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27 novembre 2009

434) Ogni italiano pronuncia almeno tre volte al giorno la parola Berlusconi. E basta! Smettiamola!

Ormai ogni italiano pronuncia almeno tre volte al giorno la parola Berlusconi.  E basta! Smettiamola!

Non si può più parlare di niente in Italia senza che nel discorso qualcuno non ci infili la parolina magica “Berlusconi”.
E che cavolo!
Stavamo parlando dei diritti dei disabili l’altro giorno al bar, e qualcuno dice: “ si , ma Berlusconi…..”; : ma che c’entra? Mica è un disabile Berlusconi, o forse qualcuno pensa di si ?
Si parla della sconfitta dell’Inter in Champions League e subito si sente dire” Sarà contento Berlusconi”.
Si parla del pareggio del Milan ed ecco “ Ben gli sta a quello spilorcio di Berlusconi che non ha comperato il tal giocatore".
Questo cognome di persona ormai entra a proposito e a sproposito in ogni discorso, è statisticamente dimostrato che ogni italiano adulto lo pronuncia almeno tre volte al dì, come fosse una medicina da prendere e credo anche che entri pure nei messaggini d'amore che due diciottenni piccioncini innamorati cotti si scambiano tra di loro.

Così dico "Basta", non se ne può proprio più.

Non è questione qui di entrare nel merito della simpatia o antipatia politica per quel personaggio, ma di certo ormai il sentir pronunciare quel nome in ogni occasione, a proposto o il più delle volte a sproposito, genera in me una sensazione di rigetto.



Quindi tronco qui la questione, e invito le persone che mi conoscono a moderare la pronuncia di quel tal nome in mia presenza,o meglio ancora ad evitare di pronunciarlo.
E che cazzo! E' da quindici anni che non parliamo che di lui. Non se ne può proprio più!
Io ormai lo rigetto.






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18 luglio 2009

307) Questa è la storia del re Debito Pubblico e del principe Pil che avevano mire bastarde sulla principessina Italia, e volevano rovinarla.

Qui si narra la storia del re Debito Pubblico e del principe Pil che avevano mire bastarde sulla principessina Italia, e l’avrebbero rovinata con piacere, ma lei non ci stava.




Poi arrivò il Cavaliere azzurro, (chiamato papi dalle minorenni), con le sue televisioni commerciali, e lei si lasciò sedurre volentieri.


Siccome in questi giorni sui giornali non si parla d'altro che di Debito pubblico e di Pil, noi del bar, che su tali argomenti ci sentiamo del tutto impreparati, ci siamo rivolti agli intellettuali della compagnia, il prof. Asdrubale e frate Antonio da Bergamo, perchè mettessero in grado anche noi poveri sempliciotti, di capirne qualcosa.
Per una volta abbiamo accantonato le nostre discussioni sul calcio mercato e le donne e ci siamo messi diligentemente in ascolto dei due sapientoni.

Il Debito Pubblico Italiano
Le spese che uno Stato sostiene, sono finanziate o con le riscossioni fiscali o con l'emissione di titoli di Stato, da far acquistare a qualcuno che fornisce così la necessaria liquidità.
L’ammontare dei titoli di Stato in circolazione non è altro che il Debito Pubblico e per attirare i capitali ed invogliare i privati o le banche a sottoscriverlo, è necessario su questo prestito, pagare un interesse.

Se i capitali raccolti tramite il Debito Pubblico vengono utilizzati dallo Stato per
- finanziare le spese spese correnti ordinarie, la situazione rischia di degenerare in poco tempo: spesi questi soldi non ci sono più le risorse per rimborsare il debito e pagare gli interessi, e lo Stato dovrà ricorrere alla formazione di un ulteriore debito e la spirale di interessi su interessi manderà in fallimento lo Stato.
Fallire significa dichiarare non validi i titoli di Stato, cioè rifiutare il loro rimborso.In questo caso lo Stato non troverà più nessuno, per alcune generazioni, che sia disposto a sottoscrivere nuovi titoli del Debito Pubblico.

- Se i prestiti vengono invece impiegati in investimenti strutturali, per esempio nella costruzione di strade, ferrovie, industrie, la capacità produttiva dello Stato aumenta, e con essa anche la produzione, quindi aumenteranno anche le entrate fiscali e tutto questo metterà in grado lo Stato di restituire sia il debito che gli interessi, restandogli magari ancora qualcosa in cassa.
È esattamente quello che abitualmente capita nell'economia privata delle famiglie.

In Italia, negli ultimi decenni i governi sono ricorsi sempre più frequentemente al prestito pubblico anche per finanziare, purtroppo, le spese ordinarie. Tali spese, che dovrebbero invece essere coperte dalle entrate ordinarie del fisco, sono state finanziate con l'emissione di nuovi titoli, che hanno accresciuto ovviamente l'ammontare del debito.
Quasi tutti gli economisti concordano sul dovere, per uno Stato, di non mantenere un Debito Pubblico elevato, che può risultare inflazionistico, ma noi sappiamo bene quanta inflazione abbia creato la Banca d’Italia stampando soldi per pagare il Debito Pubblico.
Tra tutte le critiche che sono state mosse all'euro forse l'unico vero vantaggio della introduzione di questa moneta unica europea consiste nell'indipendenza della Banca Centrale Europea dai governi dei singoli Stati e comportamenti così inflazionistici come quello attuato negli anni dal nostro Istituto bancario centrale non sono più possibili.
Per giudicare se la la situazione del debito di una Nazione sia o meno allarmante, più che il suo ammontare assoluto, occorre considerare la capacità di quella Nazione di provvedere sia al rimborso del valore nominale dei titoli che al pagamento degli interessi, e poiché i soldi necessari devono venire prelevati da ciò che una Nazione produce annualmente (cioè dal suo prodotto interno lordo o PIL) è quindi essenziale che si mantenga una certa proporzione fra il debito pubblico e il PIL.
Non esistono criteri fissi per stabilire tale proporzione; in effetti, oggi il Debito Pubblico raggiunge in tutti i Paesi percentuali elevate del PIL, fino ad oltre il 100%, e tale situazione può essere sostenuta in quanto i titoli del Debito Pubblico hanno scadenze molto lunghe o possono venire rimborsati alla scadenza naturale emettendo nuovi titoli, cioè contraendo nuovi debiti che sostituiscano quelli estinti.
E’ ovvio che un simile meccanismo consente di trasferire, di fatto, l'onere del debito alle generazioni future (purtroppo noi addossiamo ai nostri figli e nipoti il fatto di aver voluto vivere al di sopra delle nostre possibilità economiche).
Oggi i mezzi finanziari che servono per rimborsare il Debito Pubblico e i relativi interessi rappresentano una proporzione rilevante del bilancio di un Paese, e dato che il denaro per l'estinzione del Debito Pubblico viene raccolto principalmente attraverso la tassazione, l'ammontare del Debito Pubblico è un fattore importante per la determinazione del prelievo fiscale sul reddito prodotto da un paese (più alto è il debito pubblico di un Paese e più alte saranno le tasse di quel Paese,perchè oltre alle spese ordinarie c'è da rimborsare anche il Debito e gli interessi sul debito)

Cos' è il PIL?
Il PIL è un indicatore molto improprio, chiamato anche metro del benessere di una Nazione, ed è basato esclusivamente sull’ammontare delle transazioni economiche che avvengono in un determinato Paese. E’ un indicatore improprio in quanto accanto alle transazioni economiche creatrici di ricchezza (quali il reddito pro-capite, l’allungamento della speranza di vita e quindi l'andata in pensione più in là negli anni, le scoperte e i ritrovati della scienza e della tecnologia,un maggior tasso di alfabetismo e di scolarizzazione, la costruzione di strade,industrie, attività commerciali e di servizi, infrastrutture, etc.), esistono anche delle transazioni economiche derivanti da situazioni di malessere sociale (si pensi alle spese sostenute per disinquinare l’ambiente, per la lotta alle malattie derivanti da disastri ecologici, alle spese per combattere la mafia e la criminalità, a quelle per le controversie giudiziarie, per le separazioni coniugali e i divorzi. Tutte queste spese sono sintomi di un danno per l'ambiente e per la società, e non solo non aumentano la ricchezza di una Nazione, ma contribuiscono ad impoverirla).
Molti economisti suggeriscono il superamento del concetto di PIL, ma ad oggi, pur con le sue imperfezioni, è l’indicatore più accettato nell’ economia mondiale.

Un pò di Storia sul debito pubblico italiano .
Dopo la Seconda guerra mondiale, ci fu in Italia una fase di stabilizzazione, caratterizzata da una politica di bilancio austera che fece scendere il Debito Pubblico al di sotto del 50% del PIL.
Il debito ricominciò a crescere negli anni Sessanta per effetto della politica volta a stimolare lo sviluppo economico per mezzo degli investimenti pubblici, ( politica che fu una delle cause determinanti del cosiddetto "miracolo economico italiano").
Negli anni Settanta il forte rallentamento della produzione e l'inflazione a due cifre accelerarono nuovamente la crescita del rapporto fra debito e PIL.
Verso la fine degli anni Ottanta varie cause portarono ad una nuova incontrollata crescita del debito, fino a raggiungere il 125% del PIL.

Il rapporto tra deficit e Pil
Dal punto di vista economico è anche molto significativo osservare la relazione fra il disavanzo di bilancio (ossia l'ammontare delle spese non coperte da entrate fiscali o deficit) e il PIL.
Nel 1994 questo rapporto superava il 10% (contro il 3% massimo richiesto dal trattato di Maastricht come requisito di ammissione all'Unione Monetaria Europea). L'energica politica di contenimento della spesa e di incremento delle entrate perseguita a partire dal 1994 (la famosa “tassa sull’Europa”) è riuscita a riportare il suddetto rapporto nei limiti richiesti dal trattato.

Riassumendo:
Sono due gli indici che il buon governo di una Nazione deve tenere sotto controllo;
1) Il rapporto fra il Debito Pubblico e il PIL.
L’Europa chiede agli Stati membri che l'ammontare ideale del Debito Pubblico non superi il 60% del rapporto con il PIL (cioè, se è fatto pari a 100 ciò che produce annualmente l’Italia come ricchezza, i titoli del Debito Pubblico in circolazione non devono superare l'ammontare di 60).
Ad inizio 2009 l’Italia era al 106%, ed è chiaro che il rientro dell'ingente Debito Pubblico, ossia la sua riduzione verso il livello considerato accettabile del 60% del PIL, non potrà che avvenire lentamente e molto gradualmente negli anni.
Ma purtroppo in questi giorni, anche se il Cavaliere azzurro al governo nega tale circostanza, il Debito Pubblico ha ricominciato a salire ed ha raggiuntro l'altezza considerevole del 117%.
Ciò vuol dire che le nostre Autorità spendono sempre più di quanto incassano , e per spese non strutturali, cioè che non accrescono la ricchezza dell'Italia.
E' quindi ipotizzabile che, con questo andazzo, a breve la luna di miele tra la principessina Italia e il cavaliere azzurro, che aveva fatto tante promesse mirabolanti che non ha saputo mantenere si stia avviando verso una fase di stanca se non di rigetto.

2) Il rapporto fra il disavanzo di bilancio (deficit) e il PIL
L’Europa chiede agli Stati membri che l'ammontare delle spese non coperte da entrate fiscali o deficit non superi il 3% del rapporto con il PIL (cioè, se viene fatto pari a 100 ciò che produce annualmente l’Italia come ricchezza, si possono programmare spese non coperte da entrate, cioè in disavanzo, fino a 3 e non di più).
In altre parole, se il PIL italiano è uguale a 150 miliardi di euro, si possono effettuare spese non coperte da imposte fino a un massimo di 3*150miliardi)/100 = 4, 5 miliardi di euro.
Attualmente l’Italia è al 5,3%, con tendenza al superamento anche di tale soglia già allarmante.
E tuttavia, speriamo in bene.



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28 aprile 2009

231) No, no, non ci siamo! Perché sono stati rimessi in libertà gli stupratori di Guidonia?



No, no, non ci siamo! Perché sono stati rimessi in libertà gli stupratori di Guidonia?
No,we are not there not! Why have they been released the rapists of Guidonia?

Oggi un’amica mi ha detto:
Ma ti ricordi che neanche 10 anni fa io e il gruppo di amiche che frequentavo , uscivamo da sole la sera tardi per andare in discoteca, e tornavamo sempre da sole all’alba, fermandoci in qualche bar a gustare il primo caffè con panna e brioche della giornata?.
Ma ti rendi conto di quanto eravamo incoscienti? Com'è cambiato il mondo in pochi anni!
Grazie a Dio non ci è mai capitato niente, ma oggi non lo faremmo più.
Oggi c’è da aver paura ad uscire la sera con le amiche, e addirittura c’è da aver paura ad appartarti anche solo un attino in macchina col fidanzato.

Sono troppi gli episodi di stupro e di violenza che accadono ogni notte in Italia.
Ci sono in giro gruppi delinquenti assatanati di sesso, che non esitano ad accoltellarti se non soddisfi le loro brame.
Addirittura ormai essi agiscono in branco, e sanno anche di rischiare poco o niente se per caso qualche volta vengono presi.

Guarda la notizia di oggi:

Un giudice ha rimesso in libertà due degli stupratori
di Guidonia, quel branco di malfattori che, neanche tre mesi fa ha violentato per una intera notte una ragazza chiudendo nel bagagliaio dell’auto il suo fidanzato.


Chissà poi perché sono stati scarcerati!.


Io lo so, - le ho detto- sono stati rimessi in libertà perché le vittime non erano parenti del giudice.
Tutto qui.
E comunque ascolta i consigli di chi ne ha viste tante: tu e le tue amiche farete bene a non uscire più tanto spesso da sole la sera. Almeno state in gruppo e fatevi accompagnare dai vostri fidanzati.
Dio non voglia che vi capiti qualcosa e che incontriate sul vostro cammino un giudice buonista come quello di Guidonia, che invece di rendervi giustizia si mette a scarcerare i vostri stupratori.

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27 aprile 2009

230) L’attuale sindaco del mio paese: pasticcione o genio?



L’attuale sindaco del mio paese: pasticcione o genio?
The actual mayor of my country: blunderer or genius?




Da alcuni il sindaco del mio paese è osannato, da altri è cordialmente vituperato.
Noi del bar siamo su questa seconda sponda.
A parere nostro l’attuale Sindaco non si è opposto allo scempio del paese come avrebbe dovuto fare, ma ha lasciato colpevolmente che le cose accadessero.
Sul territorio comunale sono spuntati come funghi, e concentrati tutti in una zona, i ripetitori per cellulari, notoriamente dannosi per la salute.



Inoltre la speculazione edilizia non ha avuto alcuna remora nel progettare e realizzare opere urbanistiche che stravolgono interi quartieri, opere discutibili sia per l’altezza sia per la concentrazione di certi palazzoni costruiti a ridosso l’uno dell’altro, senza che alle società immobiliari fosse richiesta la realizzazione di opere di utilità sociale, o viabilistica, i cosiddetti oneri di urbanizzazione.
Ad alcune opere, di fatto già approvate dalla Giunta precedente, ci si sarebbe dovuti opporre, mentre si è preferito aprire i cantieri in fretta e furia, senza alcun controllo geologico del suolo, fidandosi dei pareri già depositati.


L’esigenza poi di venire incontro ai bisogni della numerosa comunità di extracomunitari residenti sul territorio, ha fatto approvare la realizzazione di un cimitero islamico, ed è notizia di questi giorni che si daranno al più presto i necessari permessi urbanistici per la costruzione di una moschea, al fine di soddisfare i bisogni religiosi di tali concittadini.
Tutto questo a noi del bar basta e avanza per definire quella attuale una Giunta comunale pasticciona.

E come si spiega, allora che moltissime persone del paese sostengono che l’attuale Sindaco sia semplicemente un genio?
Abbiamo cercato di farcelo spiegare.

Ci dicono:
1)All’installazione delle antenne per i cellulari non ci si può opporre, in quanto il Tar ha dichiarato la loro utilità sociale. Per ovviare alla loro distribuzione caotica sul territorio, favorita dalle allettanti offerte economiche che le grandi compagnie telefoniche fanno ai proprietari di casa perché installino i ripetitori sui loro tetti o dentro i loro giardini, ci si può solo difendere predisponendo a livello comunale una fascia di territorio sulla quale queste opere possano essere collocate.
E la fascia di territorio scelta dal Sindaco è situata all’estrema periferia del paese, in aperta campagna, a un centinaio di metri dal territorio del paese vicino.
Le radiazioni tanto dannose per la popolazione non ricadranno sugli abitanti del nostro comune, ma su quelli del paese confinante.
Geniale. Non poteva opporsi e non si è opposto, ma ha fatto in modo di arginare le ricadute negative sulla propria popolazione.

2)Alcune opere già approvate dalla Giunta precedente sono state addirittura ampliate nella progettazione e nei permessi edilizi, e questo, all’atto pratico della realizzazione, ha fatto sì che fosse evidenziata l’impossibilità di continuare tali opere.
Ad esempio, il costruendo parcheggio faraonico sotto la collina della Roccaforte, è stato ampliato e fatto diventare megafaraonico, con la conseguenza che gli scavi così imponenti hanno fatto franare la collina, facendo, di fatto, sospendere i lavori e accantonare l’opera, rimandandone la realizzazione alle future generazioni.
Semplicemente geniale, non ci si poteva opporre e non ci si è opposti, ma si è fatto in modo che tutto andasse storto.
Certo, rimane la ferita di quegli scavi nella collina franata, ma con una bella piantumazione tutto si sistemerà.

3)Cimitero islamico e moschea islamica.
Il grande numero di immigrati residenti o, di fatto, lavoranti nelle industrie del nostro paese, non poteva esimere l’attuale Giunta comunale dal progettare la messa in opera di tali strutture necessarie al vivere civile e religioso di tante persone.
Quindi le opere vanno fatte.
La genialità del Sindaco, anche qui, consiste nel farle sorgere alla estrema periferia del paese, con ricadute minimali sia sulla popolazione che sulle opere viabilistiche necessarie.
Si utilizzeranno un vecchio cimiterino di periferia, e un palazzone fatiscente posto al confine del paese.
Nulla importa al nostro Sindaco se ad andarci di mezzo, con le conseguenze negative del caso, saranno gli abitanti dei paesi confinanti, i quali in concreto vedranno sorgere fuori delle loro finestre un cimitero e una moschea islamica.
Il nostro Sindaco deve tutelare gli interessi della gente del nostro paese, non dei paesi vicini.

I supporters dell’attuale Sindaco ci fanno anche notare che il Nostro si sta comportando in modo altrettanto geniale anche nello spostamento del mercato ortofrutticolo e dello stadio calcistico, attualmente posizionati entrambi al centro del paese, e causa di notevoli disagi viabilistici.
La soluzione adottata, questa volta, è un Consorzio con i paesi confinanti, in uno dei quali farà trasferire il mercato e nell’altro lo stadio, liberando così il nostro centro del paese, da due opere che causavano notevoli disagi.
Il nostro Sindaco già pregusta la vista dei palazzoni o forse grattacieli che lì si potranno costruire, e già fa il conto dei numerosi vantaggi economici che ne deriveranno, per la sua carriera politica, per la sua Giunta e forse, ma proprio forse, anche per la popolazione del suo paese.

A questo punto, giustamente perplessi, noi del bar ci siamo chiesti:"-Ma il nostro Sindaco, è un pasticcione o un genio?".
Ci siamo spaccati in due fazioni.




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4 aprile 2009

216) Preservativo si. Preservativo no.







Preservativo si.

Preservativo no.






necessary condom. non necessary condom.

Cosa mi sia saltato in mente, una sera, al bar, di venirmene fuori con questo ragionamento per commentare la notizia che il Papa, in visita in Africa, aveva raccomandato di non usare il preservativo:
“Allora, ragazzi, qui dicono che usare il preservativo si fa peccato.
Per quel che ne so, finora ho sempre ritenuto che il peccato sia un’offesa cosciente e volontaria a Dio, cioè io sono sicuro che comportandomi in un certo modo, compiendo una determinata azione, io offendo Dio, e proprio questo voglio fare.
Ma, secondo voi, uno che usa il preservativo vuole forse recare offesa a Dio? No di certo, vuole solo usare il preservativo.
E poi perchè Dio dovrebbe ritenersi offeso se io uso il preservativo?
Forse tutto sommato noi uomini consideriamo Dio come un’entità che si offende facilmente, che ha l’incazzatura facile, che si arrabbia con noi per ogni nostra minima cretinata, mentre invece forse Lui ha di meglio da fare che stare a sentire e guardare noi e le nostre miserie.
Noi uomini ci diamo troppa importanza, e pensiamo che Dio se ne stia lì tutto il giorno ad ammirare le nostre malefatte, e a crogiolarsi dalla gioia nel pensare alle pene dell’inferno che ci farà soffrire nell’aldilà.
Ma guardiamoci un po’ intorno: nell’universo noi abitanti della Terra, come grandezza fisica, possiamo essere paragonati ad un piccolo formicaio che sia situato in una foresta impenetrabile dell’Amazzonia.
Si è vero, noi nel nostro formicaio crediamo di essere in tanti, ci muoviamo in continuazione, ci diamo da fare, ci sgambettiamo a vicenda, lasciamo morire nell'indifferenza le formiche più deboli o quelle che hanno lavorato per rendere confortevole il nostro mucchio di sterpaglie, ci litighiamo, forse anche a volte ci aiutiamo a vicenda, ma sempre un piccolo formicaio siamo, non siamo il centro dell’universo.
Eppure noi abbiamo la presunzione di essere al centro dell’attenzione del padrone dell’intera foresta, siamo convinti che Lui sia sempre lì a guardare l’ andirivieni sconclusionato e senza senso del nostro formicaio, pronto a calpestarci e stritolarci se per caso usiamo il preservativo.
Ma cosa volete che gliene freghi di noi e dei nostri preservativi?
Probabilmente non si ricorderà più neppure di averlo creato il nostro formicaio”.

Cosa mi sia passato in mente , ripeto, di fare un simile ragionamento lo sa solo la mia mente bacata e corrotta, perchè si è scatenata la reazione degli altri del bar.
E’ stato subito tutto un parlare male dell’attuale Papa, delle gerarchie ecclesiastiche e della Chiesa in generale, non al passo con le aspettative della gente.
E poi si è parlato in toni purtroppo razzistici di Africa, di continente retrogrado, di Aids, di sesso libero e animalesco praticato come e con chi si vuole.
Si è discusso sull’importanza del preservativo e sulla sua reale capacità di contenere la diffusione delle malattie sessuali, e se non sia l’astinenza il miglior metodo per evitare la diffusione dell’Aids e nello stesso tempo per far nascere meno figli, riducendo così drasticamente la mortalità infantile e gli aborti.
Poi dall’Africa si è passati a discutere sul modo di concepire la sessualità da parte di noi occidentali, se sia più efficace l’uso del preservativo oppure il metodo anticoncezionale Ogino Knaus, e quale sia il metodo migliore, ed anche perché ci sia la necessità di usare un metodo.
Avvicinandosi l’ora di chiusura mattutina (o notturna?) del bar, il solito Professore ha, col suo pragmatismo, stilato un piccolo elenco delle cose che ci avevano infervorato nella discussione, per fissarne i capisaldi.

1) Il veto papale di usare il preservativo non ha alcun fondamento biblico. La Bibbia non dice che usare il preservativo sia un atto peccaminoso. Dice che l'atto sessuale tra un uomo e una donna deve essere dominato da un sentimento di amore e preordinato alla procreazione. L’interpretazione della Chiesa afferma quindi che usare il preservativo, col fine di non procreare, è peccato. Se seguiamo alla lettera il dettato della Bibbia, allora dovremmo considerare peccatrici anche tutte le coppie che sistematicamente ricorrono al metodo Ogino-Knaus per non avere figli.

2) L'ostilità del Papa alla distribuzione massiccia del preservativo vanifica cinquanta anni di sforzi fatti dalle organizzazioni sanitarie internazionali per arginare il fenomeno dell'Aids in Africa, le quali affermano che usare il preservativo è un diritto di tutti e un dovere verso il prossimo.
E tuttavia non sono neppure da passare sotto silenzio gli interessi economici delle multinazionali farmaceutiche che premono per la diffusione capillare e a pagamento dei loro prodotti.

3)Secondo l'interpretazione della Chiesa la Bibbia direbbe che lasciarsi andare ad atti contro la procreazione è peccato, ma quasi certamente nessuno dei cattolici che usa il preservativo o la pillola è convinto di stare commettendo un peccato. Non sta scritto in nessun libro che il cristiano deve procreare necessariamente, e quindi essi si avvalgono dei contraccettivi anche contro il parere della Chiesa di cui dicono di essere praticanti.E d'altronde se non si usasse fare un certo controllo delle nascite tutte le nostre famiglie sarebbero composte da 20 o 30 persone.

4) Il Papa non ha detto che il preservativo non abbia una sua funzionalità (che la Chiesa tuttavia non condivide), ma ha semplicemente detto che il preservativo in se stesso non è la soluzione per sconfiggere l'Aids.


5) Secondo la Chiesa la soluzione contro le malattie sessuali sta nell’astinenza.
Si vorrebbero convincere le persone a non avere rapporti prematrimoniali e,dopo il matrimonio, ad avere rapporti solo con il coniuge, perchè si afferma da più parti che se non si va a letto con uomini e donne diversi non si contraggono malattie sessuali.
Per questo i preservativi non servono. L’Aids non ci sarebbe se non ci fossero i rapporti illegali. Se la malattia c’è già non è il preservativo che riesce a curarla, ma i medicinali adatti.
Il problema è riuscire convincere un intero continente ad essere fedele durante il matrimonio e ad astenersi prima. Il che potrebbe rivelarsi un'utopia bella e buona. Dio ha vietato la fornicazione, cioè il sesso fuori del matrimonio ma essendo gli uomini e le donne animali evoluti ma pur sempre animali, i rapporti promiscui, le scappatelle ci sono sempre stati e ci saranno sempre. L'astinenza è certamente il miglior metodo per evitare malattie sessuali e per non concepire figli, ed infatti quest’usanza era applicata anche in Europa per questioni sanitarie (per esempio per evitare la diffusione della sifilide).

6) Oggi la cultura, nei paesi cosiddetti sviluppati, è la cultura del sesso.
Tv, pubblicità, giornali, programmi, videogiochi, messaggi subliminali,tutto e tutti ci incitano al sesso. E’ questo quello che si vuole da noi. Viviamo in un mondo erotizzato nel quale siamo spinti a vedere la persona come una corpo, un oggetto da desiderare,adatto a soddisfare i nostri impulsi genitali. L'amore è stato distrutto, reso viscido e carnale. Dobbiamo essere dappertutto consumatori di sesso, perchè in questo modo possono venderci i loro prodotti pornografici (l'industria del sesso come si dice "tira molto")
E l'antidoto qual'è? Il preservativo! Siamo eccitati, ogni giorno vogliamo una dose di sesso, ma e se poi dovessero nascere dei figli? Ecco arrivato il preservativo, qualcuno farà guadagni enormi vendendoci i preservativi! Blocchiamo la vita, così possiamo continuare tranquillamente a fare i comodi nostri senza problemi! Trastulliamoci nel sesso, usiamo i nostri organi genitali come fossero dei giocattoli, chi se ne importa di Dio, della Chiesa e dei suoi insegnamenti?


E’ stata una bella discussione. Ma sono le due e il bar chiude. Sciogliamo la compagnia.
Arrivederci alla prossima.

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