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26 settembre 2011

165.1) Una patente per lo jettatore!

Diamo la patente di jettatore a Silvio.





Silvio nomina a sproposito Mubarak 

Silvio riceve Gheddafi 
gli si inchina davanti 
e lo bacia.
 

Silvio è al governo col suo
amicone Bossi

Silvio vince le elezioni 
con 90 parlamentari 
di maggioranza
alla Camera 
e 50 al Senato.



Morale:
Dove passa Silvio arriva la jettatura.
Pirandello gli avrebbe dato la Patente.
Noi limitiamoci a cacciarlo via,
al più presto possibile.
Prima che faccia danni irreparabili
alla nostra cara Italia.


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29 aprile 2011

75.1) Le paure di Berlusconi

Le paure di Berlusconi

Paura di Gheddafi
Gli telefono?, non gli telefono.
lo disturbo?, non lo disturbo- 
lo bombardo?, non lo bombardo
Ma adesso che è un po’ in difficoltà quasi quasi lo bombardo.

Paura di Sarkozy
Vuoi la Parmalat?. Prenditela
Vuoi che bombardi la Libia?. Agli ordini, mon general,  bombardiamo la Libia.
Vuoi che la Francia costruisca in italia dodici centrali nucleari? 
Adesso no, ma tra due o tre anni l'appalto è tuo.

Paura dei giudici
Volete processarmi?  eviterò i processi col lodo Schifani.
 Farò fare il lodo Alfano.
 Farò fare la prescrizione breve.
 Farò fare il processo lungo.
Farò fare il legittimo impedimento. 
Verrò in tribunale al lunedì.
Farò il consiglio dei ministri al lunedi.

Paura dei referendum
Rimandiamo il referendum  perchè ho paura che, dopo il disastro  del Giappone, col referendum il popolo italiano  bocci l’ipotesi nucleare.
Tra qualche anno ne riparliamo. 

Paura di Bossi
Non lasciarmi, non lasciarmi, altrimenti il governo cadrà. 
Proprio adesso che i miei sondaggi mi danno in calando.
Ti prego, ti prego,
insultami,  picchiami,  menami,
ma non lasciarmi nelle mani dei giudici.


Che ce ne facciamo noi, italiani, di un uomo così pieno di paure?
Rottamiamolo, e presto anche.





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29 marzo 2011

59.1) Si spartiscono la Libia

Si spartiscono la Libia


Francia, U.s.a., Gran Bretagna e Germania oggi si riuniscono in conferenza per spartirsi la Libia.

L’Italia grazie a Dio non c’è.

Fin che c’era da prestare aiuto alle popolazioni libiche in rivolta contro le minacce di sterminio da parte di Gheddafi, è stato giusto esserci. 

Ora che si tratta invece di colonizzare e dividersi la Libia, ( un tanto a me, il petrolio a te, etc. ) è bene che l’Italia se ne stia fuori. 

E visto che non si tratta più di dare aiuto alla popolazione, ma di vera e propria colonizzazione, faremmo bene anche a ritirare subito gli aerei militari che abbiamo impiegato nell’operazione di soccorso e a togliere i permessi alle basi militari.

Che facciano tutto da soli, i nuovi colonizzatori!

Post Scriptum.
Alla conferenza partecipa pure, come osservatore interessato, il Vaticano.
Interessato a che? 
Ragazzini libici dalla carnagione olivastra, statevenne accuorti!


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20 marzo 2011

52.1) Non dobbiamo avere paure o esitazioni morali nel cercare di rovesciare Gheddafi.

Non dobbiamo avere paure o esitazioni morali nel cercare di rovesciare Gheddafi.



La Lega Nord sbaglia ad avere paura di Gheddafi.


Non dobbiamo avere problemi morali nel fare la guerra ad un criminale dittatore che da 40 anni uccide e affama il suo popolo.

Dobbiamo ad ogni costo aiutare il popolo libico a riconquistare la sua libertà, perché è lo stesso popolo, con la sua rivolta, che ce l’ha chiesto.

Parlano a sfavore di Gheddafi le migliaia di fosse comuni fatte scavare sulle spiagge libiche per eliminare nel corso degli anni i suoi oppositori, ed anche i bombardamenti aerei indiscriminati sulla popolazione civile delle città in rivolta.

Inoltre si dice che abbia circondato i luoghi del suo potere, che presumibilmente saranno attaccati dalla coalizione militare Nato Onu, con migliaia di prigionieri politici e di civili rastrellati per le strade, a fare da scudo umano.

Uno che si comporta così con il suo popolo, e che per questo è ormai odiato dal suo popolo stesso, non ha il diritto di continuare a governare la Libia.

Non ha il diritto di opprimere ancora il suo popolo.




E la Lega Nord sbaglia a volersene lavare le mani e a starsene fuori.
Dice che un domani Gheddafi, se non sconfitto, non ci darà più il gas e il petrolio anche a pagarli a peso d'oro: ok , ma non possiamo sempre subordinare tutto all'economia. Salvare migliaia di vite umane libiche dalla furia omicida del loro dittatore è un impegno morale che val bene qualche disagio economico.
I criminali dittatori devono essere eliminati anche fisicamente , quando è il loro stesso popolo, insorgendo, a chiederlo alla comunità internazionale.

E l'Italia, nonostante il parere contrario della Lega Nord, fa bene ad essere dalla parte di coloro che, anche attraverso l'uso della forza militare, portano aiuto e libertà ad un popolo per troppi anni oppresso e schiavizzato dai suoi demoniaci governanti.



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24 febbraio 2011

34.1) Baciamani al porco.

Baciamani al porco.




Non deve accadere mai più 
che  per ricavarne benefici economici 
per il proprio popolo
o addirittura per le proprie aziende personali
un governante italiano baci la mano 
o si inchini davanti a un altro governante.

Tanto più, poi, se accade che 
il baciato si riveli essere un porco 
che,  pur a capo di una delle nazioni più ricche di gas e petrolio al mondo,
da quaranta anni tiranneggia il suo popolo 
e lo tiene in stato di povertà e miseria , 
fa scavare fosse comuni sulla spiaggia 
per farvi depositare i cadaveri di migliaia di suoi oppositori
  e ordina alle sue forze aeree di mitragliare la folla 
che finalmente protesta, 
causando più di diecimila morti.

E  a un porco così 
il nostro Presidente del Consiglio gli si va a inchinare davanti 
e gli bacia le mani!

Ma fatti più in là!

Si ricordino i nostri governanti 
che il popolo italiano ha una sua dignità
e non si inchina davanti a nessuno
neppure davanti  a Obama, a Putin,
al Papa o alla regina d'Inghilterra.
E perchè  baciare guance e mani  e inchinarsi di fronte a costoro,  poi?

Una bella stretta di mano
tra i rappresentanti di due popoli, 
basta e avanza.


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28 agosto 2009

348) So io dove gli ficcherei le frecce tricolori, al Gheddafi.





So io dove gli ficcherei le frecce tricolori, al Gheddafi.




A fine mese il nostro Presidente del Consiglio Berlusconi si recherà in visita ufficiale in Libia, in occasione dei festeggiamenti che le autorità di quella nazione celebreranno per ricordare l’anniversario della fondazione della Repubblica islamica Libica.

Non saranno presenti altri capi di stato o di governo, forse più avveduti del nostro nel ricordarsi che la presa di potere di Gheddafi fu dovuta ad un colpo di Stato, e non a seguito di libere e democratiche elezioni.
Ed anche oggi, a distanza di quarant'anni, il capo libico è talmente amato dal suo popolo che deve ogni notte cambiare la tenda sotto cui riposare, per paura di attentati alla sua persona e al suo entourage.
Di fatto egli è un dittatore, succeduto con la forza ad un dittatore a lui precedente, ed è a capo di una delle nazioni che potrebbe essere tra le più ricche del mondo per i giacimenti petroliferi e le risorse naturali di cui è dotata, ma che ha invece una delle popolazioni in assoluto più povere della Terra, in quanto gli utili derivanti dalle ricchezze naturali vengono spartiti tra pochissime persone al potere.

Inoltre il dittatore Gheddafi , dopo aver sostenuto per anni il terrorismo internazionale, non eccelle certamente per la concessione dei diritti umani, civili e religiosi nei confronti del suo popolo che egli governa con la forza ed il terrore.

Nel deserto libico sono radunate in speciali campi di concentramento migliaia di persone disperate in cerca di una via di fuga dal terrore e dalle guerre del Corno d’Africa, lasciate alla mercè di schiavisti locali e di trafficanti di organi umani e di addetti alla prostituzione maschile e femminile.
In effetti, la maggior parte dei profughi che con barconi fatiscenti cercano vie di fuga verso l’Europa, e l’Italia in particolare, provengono dalle coste libiche.


Cosa ci sia da festeggiare, quindi, per il nostro Capo di governo , in Libia lo sa solo lui.
Ma forse nessuno lo ha messo sull’avviso che sia più avveduto soprassedere a questa visita, e, se egli volesse, anche nell’interesse degli italiani, è ancora in tempo a rinunciare, fingendo una malattia diplomatica.

L’esibizione della pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori che accompagnerà la visita del nostro Presidente a Gheddafi, programmata per stupire le popolazioni e la mente bacata del dittatore libico, a questo punto potrebbe anch’essa essere annullata e di fatto sostituita con l’invio in Libia di una pattuglia di atleti arcieri, con il compito di indirizzare le frecce dei loro archi, debitamente tricolori, nel posto fisico di Gheddafi qui indicato: il suo sedere.
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pasta pastì pastù e scatarrà

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Si è
già parlato di Gheddafi in questi post: puoi rileggerli, se
ti va.


  • 170.0)Pensavano di sparare a dei clandestini. Che reato hanno commesso?




  • 163.0)Lo sconforto dei leghisti




  • 156.0) Ah, le amicizie! ah, le alleanze!




  • 155.0) tris e poker d'assi.




  • 154.0) Un' Europa di moschee . E la Lega?




  • 358) Incenso ed applausi fuori luogo






  • 348) So io dove gli ficcherei le frecce tricolori, al Gheddafi.




  • 277) Scoperto un focolaio di peste bubbonica in Libia.




  • 269)
    L'amicizia col beduino, il G8, Obama e i cavoli amari.




  • 268) Berlusconi e Gheddafi, forza,baciatevi sulla bocca! Che bella coppia!




  • 187) Impariamo a chiedere meno ai politici e vivremo meglio.