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6 dicembre 2010

229.0) Imbecillità razzista di gente venuta da fuori.

IMBECILLITA’ RAZZISTA.



C’è un marocchino di 23 anni arrestato perché accusato di aver sequestrato e forse ucciso Yara, la ragazzina tredicenne di Brembate Sopra scomparsa da casa da una decina di giorni.
Compaiono allora dei cartelli razzisti:“ via i marocchini dall’Italia”.

Dalle ultime indagini sembra che il marocchino sotto indagine abbia avuto due complici italiani.
Forse compariranno adesso dei cartelli: “ via gli italiani dall’Italia”?

Ah!, grande è l'imbecillità dei razzisti e di chi mette quei cartelli per dimostrare e far vedere che nei paese amministrati dalla Lega Nord c’è omertà e razzismo.

Invece la gente di qui, semplicemente non ama apparire in televisione a piangere e rilasciare interviste se non è a conoscenza di niente, e soprattutto non condanna una persona se non ci sono prove definitive che sia colpevole.
E men che mai estende la condanna a una intera categoria di persone.

Quelli che mettono quegli striscioni razzisti sono gente venuta da fuori che, con l'unico interesse di denigrare la Lega Nord, buttano in politica anche una vicenda dolorosa come la scomparsa e forse la morte di una piccola nostra figlia tredicenne.

Maledetti loro! Sono talmente ignoranti che non sanno neppure che la parola marocchini non si scrive con la y finale.


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    9 maggio 2009

    243) Cari leghisti, siete capaci di essere duri solo con i deboli e adesso ci fate passare anche per razzisti!


    Cari leghisti, siete capaci di essere duri solo con i deboli e adesso ci fate passare anche per razzisti!

    Dear leaguers, are able of to be hard only with the weak and now make us also pass for racist!




    Mamma mia, che DUREZZA di carattere il nostro ministro Maroni!
    Da oggi li rimandiamo tutti indietro.
    Più nessuno sbarcherà in Italia clandestinamente.
    E fu così che tre barconi con a bordo 227 migranti disperati, non appena giunti in acque territoriali italiane furono rimandati indietro, e “riaccompaganati” in Libia, nei porti dai quali si presume siano partiti.

    Eran 227, e partiti carichi di speranze in una vita migliore, questi e tutti gli altri che li hanno preceduti, costretti a fuggire dalla loro patria a causa di guerre, persecuzioni, fame e mancanza di diritti.
    L’Italia era il loro punto di approdo, e l’Europa probabilmente la loro destinazione finale, in cerca di un lavoro e di un riscatto sociale dall’odio, dalla fame e dalla povertà.
    E cosa ti fa adesso l’Italia’?Sulla strada di questi disgraziati, si erge ora DURO il nostro ministro Maroni. Li ha sbattuti indietro senza alcuna considerazione per le motivazioni che li sospingono a fuggire dalla loro Patria, senza occuparsi della condizione in cui si troveranno una volta fatti sbarcare in Libia.
    Non essendo la Libia propriamente una “democrazia”, i migranti respinti dalla nostra DUREZZA rischiano di finire nelle famigerate carceri di Gheddafi, (dove i detenuti vivono in condizioni degradanti: fino a 50 persone per cella, e dove non è raro il ricorso alle torture e alle violenze sessuali, come denunciano invano da anni alcune organizzazioni umanitarie), o di venire deportati in campi di prigionia nel deserto, dove diventeranno merce per i trafficanti di schiavi che in quei posti ancora fanno affari d’oro. Oppure rischiano di essere rimandati nei loro Paesi di origine dai quali erano fuggiti in cerca di un destino migliore, e qui probabilmente saranno condannati a morte come disertori.

    Il nostro ministro Maroni si ritrova ad avere DURO,in questa circostanza oltre al carattere, anche un senso di trionfalismo e di incontrollata baldanza .

    Stia attento però a non cantare vittoria troppo presto!
    Perchè è facile ergersi a DURO quando c’è da andare a sbattere con delle navi militari contro tre barconi pieni di disgraziati inermi che certamente chissà quali danni e insidie avrebbero procurato alla nostra bella Italia.

    La DUREZZA che tanto lo rende euforico gli si trasformerà ben presto in un più coerente MOLLICCIUME non appena egli realizzerà nella sua mente quello che accadrà ai 227 esseri umani respinti, che non sarebbero mai diventati un problema per l’Italia (a fronte dei milioni di immigrati regolari o irregolari che già abbiamo) , ma che, come chi li preceduti negli anni, volevano semplicemente fuggire dal Sudan, dal Darfur, da dove c'è la guerra, e da altri Stati africani dove c’è la fame.

    Troppo comodo essere DURI con i deboli.

    La DUREZZA di un uomo la si misura dalla coerenza con la quale egli sa affrontare e risolvere i problemi, cercando di non crearne altri ben più gravi di quelli che cercava di risolvere. con il suo comportamento scriteriato.
    E qui difatti adesso contro l’Italia si parla a chiare lettere di RAZZISMO.
    Perché è evidente che i tre barconi sono stati respinti in quanto carichi di gente di altro colore rispetto alla razza bianca.
    Hanno forse analizzato le nostre Autorità caso per caso i motivi e le necessità di queste 227 persone sui tre barconi, o non hanno invece forse valutato il tutto da lontano, decidendo, lì in alto mare,o comodamente seduti in un ufficio del Ministero degli Interni, che non di esseri umani si trattava di effettuare il "respingimento" e il "riaccompagnamento" in Libia, ma semplicemente di persone dalla pelle nera?
    Diciamocelo francamente, se i tre barconi fossero stati carichi di emigranti di pelle bianca, o magari sventolanti bandierine della Svizzera, e quindi extracomunitari, il nostro DURO ministro li avrebbe fatti riaccompagnare in Libia nei porti da cui erano partiti, o non li avrebbe invece accolti a Lampedusa facendo stendere un tappeto rosso ai loro piedi?
    E così la DUREZZA del nostro ministro Maroni adesso avrà ottenuto agli Italiani la fama di essere un popolo razzista agli occhi di tutto il mondo.
    Forse era meglio se invece di essere un DURO, il nostro ministro fosse stato un pò più MOLLICCIONE.



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    19 febbraio 2009

    170) Proposta di attribuzione del Premio Nobel per la Pace agli abitanti di Lampedusa.Passiamo parola.


    Proposta di attribuzione del Premio Nobel per la Pace agli abitanti di Lampedusa.Passiamo parola.
    Proposal of attribution of the Nobel Prize for the Peace to the inhabitants of Lampedusa.We pass word.

    Siamo sinceri: quanti di noi se notano da un giorno all’altro la presenza di una decina di extracomunitari nel proprio
    quartiere
    , non cominciano a brontolare che non se ne può più e magari si rivolgono alle autorità locali perché intervengano al più presto e provvedano al loro immediato allontanamento!

    Ebbene, l’isola di Lampedusa è ormai da decenni invasa giornalmente da torme di extracomunitari.
    Eppure hanno imparato a convivere e a tollerare la loro presenza e mai gli abitanti di quest’isola hanno organizzato ronde punitive contro di loro.
    Qualcuno che sapesse scrivere dovrebbe far notare lo spirito di sopportazione e di collaborazione dimostrato dagli isolani.
    Oltretutto sono innumerevoli, a quanto si racconta, gli episodi di salvataggio in mare di poveri profughi, da parte dei pescatori lampedusani, senza che siano mai stati segnalati ai media televisivi o della carta stampata.

    Per questi isolani è un obbligo morale e un dovere dare aiuto e ospitalità a chi ha attraversato il Mediterraneo su mezzi di fortuna ed è sbarcato sulle loro coste in cerca di una sorte migliore.
    Non si pongono tante domande: aiutano e basta, senza andarlo a raccontare in televisione. Non vivono nel terrore di atti di brigantaggio o di delinquenza da parte dei loro ospiti, ma considerano questi degli esseri umani sfortunati che vedono nella loro isola la prima tappa di un lungo cammino che li porterà poi in qualche Paese europeo in cerca di una sorte migliore di quella che hanno lasciato nella loro Patria di origine.
    Secondo me gli abitanti di Lampedusa meritano davvero di essere segnalati per l’attribuzione del Premio Nobel per la Pace tra i popoli.
    In tempi bui come quelli che stiamo attraversando nei quali sembra che lo sport nazionale sia la caccia al romeno ed è generalizzata l’equazione straniero uguale violentatore e delinquente, sarebbe veramente di buon auspicio contro il razzismo e l’intolleranza nei confronti dello straniero il veder riconosciuta a livello internazionale la capacità di adattamento e di collaborazione dimostrata dalla popolazione tutta dell’isola di Lampedusa.

    Passiamoci parola almeno tra noi bloggers, e quelli tra noi che sanno esprimere meglio del sottoscritto i concetti sopra esposti, si diano da fare nei loro scritti per portare avanti la richiesta di assegnazione del premio Nobel per la Pace agli abitanti di Lampedusa.

    Diamoci tutti da fare: Passiamo parola!

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    4 novembre 2008

    71) Un popolo di razzisti al contrario

    Un popolo di razzisti al contrario
    Noi italiani siamo proprio dei tipi strani: per non apparire razzisti molte volte ci facciamo del male da soli, preferiamo diventare auto-razzisti.
    Ecco alcuni esempi.

    Case popolari.

    Per tutta la vita lavorativa ci viene detratto ogni mese dalla busta paga un certo importo, con la causale contributo Iacp o Gescal o altra sigla diabolica.
    Sono soldi che noi paghiamo perché in Italia vengano costruite delle case popolari per le persone in difficoltà economiche.
    Quando queste purtroppo arrivano, provate un po’ ad iscrivervi nella lista delle persone che aspirano ad ottenere un alloggio popolare.
    Sarete preceduti da centinaia di nominativi di extracomunitari, con punteggi tanto alti che voi non avrete mai.
    A queste persone verranno man mano assegnati gli alloggi che si rendono disponibili.
    Voi avete pagato per tutta la vita, loro no, eppure essi avranno l’assegnazione di un appartamento popolare, e voi niente.
    Le nostre autorità non vogliono essere tacciate di razzismo, e allora favoriscono gli extracomunitari.
    Il razzismo lo operano contro gli italiani.

    Sull’autobus, sul tram, in treno.
    Quando sale il controllore, le persone a cui viene chiesto di esibire il biglietto sono gli italiani.
    Agli extracomunitari manco lo chiedono più ormai, tanto lo sanno che non hanno pagato.
    Paura? Si forse, ma anche tanto auto-razzismo.


    Preghiere a scuola.

    Fino a qualche anno fa, dall’asilo alle elementari le maestre all’inizio di ogni giornata, erano solite far dire agli alunni una preghierina o almeno un segno di croce.
    Oggi in classe ci sono molti bambini extracomunitari, e quindi, per non metterli a disagio, perché si ritiene che siano di religione diversa dalla nostra, non si può più pregare, ed anzi molti insegnanti hanno addirittura chiesto di togliere dalle aule il Crocifisso, per non turbare i sonni degli allievi non cristiani.
    Ma che razza di popolo auto-razzista siamo noi italiani?
    Sono le persone che sono venute ad abitare da noi che devono rispettare le nostre leggi e le nostre usanze, non siamo noi che dobbiamo aderire alle loro.





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    4 ottobre 2008

    44) Il razzismo del Sindaco




    Il razzismo del Sindaco




    Al mio paese, il sig Sindaco ha emesso un' ordinanza con la quale d’ora in avanti verranno multati gli extracomunitari che ti aiutano nel parcheggiare davanti all’ospedale, nel piazzale del mercato o in altri parcheggi a pagamento.
    Succede che tu arrivi e ti metti a cercare un posto per parcheggiare.
    Un extracomunitario ti vede e ti indica un posto libero.
    Ti chiede quanto tempo ti vuoi fermare e si reca alla macchinetta che distribuisce a pagamento il biglietto del parcheggio.
    Tu non hai ancora fatto in tempo a scendere dalla macchina che lui è già lì col biglietto di parcheggio in mano.
    Gli rimborsi quanto ha pagato, e via, raccomandandogli di tenere d’occhio la tua vettura.

    Quando hai terminato i tuoi impegni e stai per ripartire, ti accorgi che hai utilizzato meno del tempo previsto sul ticket del parcheggio (tempo che hai già pagato ), e allora consegni il biglietto all’extracomunitario che ti ha assistito nel parcheggio, affinché lo possa utilizzare per altre persone in cerca di un posto.

    Il signor Sindaco del mio paese ha deciso che un extracomunitario che riceva da un automobilista lo scontrino di sosta prima di aver esaurito il tempo disponibile per il parcheggio, commette un gravissimo reato che sarà sanzionato con una multa da 200 a 500 euro.
    E già fino a qui il provvedimento del signor Sindaco è una scemenza.
    Ma la sua ordinanza continua con un’ulteriore sanzione contro queste persone.
    Ragioniamo un poco.
    Nella nostra società c’è forse una persona più debole di un extracomunitario che, volendo rimanere onesto, lontano dal suo Paese, dai suoi parenti, dalla sua cultura, dalla gente della sua stessa razza, e privo di qualsiasi tipo di lavoro perché nessuno gliene offre, si mette in un piazzale e offre i suoi servigi agli automobilisti italiani in difficoltà?
    E’ certamente un anello debole della società in cui viviamo.
    E allora, il signor Sindaco del mio paese, contro queste deboli persone mostra i muscoli e decide che, oltre alla multa, a costoro che in genere sono venditori ambulanti di schifezze varie, deve anche essere sequestrata la merce che hanno con sé, in quanto, trattandosi spesso di nullatenenti, ottenere il pagamento della multa potrebbe essere difficile.
    E bravo, il signor Sindaco: forte con i deboli, e debole con i forti ed anche un po’ razzista.


    Ma ve la immaginate un’ordinanza nella quale sia previsto a un cittadino italiano e bianco che stia commettendo un reato, il sequestro immediato di un oggetto che ha con sé, (un orologio, un braccialetto, o altro), se si ritiene che costui potrebbe non essere in grado di pagare una multa, nei termini di tempo previsti?

    Con i bianchi questo non si fa:
    con gli extracomunitari neri si fa, si fa.


    E a casa mia si chiama razzismo.

  • leggi anche il post 9) Se la vittima fosse un parente del giudice.




  • leggi anche il post 28) venditori ambulanti extracomunitari

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