Visualizzazione post con etichetta profugo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta profugo. Mostra tutti i post

28 agosto 2009

348) So io dove gli ficcherei le frecce tricolori, al Gheddafi.





So io dove gli ficcherei le frecce tricolori, al Gheddafi.




A fine mese il nostro Presidente del Consiglio Berlusconi si recherà in visita ufficiale in Libia, in occasione dei festeggiamenti che le autorità di quella nazione celebreranno per ricordare l’anniversario della fondazione della Repubblica islamica Libica.

Non saranno presenti altri capi di stato o di governo, forse più avveduti del nostro nel ricordarsi che la presa di potere di Gheddafi fu dovuta ad un colpo di Stato, e non a seguito di libere e democratiche elezioni.
Ed anche oggi, a distanza di quarant'anni, il capo libico è talmente amato dal suo popolo che deve ogni notte cambiare la tenda sotto cui riposare, per paura di attentati alla sua persona e al suo entourage.
Di fatto egli è un dittatore, succeduto con la forza ad un dittatore a lui precedente, ed è a capo di una delle nazioni che potrebbe essere tra le più ricche del mondo per i giacimenti petroliferi e le risorse naturali di cui è dotata, ma che ha invece una delle popolazioni in assoluto più povere della Terra, in quanto gli utili derivanti dalle ricchezze naturali vengono spartiti tra pochissime persone al potere.

Inoltre il dittatore Gheddafi , dopo aver sostenuto per anni il terrorismo internazionale, non eccelle certamente per la concessione dei diritti umani, civili e religiosi nei confronti del suo popolo che egli governa con la forza ed il terrore.

Nel deserto libico sono radunate in speciali campi di concentramento migliaia di persone disperate in cerca di una via di fuga dal terrore e dalle guerre del Corno d’Africa, lasciate alla mercè di schiavisti locali e di trafficanti di organi umani e di addetti alla prostituzione maschile e femminile.
In effetti, la maggior parte dei profughi che con barconi fatiscenti cercano vie di fuga verso l’Europa, e l’Italia in particolare, provengono dalle coste libiche.


Cosa ci sia da festeggiare, quindi, per il nostro Capo di governo , in Libia lo sa solo lui.
Ma forse nessuno lo ha messo sull’avviso che sia più avveduto soprassedere a questa visita, e, se egli volesse, anche nell’interesse degli italiani, è ancora in tempo a rinunciare, fingendo una malattia diplomatica.

L’esibizione della pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori che accompagnerà la visita del nostro Presidente a Gheddafi, programmata per stupire le popolazioni e la mente bacata del dittatore libico, a questo punto potrebbe anch’essa essere annullata e di fatto sostituita con l’invio in Libia di una pattuglia di atleti arcieri, con il compito di indirizzare le frecce dei loro archi, debitamente tricolori, nel posto fisico di Gheddafi qui indicato: il suo sedere.
Scegli altri articoli tra gli argomenti della Sitemap.

altri articoli su : Politica

pasta pastì pastù e scatarrà

=====================
Si è
già parlato di Gheddafi in questi post: puoi rileggerli, se
ti va.


  • 170.0)Pensavano di sparare a dei clandestini. Che reato hanno commesso?




  • 163.0)Lo sconforto dei leghisti




  • 156.0) Ah, le amicizie! ah, le alleanze!




  • 155.0) tris e poker d'assi.




  • 154.0) Un' Europa di moschee . E la Lega?




  • 358) Incenso ed applausi fuori luogo






  • 348) So io dove gli ficcherei le frecce tricolori, al Gheddafi.




  • 277) Scoperto un focolaio di peste bubbonica in Libia.




  • 269)
    L'amicizia col beduino, il G8, Obama e i cavoli amari.




  • 268) Berlusconi e Gheddafi, forza,baciatevi sulla bocca! Che bella coppia!




  • 187) Impariamo a chiedere meno ai politici e vivremo meglio.



  • 26 agosto 2009

    347) Non ci sono più i Cavalieri di Malta di una volta!



    Non ci sono più i Cavalieri di Malta di una volta!








    Abbandonare i cani, d’estate, è reato.
    E’ reato sempre, ma nelle altre stagioni il fenomeno non si nota.

    E abbandonare i profughi eritrei in mezzo al mare, cos’è?
    E’ forse un’opera di carità?
    Dopo nulla aver fatto per evitare la morte in mare di 78 persone che cercavano di attraversare il canale di Sicilia e che sono rimaste alla deriva per 23 giorni su un barcone sovraccarico chiaramente inadatto allo scopo, le autorità maltesi, responsabili del mancato soccorso, ad evitare il ripetersi di episodi simili, adesso hanno dato disposizioni che i profughi avvistati in mare vengano scortati dalle loro forze dell’ordine fino al limite delle loro acque territoriali e qui consegnati alle motovedette italiane appositamente messe in allarme.

    A Malta nessun profugo deve sbarcare.

    Che sbarchino in Italia, e chissenefrega.

    A Malta una volta esisteva l’ordine dei Cavalieri di Malta, che combatteva le ingiustizie e soccorreva le persone in difficoltà. rifocillava e proteggeva i pellegrini.
    Evidentemente o i cavalieri di Malta si sono ricordati che tra i loro compiti il principale era quello di combattere i musulmani, e quindi la morte di persone non cristiane li lascia del tutto indifferenti, o hanno altro di meglio da fare che mettersi pungolare le autorità maltesi perché concedano l’approdo sull’isola Stato da cui prendono il nome, ai disperati che vi cercano rifugio.

    I Cavalieri di Malta oggi viaggiano sui loro yachts, e sulle loro barche da crociera, indifferenti a tutti e a tutto tranne che alla seduzione della ricchezza, del benessere e della notorietà.
    Con le loro decorazioni a forma di croce e con i loro nomi altisonanti frutto delle gesta dei loro antenati, essi ormai frequentano di più le sale del Billionaire, che quelle degli ospedali del Terzo mondo.

    Per le opere umanitarie ormai non è rimasta che l’Italia, la tanto bistrattata Italia, che se non altro, con tutti i suoi difetti, le persone in mare le soccorre ancora.

    Meglio quindi essere un piccolo italiano anonimo con mille difficoltà economiche e con mille difetti, che un aristocratico Cavaliere di Malta, ormai inutile e fuori dal tempo.

    sull'argomento Malta e profughi leggi anche qui


    Scegli altri articoli tra gli argomenti della Sitemap.

    altri articoli su : Costume e Società

    19 febbraio 2009

    170) Proposta di attribuzione del Premio Nobel per la Pace agli abitanti di Lampedusa.Passiamo parola.


    Proposta di attribuzione del Premio Nobel per la Pace agli abitanti di Lampedusa.Passiamo parola.
    Proposal of attribution of the Nobel Prize for the Peace to the inhabitants of Lampedusa.We pass word.

    Siamo sinceri: quanti di noi se notano da un giorno all’altro la presenza di una decina di extracomunitari nel proprio
    quartiere
    , non cominciano a brontolare che non se ne può più e magari si rivolgono alle autorità locali perché intervengano al più presto e provvedano al loro immediato allontanamento!

    Ebbene, l’isola di Lampedusa è ormai da decenni invasa giornalmente da torme di extracomunitari.
    Eppure hanno imparato a convivere e a tollerare la loro presenza e mai gli abitanti di quest’isola hanno organizzato ronde punitive contro di loro.
    Qualcuno che sapesse scrivere dovrebbe far notare lo spirito di sopportazione e di collaborazione dimostrato dagli isolani.
    Oltretutto sono innumerevoli, a quanto si racconta, gli episodi di salvataggio in mare di poveri profughi, da parte dei pescatori lampedusani, senza che siano mai stati segnalati ai media televisivi o della carta stampata.

    Per questi isolani è un obbligo morale e un dovere dare aiuto e ospitalità a chi ha attraversato il Mediterraneo su mezzi di fortuna ed è sbarcato sulle loro coste in cerca di una sorte migliore.
    Non si pongono tante domande: aiutano e basta, senza andarlo a raccontare in televisione. Non vivono nel terrore di atti di brigantaggio o di delinquenza da parte dei loro ospiti, ma considerano questi degli esseri umani sfortunati che vedono nella loro isola la prima tappa di un lungo cammino che li porterà poi in qualche Paese europeo in cerca di una sorte migliore di quella che hanno lasciato nella loro Patria di origine.
    Secondo me gli abitanti di Lampedusa meritano davvero di essere segnalati per l’attribuzione del Premio Nobel per la Pace tra i popoli.
    In tempi bui come quelli che stiamo attraversando nei quali sembra che lo sport nazionale sia la caccia al romeno ed è generalizzata l’equazione straniero uguale violentatore e delinquente, sarebbe veramente di buon auspicio contro il razzismo e l’intolleranza nei confronti dello straniero il veder riconosciuta a livello internazionale la capacità di adattamento e di collaborazione dimostrata dalla popolazione tutta dell’isola di Lampedusa.

    Passiamoci parola almeno tra noi bloggers, e quelli tra noi che sanno esprimere meglio del sottoscritto i concetti sopra esposti, si diano da fare nei loro scritti per portare avanti la richiesta di assegnazione del premio Nobel per la Pace agli abitanti di Lampedusa.

    Diamoci tutti da fare: Passiamo parola!

    Clicca su OK se il post ti è piaciuto. Oppure su NO.
    Scegli altri articoli tra gli argomenti della Sitemap.

    altri articoli su : Costume e Società