: ma che c’entra tutto questo con il proposito di trovare i soldi per il pareggio di Bilancio?

Quanti soldi farà entrare in cassa la modifica dell’art. 18?
Zero al quoto, , ma prima o dopo, questi privilegiati lavoratori dipendenti dovevano pure essere colpiti nei loro diritti e nelle loro sicurezze.
E allora tanto vale approfittare del varo di questa manovra economica per tanti versi sciagurata, per colpire questa categoria di parassiti sociali.
E i lavoratori si guardino bene dal protestare e scioperare.
Si mettano invece a lavorare di più e ad andare in pensione più tardi, perchè questa nostra benedetta Italia, governata dallo sfasciume di questi politici, ha bisogno di tirarsi fuori al più presto dal pantano in cui è stata da questi fatta cadere.



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8 agosto 2011

137.1) In economia , per l’Italia, serve il piano B e sarà doloroso

In economia , per l’Italia, serve il piano B e sarà doloroso.





Come fare per ridurre il debito pubblico italiano?
l nostro debito pubblico è tra i più alti al mondo, arrivando alla smisurata cifra di circa 1.850 miliardi di euro, facendo  equivalente  a oltre 30 mila euro il debito di  ciascun cittadino.
Un debito pubblico elevato impedisce di fatto a un Paese di spiccare il volo della ripresa, visto che ogni anno decine di miliardi di euro, invece di essere  investiti per lo sviluppo delle imprese e per il mondo del lavoro in generale, se ne vanno per pagare gli interessi corrisposti ai detentori delle obbligazioni statali e dei buoni del Tesoro.

Per ridurre drasticamente il livello del debito pubblico ci sono sul tavolo alcune proposte.
1) Imposta patrimoniale (per tutti)
 Secondo questa ipotesi lo Stato dovrebbe prelevare in media a ogni italiano (a seconda del patrimonio posseduto) circa 10.000 euro (pari a un terzo del debito pubblico pro capite) e in modo graduale, al fine di abbassare il debito dal 120% all’80% del Pil.
Questa ipotesi, oltre che dall’enormità della cifra da prelevare dalle tasche degli italiani pari a 600 miliardi di euro, e a un pesante costo politico per il governo che la dovesse varare , trova però una contestazione di merito: chi ci garantirà che, una volta pagata questa sovrattassa, il debito non torni a salire per effetto di nuove incapacità politiche dei nostri governanti?


- 2) Imposta patrimoniale (solo per ricchi)
Secondo alcuni studiosi occorre varare una patrimoniale sulle grandi ricchezze per mettere il Paese al riparo dalla speculazione finanziaria, accanto a una riforma fiscale che riesca a ridare fiato ai redditi da lavoro dipendente e alle pensioni.
C’è chi ha rilevato come questa proposta sia inattuabile, perché le persone intestatarie di grandi ricchezze sono in Italia in numero esiguo, sia per l’alta evasione fiscale che le contraddistingue, sia perchè leggi di favore per i ricchi sono sempre state approntate dai nostri parlamentari di ogni tempo e partito, che hanno fatto in modo di consentire ai ricchissimi di occultare in mille modi i loro capitali.

- 3) L’Italia venda il patrimonio pubblico
Per alcuni occorrerebbe un grande progetto di privatizzazione del patrimonio pubblico, da cui si ricaverebbero risorse per l’abbattimento del debito pubblico.
 L’ obiezione è che ormai in Italia ci sia rimasto ben poco da dismettere , se non vendere quell’ulteriore parte del patrimonio immobiliare pubblico, a cui già attingono, tra l’altro, molti enti locali per sanare le loro  casse sempre più in rosso.

4) - Tassazione dei redditi da capitale
Altra proposta è quella di aumentare la pressione sulle rendite finanziarie , cioè sui redditi da capitale e sulla speculazione di borsa,  oltre la media attuale del 12,5 per cento. 
Tuttavia si dovrebbero esentare dall’aumento quegli investimenti con funzione “previdenziale” adottati dalle fasce medio - basse, che hanno acquistato titoli di Stato, azioni, e fondi comuni per investire i rispami di tutta una vita lavorativa.
5) - Lotta all’evasione
L’Italia è al primo posto in Europa, con circa il 50% del reddito imponibile evaso. Le imposte sottratte all’erario ammontano a 159 miliardi di euro l’anno.
E proprio dalla lotta agli evasori, con tutte le difficoltà che comprende una tale operazione, potrebbe provenire una somma da destinare all’abbassamento del debito.

6) il consolidamento del debito pubblico
E’ l’ipotesi peggiore perché implicherebbe che lo Stato non garantisce più il rimborso dei propri titoli e delle proprie obbligazioni a coloro che li hanno sottoscritti.
Avete prestato dei soldi allo Stato?
Cittadini miei, avete fatto male i vostri conti. 
In cassa non c’è  più una lira per rimborsarvi.
I vostri crediti sono diventati carta straccia.
Lo Stato sanziona in questo modo il proprio fallimento economico, e si troverà ben presto  a dover fronteggiare una probabile insurrezione popolare di piazza, con rischio di guerra civile tra le classi sociali.



A tutte queste ipotesi molte delle quali facilmente realizzabili con un governo che voglia governare sul serio ed altre a volte dolorose e catastrofiche, si possono aggiungerne altre che vengono discusse tra gli studiosi in questi giorni.
  Il governo sta  infatti studiando il piano B per intervenire ad attenuare le conseguenze del crollo del mercato borsistico, con queste ipotesi sul tavolo:

A) Tassa sui depositi bancari
A quanto ammontano i depositi bancari italiani?
La consistenza dei depositi bancari è in Italia di oltre 600 miliardi di euro.
Se il governo dovesse decidere di tassarli con una tassa patrimoniale, da applicarsi direttamente dalle banche sui depositi dei clienti, si avrebbero questi risultati:
con una tassa del 10% ricaverebbe circa 60 miliardi di euro.
con una tassa del 20% ne ricaverebbe circa 120
con una tassa del 50% ne ricaverebbe circa 300.
Gli italiani diventerebbero meno ricchi per una quota parte o addirittura per la metà esatta dei loro risparmi, ( nel caso peggiore) .
Lo Stato avrebbe subito a disposizione da 60 a 290 miliardi liquidi da investire obbligatoriamente  per la riduzione del debito pubblico.

Oltre a questa drastica decurtazione e dolorosa sforbiciata , ogni anno andrebbero poi destinate alla riduzione del debito pubblico le seguenti altre misure:

B) L’abolizione delle provincie, che garantirebbe risparmi di spesa di 2,5 miliardi all’anno. 

C) I tagli agli stipendi dei politici, con relativa abolizione delle auto blu, costi di rappresentanza, uffici stampa, e segreterie generali e particolari che garantirebbero meno spese per 1 miliardo annuo.

D) la riduzione delle spese militari
Oggi, queste spese ammontano a 20  miliardi annui, , molto  di più di quanto si investe per l’educazione., la scuola e l’università.
Queste spese militari si potrebbero ridurre almeno della metà ogni anno.

Fermiamoci qui.
Un governo che voglia tirarci fuori dalla palude in cui siamo caduti, se davvero lo vuole, le risorse per risollevarci le può trovare.
A volte dolorose, a volte meno, ma quasi tutte necessarie per il bene dell’Italia.



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5 giugno 2011

97.1) Cristiano Doni, ma non hai vergogna?

Cristiano Doni, ma non hai vergogna?



Ieri si è sparsa la voce che ti avevano  arrestato perché nell’inchiesta sul calcio scommesse ormai troppi testimoni hanno fatto il tuo nome come principale indagato per quanto riguarda la tua partecipazione attiva .
 Noi tifosi continuiamo a sperare che sia tutto un malinteso e che tu Doni non c'entri niente.

Però, se il tuo convolgimento dovesse essere nei prossimi giorni confermato da altre testimonianze,  tu Doni, rischi così di mandare in serie C ( o comunque come  ora si chiami) l’Atalanta, la squadra per la quale hai giocato negli ultimi anni.

E che ti pagava profumatamente. Eri il capitano dell'Atalamta,  eri il giocatore più pagato.

Se le accuse si rivelassero  vere, tu Doni, non hai vergogna? 
Prova a confrontare  un po’ il tuo stipendio con quello dei tuoi amici tifosi atalantini.
A fronte di uno stipendio mensile di 2.000 euro di un muratore, di un impiegato, di un fresatore, di un elettrauto,etc.  (quando va bene o quando non siano a casa licenziati o cassintegrati o ritenuti obsoleti) , tu portavi a a casa circa 3.000 euro al giorno.
E tutto questo malloppo solo per allenarti e stare in forma, perché se poi ti girava che alla domenica successiva non volevi giocare, oppure ti lamentavi per un dolorino qui o là , subito ti portavano in ospedale a fare una radiografia, una tac, una lastra,  un’ ecografia, una visita specialistica per debellare il male lamentato, mentre ai tuoi amici tifosi, a noi poveri mortali servono mesi o semestri prima di entrare in una graduatoria ospedaliera.
E a questi tremila euro al giorno che ti entravano in casa senza quasi nulla fare, tu, secondo le accuse,  hai voluto aggiungerne altri ricavandoli da scommesse illegali sul risultato della tua squadra.
E non potevi accontentarti di ritenerti un uomo fortunato e farteli bastare i tremila al giorno?
Cavoli, io mi alzo ogni mattina e mi trovo sul comodino tremila euro da spendere tranquillamente, tanto domani ne avrò altrettanti.
Bello vero?. Anzi più che bello: un sogno che per noi non si avvererà mai.
A te invece i tremila, se le accuse sono vere,  non bastavano.
E che cavoli!
Caro Doni, prega Dio che l’Atalanta non vada in serie C (o comunque si chiami)per colpa tua,  perché può succedere che qualche tifoso atalantino in carcere, durante l'ora d'aria, ti si rivolti contro  e allora sì che avrai davvero bisogno di visite specialistiche ospedaliere urgenti, e come noi comuni mortali , mesi e semestri dovrai aspettare prima di entrare in graduatoria.


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13 marzo 2011

45.1) Sciacallo sarai tu, o mefitico Sallusti.

euSciacallo sarai tu, o mefitico Sallusti.

Il giornale di Berlusconi oggi insulta con il termine di “sciacalli” quanti si oppongono alla costruzione di centrali nucleari in Italia, preferendo l’utilizzo di energie alternative quali quella eolica, geotermica o solare
.

Ma perché poi “ sciacalli”?
Il termine indica chi si approfitta di un avvenimento luttuoso per la società al fine di ricavarne benefici economici per sé stesso.
Forse il direttore del Giornale è preoccupato dal fatto che l’esplosione avvenuta dopo il terremoto in Giappone in una centrale nucleare allarmi la popolazione italiana e la induca a chiedere la cancellazione della costruzione delle previste centrali nucleari, con danni enormi per quanti, politici e industriali, già sapendo della loro localizzazione hanno da tempo acquistato a poco prezzo i terreni, per poi poterli rivendere allo Stato con guadagni miliardari. Di euro.

E allora, “sciacallo” è chi da sempre si oppone alla costruzione di centrali potenzialmente pericolose come dimostra quanto avvenuto in Giappone ,o “sciacallo” non è chi invece continua a volerne la costruzione, indifferente al problema delle migliaia di vittime e delle conseguenze radioattive , ma deciso solo a difendere i propri interessi economici, quelli del suo editore e quelli del suo capo partito?

O mefitico Sallusti, sciacallo sarai tu e sciacalli quelli che ti hanno messo lassù a dirigere quel loro stupido giornale che diffonde e sparge per l’ aere ideee sulfuree e piene di odio contro chi ragioni in modo diverso.




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    6 marzo 2011

    40.1) Cosa si potrebbe fare con 300 milioni di euro, invece di buttarli dalla finestra.

    Cosa si potrebbe fare con 300 milioni di euro, invece di buttarli?



    Il ministro Maroni non vuole l’election day, cioè non vuole che gli italiani votino nello stesso giorno sia per le elezioni amministrative che per i referendum richiesti dall’opposizione contro il ritorno del nucleare e contro la privatizzazione dell’acqua pubblica.
    Troppe schede in mano, dice.
    Gli elettori italiani sono una massa di ignoranti e si confonderebbero le idee.
    Lui vuole che le elezioni amministrative vengano fatte il 15 e 16 maggio ( con eventuali ballotttaggi il 29 maggio), mentre per i referendum ci si potrà recare alle urne il 12 giugno.

    Si parla qui di gettare al vento circa 300 milioni di euro, perché dietro la scelta del governo c’è chiaramente un motivo del tutto politico, ovvero l’intenzione di affossare e rendere nullo, (nel caso non si raggiungesse il quorum del 50 per cento dei votamti più uno), uno strumento democratico come il referendum, già di per sè in declino agli occhi della pubblica opinione.

    E pensare che la Lega Nord per risparmiare soldi, ha posto l’ostruzionismo ai festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia previsti il 17 marzo.
    Però poi lo stesso partito ha preteso che venisse istituita una nuova festa per la Regione Lombardia (evidentemente per le l testoline di legno dei leghisti le feste che propongono loro non costano niente, mentre quelle degli altri si).
    E' del tutto superfluo chiedersi che cosa abbiano mai da festeggiare i lombardi , alle prese con aziende che falliscono, perdita di posti di lavoro, e lavoro precario dei giovani. L’unico giovanotto che può dire di essersi ben sistemato è il figlio di Bossi, fatto nominare dal papà assessore di qualcosa in Lombardia, con relativa faraonica busta paga.
    Siamo qui di fronte ad un partito che da una parte fa il risparmioso ( niente festa del 17 marzo), e dalla’altra fa spendere e spandere ( nuova festa della Lombardia e mancato accorpamento di elezioni amministrative e referendum. )

    L’Italia, per il mancato election day, butterà via 300 milioni per un capriccio della Lega.
    Ma d’altronde alla Lega che glie ne frega dell’Italia ? Solo della loro Padania inesistente i leghisti parlano.

    E pensare che con 300 milioni di euro si potrebbero fare alcune cose, socialmente utili.
    Ad esempio
    - si potrebbero costruire 10 penitenziari per una popolazione carceraria di 2 mila persone, invece di fare ogni tanto delle amnistie e rimettere tutti in libertà;
    - oppure costruire in alternativa 6 nuovi ospedali da 500 posti letto ciascuno,  per dare ossigeno alla sanità italiana malata;
    - o costruire tremila appartamenti da 70/80 metri quadri (al costo di 100 mila euro ciascuno in edilizia popolare) da affittare alle classi sociali più deboli a canoni calmierati.
    - In tempi di crisi dei prezzi petroliferi come gli attuali, si potrebbero costruire impianti eolici per fornire energia elettrica gratuita a circa 200 mila famiglie;
    - si potrebbe iniziare a sistemare le case e i palazzi di almeno un quartiere dell’Aquila, città distrutta dal terremoto di qualche anno fa;
    - o iniziare il raddoppio di qualche decina di km. della attuale linea ferroviaria che attraversa la Val di Susa, senza dover scavare nuove mega gallerie in montagne piene di uranio;

    - si potrebbe eliminare una baraccopoli attorno a una città, sistemandone la popolazione in casette prefabbricate, tipo quelle fornite dalla Protezione Civile, con acqua ed energia elettrica.



    - In una lotteria gratuita si potrebbero estrarre a sorte 700 codici fiscali distribuendo ai loro titolari, per mera fortuna, duemila euro al mese per vent’anni.
    Ma ci pensate 700 famiglie per vent’anni sistemate e senza problemi economici!
    - potrebbero essere distribuite gratuitamente tra la popolazione cartelle di un gratta e vinci appositamente inventato con 600 premi da 500mila euro, oppure con 3.000 premi da 100 mila euro. o con 30.000 premi da diecimila euro
    Ma ragazzi! 600 persone improvvisamente e gratuitamente miliardarie delle vecchie lire, oppure 3.000 persone in grado di comperarsi un appartamento, oppure 30.000 persone che potrebbero comperarsi un’ auto nuova etc. etc ?
    - Si potrebbero diminuire di una buona fetta gli interessi passivi che paghiamo sul maledetto debito pubblico che strangola ogni italiano fin dalla nascita;

    - In Africa o nei Paesi in via di sviluppo si potrebbero scavare 30 mila pozzi d’accqua ( che costano circa 10 mila euro ciascuno) per dare sollievo alla popolazione di 30 mila villaggi che ora soffrono la sete.






    Questo e/o  altro si potrebbe fare con 300 mila euro!.
    Ma il ministro Maroni vuole che questi soldi siano buttati dalla finestra.

    Ebbene, l'augurio è che a lui e ai tipi che ragionano come lui venga loro una bella diarrea da oggi fino alla mancata data dell’election day.
    Sperando che ogni tanto usino lo sciacquone. e aprano le finestre del bagno per il ricambio dell’aria.



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    16 marzo 2010

    47.0) Un ministro delle Finanze che dichiara redditi minimi ti invoglia a pagare le tasse? Non mi pare, anzi mi fa venire voglia di evaderle….!.


    Un ministro delle Finanze che dichiara redditi minimi ti invoglia a pagare le tasse? Non mi pare, anzi mi fa venire voglia di evaderle….!. 

     
    Che voglia può avere  un cittadino italiano di pagare le tasse, se lo stesso Ministro delle Finanze dichiara solamente 40 mila euro di reddito  netto   nel suo 730?

    Vediamo di chiarire il concetto  con un esempio.
    Nel  conteggio  mensile della pensione   di un ex dirigente di banca, cioè di una persona che ha raggiunto sul lavoro una importante posizione, fatta di impegni e  responsabilità,  e  con una lauta pensione lorda di  5.000 euro, gravano  all’incirca 2.000 euro di  imposte statali,  trattenute e addizionali regionali e comunali che portano il netto a 3000 mensili.
    Pertanto  il reddito netto annuo,  per 13 mensilità,  è uguale a 39.000 euro che è e rimane comunque  una buona pensione, non c’è che dire.

    Ora facciamo due conti:sulla busta paga del  buon ministro Tremonti 
    • Indennità varie di ministro :2.700al mese x 13 mensilità  uguale  35100 all’anno
    • stipendio da parlamentare  5.200mila  lorde al mese x 12 mensilità uguale 62.400 all’ anno
    Totale 97.500
    Inoltre,  come parlamentare ha diritto a  varie indennità  e benefits  non tassabili per  circa altri  7.000 euro mensili, così distribuiti.
    • Un rimborso forfettario di  4.190 euro;
    • Una tessera gratuita per non pagare autostrade, ferrovie, traghetti e aerei.
    • Una indennità di 1.100 euro per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma Fiumicino e la sede del Parlamento ;
    • oppure di 1.300  euro  se l’onorevole  deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di  residenza.
    • Una indennità di rimborso  spese telefoniche, di 3.098,74 euro all’anno . (258  mensili)
    Totale 97.500 +84.000 (7000*12) uguale 181.500  euro.


    E come mai allora il ministro nella sua dichiarazione dei redditi dice di averne guadagnati solamente  40 mila?

    Dove sta il trucco?
    Nello specifico, il reddito complessivo di Tremonti è stato pari a 176.897 euro, ma il ministro  ha potuto usufruire di oneri deducibili dal reddito per 137.225 euro che hanno fatto scendere l’ammontare dichiarato a 39.672 euro netti..
    Il trucco  quindi sono gli oneri deducibili:

    Adesso ditemi voi quanti lavoratori dipendenti nella loro busta paga  possono  contare su oneri deducibili  pari a 2/3 dell’imponibile?
    Noi  popolo bue, sulle cui spalle grava  l‘economia del Paese, niente oneri deducibili, mentre  i parlamentari e i ministri  si!
    Porca vacca,  ma  la vogliamo finire di considerare quelli che  vengono eletti parlamentari o ministri come fossero delle persone da incensare,  da riverire e da mettere su un piedestallo?
    Queste persone hanno scelto di fare quel lavoro, e va bene, probabilmente faranno una vita agevolata  e non  si asciugheranno tanto spesso il sudore perché  non faticheranno molto, ma che almeno paghino le tasse  in egual misura a quanto le paga il popolo bue, perbacco.
    Egregio signor ministro dell’economia e delle finanze on.. Tremonti, concorda  o non concorda, con questo ragionamento?
    Lei non concorda, e ne eravamo certi.
    Lei continuerà  ad essere favorevole a  una distinzione  tra  le poche imposte  riservate  alla casta degli eletti e le tante invece  da addossare al  gregge .
    Eppure, guardi che  a lungo andare  il popolo  si può trasformare da gregge  in  mandria di lupi., con le conseguenze del caso  verso  chi lo conduceva in  pascoli  poco  appetibili.
    E’ già capitato,  e più di una volta, nel corso dei secoli.
    E può  capitare di nuovo!
    Perché la rabbia del popolo, di fronte a certe dichiarazioni  fasulle dei redditi , monta, monta monta, e prima o poi esploderà.



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    25 gennaio 2010

    20.0) Ah! La moda di far diventare eroi dei criminali!





    Ah! La moda di far diventare eroi dei criminali!

    Uno spaccia droga, si arricchisce come un porco, e rovina la mente e la vita di migliaia di giovani cretini.
    Lo prendono e lo sbattono in galera.
    Bene.
    Arriva un giornalista, si fa rilasciare un’intervista e lo convince a scrivere le sue memorie.
    Quello che fino a ieri non sapeva a malapena che leggere e scrivere, viene così trasformato in un personaggio di successo le cui interviste e apparizioni televisive nei salotti gossipari vengono contese a suon di migliaia di euro da giornali e televisioni.


    Uno è un fotografo e spia la vita intima di qualche personaggio famoso.
    Lo ricatta: distruggerà le foto solo in cambio di grosse somme di denaro.
    Molti pagano. Qualcuno si oppone, ed egli finisce in galera.
    Dopo 15 giorni lo lasciano andare.
    Ormai è un personaggio, e rilascia interviste e scrive libri di memoria che vanno a ruba.
    Ogni momento è in tv a parlare delle sue porcate e di quello che avrebbe ancora potuto fare se lo avessero lasciato continuare.
    E lo pagano, lo pagano, perché appaia in tutti i programmo e in tutti i telegiornali per dire sempre e in continuazione le stesse idiozie.
    Ormai è un eroe. Gli adolescenti gli chiedono autografi, e tengono la sua foto nello zainetto.

    Un altro spara al Papa e lo ferisce lievemente. Viene preso, processato e condannato a scontare l’ergastolo nella sua nazione di origine.
    Dopo 29 anni lo rimettono in libertà .
    Ormai è un farneticante. Dice di essere Gesù Cristo.
    Dice che vuole andare a convivere in Vaticano con il successore del Papa che ha ferito .
    Dice che rivelerà il terzo, il quarto e il quinto segreto di Fatima.
    Promette che scriverà un libro delle sue memorie. Che parlerà degli ante, dei fatti e dei misfatti da lui compiuti, in questa vita e nelle sue vite precedenti.
    Lo intervistano in mille. Fanno la coda davanti al suo albergo per intervistarlo.
    Lo invitano in tutte le televisioni del mondo.
    Lo coprono d’oro.
    Lo fanno diventare un eroe.
    Eppure non è altro che un povero demente bisognoso di cure psichiatriche , da far vivere tranquillo in qualche oasi di verde vicino al lago, che calma la mente.

    Ah! La moda di far diventare eroi dei criminali!
    La moda di non parlare mai degli atti di eroismo quotidiano delle persone normali.
    Solo il marciume, viene evidenziato ed eroizzato da questa povera società di merda in cui viviamo.

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    14 agosto 2009

    335) I cervelloni del Sud e gli inde...fessi del Nord.

    Gli
    studenti più bravi sono al Sud?
    Può darsi, ma
    evidentemente anche i professori più larghi di manica sono
    al Sud.
    E’
    forse per questo che il figlio di Bossi è
    riuscito a diplomarsi dando gli esami in una scuola del Sud.
    Al Nord
    continuavano a bocciarlo


    Siccome poi
    agli studenti più bravi vengono dati mille euro di
    premio, io non ci tengo molto a pensare che giù al Sud la bravura di
    tali studenti sia agevolata dal fatto che tra essi e
    i professori possa essere intervenuto un tacito
    accordo per spartirsi
    il premio, in modo da guadagnarci entrambi.

    Forse io
    sono troppo
    cattivo, ma anche la notizia seguente non fa che alimentare i miei
    dubbi:
    gli invalidi civili al Sud sono statisticamente il 50% in
    più di quelli del Nord.


    Per campare,
    evidentemente,
    al Sud occorre studiare ed avere qualche infermità fisica,
    tutte cose che
    danno diritto ad ottenere qualche risarcimento dallo Stato.




    Ma si può andare avanti così?
    I cervelloni e gli sciancati al Sud,
    i lavoratori inde..fessi al Nord.



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    15 giugno 2009

    272) oggi nasce il comitato per la NON candidatura di Silvio a premio Nobel per la pace.



    In antitesi al comitato per la candidatura di Silvio a premio Nobel per la pace , oggi nasce il comitato per la NON candidatura di Silvio etc. etc.etc.

    Credevo che niente e nessuno potesse mai superare i soliti Fede, Feltri, Giordano, Belpietro e Vespa nell’arte del leccapiedi..
    Ma mi sbagliavo.
    Ho scoperto che c’è un gruppo di persone ancora più lecchine di costoro.
    Addirittura hanno fondato un Comitato per la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010.
    Sentite con quali motivazioni:
    Secondo costoro il Cavaliere ha contribuito in maniera rilevante ad evitare un terzo conflitto mondiale, ed impedire così la perdita di milioni di vite umane.

    E lo credereste? Queste persone sono forse finanziate da Berlusconi?o dal suo partito?
    Loro, che si definiscono esponenti della società civile, dicono di no.

    Anzi per portare avanti questa iniziativa chiedono soldi, ed è molto probabile che, in questa Italia fondata sulle fanfaronate, trovino pure delle persone disposte a darglieli.




    Stregato dalla fame di soldi (1- devo cambiare l’auto che ormai passa più tempo dal meccanico che nel garage di casa; 2- voglio comperare delle azioni della Cell Therapeutics che guadagna più del mille % alla borsa di Milano; 3- voglio girare il mondo in crociera in eterna vacanza) contagiato dicevo dalla fame di soldi , anch’io creerò un Comitato per la NON assegnazione del premio Nobel per la pace 2010 a Silvio Berlusconi, e chiederò soldi per portare avanti questa lodevole iniziativa.

    Preparatevi a prendere nota, in uno dei prossimi post,delle mie coordinate Iban e già fin d’ora vi avverto che la sottoscrizione non avrà termine se non col raggiungimento sul mio c/c della cifra di un milione di euro e che l’importo minimo da versare sarà di 5 euro o multipli di 5.

    Chi non vuole che a Berlusconi venga assegnato il premio Nobel, perché onestamente egli non c’entra niente con un terzo conflitto mondiale evitato né con la mancata perdita di milioni di vite umane, si prepari a sborsare denaro, tanto denaro a favore del mio Comitato per la NON assegnazione etc.etc., perché il lavoro da fare è molto e le persone da convincere che Berlusconi non è né il Padreterno né un santo sono numerose e sono tenacemente abbarbicate all’idea che egli sia andato al governo per fare il bene dell’Italia , e quindi dobbiamo essere consapevoli che ci vorranno tempo, pazienza, tenacia e denaro per convincerle del contrario.

    Mi farò vivo con le mie coordinate bancarie.
    A presto.
    W il Comitato per la NON assegnazione a Silvio etc.etc.etc.
    nel frattempo leggete qui


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    28 agosto 2008

    8) Crisi Alitalia e il XVII° industrialotto




    Il governo italiano, in questi giorni, ha chiamato a raccolta 16 industrialotti e ha detto loro: -“perché non fondate una nuova compagnia aerea al posto dell’Alitalia?
    E i 16:-”perché non abbiamo i soldi e poi gli aerei da far volare chissà quanto costano”.
    -“Cribbio, non preoccupatevi, che diversi bei miliardini di euro ve li do subito io in regalo,(tanto pagano gli italiani) e per gli aerei vi farò avere a prezzi scontati del 70-80-90 per cento quelli dell’Alitalia che lasceremo fallire”.

    A questo punto, per riempirmi un pò il portafoglio e il conto in banca, voglio entrare in campo anch’ io, e chiedo al governo di aggiungere il mio nome alla lista dei soliti 16 industrialotti che comperano e vendono aziende con i soldi gentilmente regalati loro dallo Stato.

    E va bene, avrò sulle spalle il numero 17.

    Ma con i tanti soldini che ci spartiremo io e gli altri soliti 16 industrialotti alleati, mi scorderò che in numeri latini l’anagramma del 17 poteva formare la parola “VIXI” (ho vissuto).
    Il 17 assumerà per me il significato di "Life is now" (adesso sì che è vita).

    E....ttte credo.

    Ragazzi, datemi il 17 e i soldini regalati dal governo: voglio iniziare a vivere

    Che la pacchia sia con noi.


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