Bergamo scimmiotta le città europee nella sua lotta contro i barboni.
Bergamo voleva essere considerata la città europea della cultura per il 2019, ma essendole stata preferita Mantova, i suoi amministratori locali non hanno fatto di meglio che pensare di scimmiottare le città europee nella lotta contro i barboni e i senza tetto che si sdraiano di notte negli gli spazi vuoti sotto un ponte, sotto un porticato, nell'atrio di un palazzo o addirittura sulle panchine pubbliche per riposare le loro membra stanche.
Perbacco, si sono detti, se vietano il bivacco città come Londra o Copenhagen o Vienna, noi chi siamo che invece tolleriamo il degrado dello spettacolo della gente sporca e puzzolente nelle nostre strade o sulle nostre panchine?
Ragazzi, siamo in Europa ormai, e alle usanze europee ci dobbiamo adattare.
D'altronde non sognavamo fino a poche settimane fa di andare in Europa persino con la nostra Atalanta?.
E allora comportiamoci da europei e rendiamo vita dura ai barboni che sono la feccia della società.
(N:B:Questi meschini intellettuali da strapazzo purtroppo non hanno ancora capito che invece la vera feccia della società non sono i senza tetto o i barboni, che poverini non hanno colpa se la vita li sta trattando più come stracci che come esseri umani, ma bensì proprio quelle persone che pensano, parlano e agiscono come loro oggi, inventandosi sbarre e chiodi, e che troveremo magari domani implicati in vicende di concussione, corruzione e scandali tipo Mose ed Expo).
Ma così purtroppo va la vita e allora godiamoci purtroppo le panchine con la sbarra anti barbone, e speriamo che quelli che verranno dopo, un pò più intelligenti, quella sbarra la tolgano via al più presto.
La coerenza non è il punto di forza dell’ ex ministro Castelli
Il buon Castelli assieme ad altri leghisti ieri si è messo ad applaudire il Papa che ha tuonato contro i divorzi e le convivenze, ritenute la causa principale del degrado della società attuale.
Il nostro ex ministro, un divorzio, due matrimoni e due famiglie allargate sulle spalle, probabilmente ha obbedito a ordini di partito che gli intimavano di applaudire i Pontefice per dissipare i malintesi tra le gerarchie ecclesiastiche e la Lega Nord, ma del discorso del Papa o non lo ha ascoltato o non ci ha capito un acca.
In effetti, nel suo ultimo discorso, il Papa ha versato i propri strali contro coloro che minano l’unità della famiglia con le separazioni, i divorzi e le convivenze.
Egli dice che lo stile di vita “relativistico” odierno (il relativismo, qualsiasi cosa voglia dire, è il suo pallino), attraverso produzioni letterarie, cinematografiche o televisive, porta ad esaltare una realtà nella quale le famiglie si compongono e si sfasciano ad ogni nuovo capitolo o ad ogni nuova puntata e dove il modello che viene proposto come normalità è quello di una famiglia senza più confini morali, in cui non si sa più chi è padre e chi madre, chi fratello e chi sorella, dove la fragilità dei legami familiari rischia di innescare problemi psicologici di identità e di ruolo, soprattutto nei bambini e negli adolescenti.
Questa analisi del Papa è oggi condivisa da molti studiosi delle dinamiche familiari .
In effetti, chiunque voglia guardare la realtà senza mettersi le fette di mortadella sugli occhi, può agevolmente notare che l’alto numero dei divorzi, la diffusione di famiglie allargate nelle quali ci sono padri e madri naturali assieme a padri e madri acquisiti, lo svolgersi di riti complicati per vedere o passare qualche ora con i figli nei fine settimana, tutto questo insieme di situazioni può provocare turbamenti psicologici in molti bambini, constatati anche da indagini dei medici di famiglia e di molti psicologi infantili.
Il Papa di tutto questo ha parlato con toni preoccupati, denunciando addirittura l’esistenza di bambini “orfani” non perché siano senza genitori, ma perché ne hanno troppi, con il rischio di creare nei figli una tipologia alterata di famiglia, non più basata sulla continuità di legami nei rapporti, ma sulla precarietà delle convivenze.
Molti hanno preso lo spunto da queste riflessioni papali, per sottolineare come la precarietà della famiglia sia in parte dovuta anche alla contrarietà della Chiesa a permettere che gli Stati legalizzino o diano normative certe e più vincolanti alle unioni di fatto e alle convivenze civili.
Da un lato, essi dicono, ci si lamenta per la situazione e dall’altro si ostacola la normalizzazione.
Chi al contrario si è dimostrato entusiasta e plaudente all’intervento del Pontefice è stranamente stato il leghista Roberto Castelli, viceministro attuale delle Infrastrutture ed ex ministro della Giustizia, il quale ha sulle spalle un divorzio, due matrimoni e due famiglie allargate. "Il Papa" -ha detto il buon Castelli,- "ha perfettamente ragione, ed io credo che sui temi della famiglia , per la tutela dei nostri figli e dei minori, occorrerebbe iniziare una forte rivisitazione quantomeno culturale, al fine di accentuarne la vena fondamentalista e il positivismo che ad essa appartiene." Qualsiasi cosa abbia voluto dire l’ex ministro, probabilmente lo ha capito solo lui, ma d’altronde da uno che si ritrova sulle spalle complicati problemi familiari come i suoi, non c’è da pretendere nè coerenza nei ragionamenti né coerenza nei comportamenti.
Forse egli avrebbe semplicemente fatto meglio a stare zitto e a non perdere l’occasione di tacere almeno per una volta, invece di commentare favorevolmente proprio lui, con la sua complicata situazione familiare, le legittime dichiarazioni del Papa, che probabilmente egli, il buon Castelli, non ha neppure capito.
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In Italia la pena, anche la più grave come l'ergastolo ormai è diventata una pinzillacchera.
Noi restiamo dell'idea che chi è stato condannato al carcere a vita, deve restarsene dietro le sbarre per tutta la vita.
Alcuni dicono: ma se si comporta bene ha diritto ad uno sconto di pena.
E ci mancherebbe pure che uno in carcere non si comportasse bene.
Se così fosse, per le infrazioni commesse in carcere, una volta gli sarebbero state comminate delle pene extra.
E poi cosa vuol dire:comportarsi bene in carcere? Vuol dire che per ottenere sconti di pena il carcerato deve fare amicizia con le guardie, oppure dire che il cibo è ottimo e abbondante e che la cella è degna di un hotel a quattro stelle?
Certo che un carcerato deve comportarsi bene in carcere, e non per questo deve aver diritto ad anni ed anni di sconto di pena. Ci mancherebbe!
Valerio Fioravanti, condannato al carcere a vita per la strage di Bologna del 2 agosto 1980, nella quale morirono 85 persone, da qualche giorno è un uomo libero. E’ uscito definitivamente dalla prigione e non ha più alcun obbligo da rispettare nei confronti della società per quanto ha commesso.
Valerio Fioravanti ha oggi 51 anni dei quali 26 trascorsi in carcere, ed ora se la ride di brutto.
Carcere a vita doveva significare che fino alla morte egli avrebbe dovuto starsene in carcere. Invece, a 51 anni è libero e vivrà da uomo libero gli altri 30 o 40 che la vita gli riserverà. La certezza della pena, in Italia è un' utopia, ed è riservata esclusivamente alle vittime e ai loro familiari.
In questo Paese sono meglio garantiti i diritti dei delinquenti rispetto a quelli delle persone oneste.
Tra l’altro, il Fioravanti non solamente ha trascorso in carcere solo un'esigua parte degli anni totali per cui era stato condannato, ma lo Stato italiano gli ha messo a disposizione anche una cella matrimoniale per i suoi svaghi sessuali.
Egli si è sposato in carcere con una ergastolana, sua complice nella strage di Bologna, se l’è spassata per chissà quante notti in una cella matrimoniale, ed hanno fatto insieme un figlio in carcere, il quale, sia detto per inciso , è da compatire per i genitori che ha avuto.
Speriamo solo che le guardie carcerarie non siano state obbligate da qualche giudice buonista a portare al mattino alla coppia di sposini qualche bicchierino di Vov per ritemprare gli ergastolani coniugi dalle stressanti fatiche sessuali notturne.
Speriamo anche che il buon Valerio Fioravanti non faccia causa allo Stato adesso che è libero per non avergli messo a disposizione un intero harem per spassarsela meglio, altrimenti gli si dovrà ricordare, a pedate nel sedere, quanti detenuti nella prigione di Guantanamo hanno avuto il trattamento di favore (chissà poi perchè, ad uno che ha ammazzato 85 persone) riservato a lui.
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Razzismo comunale.
Nella nostra società c’è forse una persona più debole di un extracomunitario lontano dal suo Paese, dai suoi parenti, dalla sua cultura, dalla gente della sua stessa razza, e privo di qualsiasi tipo di lavoro perché nessuno gliene offre, che, volendo rimanere onesto, invece di spacciare droga o prostituirsi, espone su un banchetto improvvisato in una strada o su una spiaggia alcune mercanzie o schifezze varie che qualche ditta italiana ha prodotto e gli ha rifilato a poco prezzo?
Costui è certamente un anello debole della società in cui viviamo.
Le nostre autorità comunali, contro queste deboli persone mostrano i muscoli e hanno deciso, con l’ausilio delle forze dell’ordine (le quali avrebbero ben altri e più importanti compiti da svolgere per la nostra sicurezza), che oltre alla multa a costoro deve essere anche sequestrata la merce che hanno con sé, in quanto, trattandosi spesso di nullatenenti, ottenere il pagamento della multa potrebbe essere difficile.
E brave, le nostre autorità: forti con i deboli, e deboli con i forti ed anche un po’ razziste.
Ve la immaginate un’ordinanza nella quale sia previsto che ad un cittadino italiano e bianco che sta commettendo un reato, venga immediatamente sequestrato un oggetto che ha con sé (un orologio, un braccialetto, o altro), se si ritiene che costui potrebbe non essere in grado di pagare una multa nei termini di tempo previsti?
No, vero? Non è neppure ipotizzabile un'ordinanza del genere.
Invece nei confronti degli extracomunitari di cui sopra tutto ciò accade e quindi le nostre autorità stanno compiendo chiaramente atti di razzismo.
Ci sarebbe poi anche da chiedersi (e difatti ce lo chiediamo), se sia più disonesto vendere a poco prezzo delle imitazioni pacchiane di borsette o profumi o capi di abbigliamento (che peraltro la gente , visto che le compra, mostra di gradire) o se il marcio non stia invece nei prezzi spropositati e folli attuati dalle Ditte che producono gli originali, prezzi che sono alla portata solo di una ristretta elite di persone non sempre del tutto in regola con il fisco?
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Il Bassolino e la Iervolino, non vorrei che fossero ancora lì!
Una domanda sorge spontanea. Con queste elezioni ci siamo finalmente liberati del Bassolino e della Iervolino, oppure essi sono ancora lì a far danni, sempre più tenacemente incollati e abbarbicati alle loro poltrone? Secondo me, mischiando il sacro col profano, si può dire che i politici, i giudici, i preti e le autorità in generale siano il sale della terra.
Essi hanno il compito i rendere più gradevole e più saporita la vita degli uomini.
Ma se si lasciassero dominare dal potere, dall'ingiustizia, dalla corruzione e dall' incompetenza, cioè se il sale perdesse sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato? A null'altro esso serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
E questa è la fine politica che forse hanno già fatto o che comunque sono destinati a fare queste due persone dinostratesi totalmente incapaci e incompetenti rispetto agli incarichi che la società aveva loro affidato.
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In antitesi al comitato per la candidatura di Silvio a premio Nobel per la pace , oggi nasce il comitato per la NON candidatura di Silvio etc. etc.etc.
Credevo che niente e nessuno potesse mai superare i soliti Fede, Feltri, Giordano, Belpietro e Vespa nell’arte del leccapiedi.. Ma mi sbagliavo. Ho scoperto che c’è un gruppo di persone ancora più lecchine di costoro. Addirittura hanno fondato un Comitato per la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010. Sentite con quali motivazioni: Secondo costoro il Cavaliere ha contribuito in maniera rilevante ad evitare un terzo conflitto mondiale, ed impedire così la perdita di milioni di vite umane.
E lo credereste? Queste persone sono forse finanziate da Berlusconi?o dal suo partito? Loro, che si definiscono esponenti della società civile, dicono di no.
Anzi per portare avanti questa iniziativa chiedono soldi, ed è molto probabile che, in questa Italia fondata sulle fanfaronate, trovino pure delle persone disposte a darglieli.
Stregato dalla fame di soldi (1- devo cambiare l’auto che ormai passa più tempo dal meccanico che nel garage di casa; 2- voglio comperare delle azioni della Cell Therapeutics che guadagna più del mille % alla borsa di Milano; 3- voglio girare il mondo in crociera in eterna vacanza) contagiato dicevo dalla fame di soldi , anch’io creerò un Comitato per la NON assegnazione del premio Nobel per la pace 2010 a Silvio Berlusconi, e chiederò soldi per portare avanti questa lodevole iniziativa.
Preparatevi a prendere nota, in uno dei prossimi post,delle mie coordinate Iban e già fin d’ora vi avverto che la sottoscrizione non avrà termine se non col raggiungimento sul mio c/c della cifra di un milione di euro e che l’importo minimo da versare sarà di 5 euro o multipli di 5.
Chi non vuole che a Berlusconi venga assegnato il premio Nobel, perché onestamente egli non c’entra niente con un terzo conflitto mondiale evitato né con la mancata perdita di milioni di vite umane, si prepari a sborsare denaro, tanto denaro a favore del mio Comitato per la NON assegnazione etc.etc., perché il lavoro da fare è molto e le persone da convincere che Berlusconi non è né il Padreterno né un santo sono numerose e sono tenacemente abbarbicate all’idea che egli sia andato al governo per fare il bene dell’Italia , e quindi dobbiamo essere consapevoli che ci vorranno tempo, pazienza, tenacia e denaro per convincerle del contrario.
Mi farò vivo con le mie coordinate bancarie. A presto. W il Comitato per la NON assegnazione a Silvio etc.etc.etc.
Fiat, fermati lì. Non avere la fregola di strafare!
Fiat, stopped there. Try not to overdo!
La Chrysler è un'azienda produttrice di automobili, in amministrazione controllata.
Questa è una procedura che cerca di evitare il fallimento di una società, anzi ha lo scopo di risolvere la crisi di un’azienda prevedendo che essa ottenga la cancellazione, lo scioglimento dei debiti e conservi tuttavia la proprietà dei beni e la possibilità di proseguire l’attività lavorativa.
In pratica i creditori rinunciano ad incassare per il momento i loro crediti, accontentandosi di una promessa per il futuro.
Nelle prossime settimane la vicenda verrà esaminata dal Tribunale statunitense, che dovrà valutare tutti i dettagli della procedura di amministrazione controllata, la liceità degli atti e il rispetto dei diritti dei creditori.
Se la Corte bocciasse il piano, per la Chrysler ci sarà il fallimento: verranno licenziati tutti gli attuali 380 mila dipendenti, verranno venduti i beni della società per far fronte almeno in parte ai debiti, e qualcuno degli attuali amministratori finirà in galera.
Se invece, come si spera, la Corte darà via libera, e se nessun creditore vi si opporrà, gli impianti e la tecnologia Chrysler saranno ceduti ad una nuova società che manterrà il posto di lavoro per 39 mila dipendenti. Di questa nuova società le associazioni sindacali statunitensi controlleranno da subito il 55%, e la Fiat, senza alcun esborso di denaro, otterrà il 20% del capitale, con la possibilità di salire in seguito fino al 35%, ed ottenere la quota di maggioranza entro il 2013.
Bisogna riconoscerlo, è un'operazioner finanziaria magistrale!
Questa alleanza tra le due aziende consentirà alla Chrysler di ampliare la gamma dei suoi prodotti con auto più piccole, economiche ed ecologiche, cioè con modelli attualmente lontani dagli stili di vita americani.
Inoltre Chrysler potrà dare alla fabbrica torinese competenze nel settore delle grandi cilindrate ed in particolare nei Suv.
In termini commerciali l’accordo consente a Fiat di entrare nel mercato americano con le vetture di qualità, tecnologia e design dei marchi Lancia e Alfa Romeo, leggende automobilistiche di tutto il mondo e oggetto dei desideri di molti americani.
Il nuovo gruppo Fiat Chrysler potrebbe sfiorare la soglia dei cinque- sei milioni di auto prodotte annualmente,tra Europa e Usa, e dunque le premesse per un grande successo commerciale ci sono tutte.
La storia però insegna a stemperare gli entusiasmi. In passato i grandi accordi tra case automobilistiche non hanno avuto vita facile. Riuscirà la Fiat dove altri hanno in precedenza fallito? Come reagirà il mercato mondiale dell’auto?
Mentre è lecito porsi questi interrogativi, la casa torinese punta a rilevare da subito anche il marchio Opel, avendo però di fronte l’opposizione di molti politici tedeschi, in piena campagna elettorale per il rinnovo del loro Parlamento , quella dei sindacati tedeschi, nonché la concorrenza del gruppo austriaco canadese Mag na (si pronuncia Magk Na).
Attualmente la Opel, di proprietà della General Motors, produce due milioni di vetture all’anno ed ha chiuso il 2008 con una perdita di due miliardi di euro.
Per questo la Gm è disposta a venderla.
Un eventuale accordo consentirebbe a Fiat di rafforzarsi anche sul mercato europeo e vorrebbe dire che essa entrerebbe a far parte di quell’elite dell' impero mondiale dell’automobile,diviso tra pochi colossi ( Europa, Usa, Giapppone, Cina Corea e India) pronti a guerreggiarsi tra loro.
E sarà capace la Fiat di fronteggiare il conseguente dispendio di energie, soprattutto dal punto di vista finanziario?
La sua attuale tecnologia è tra le più avanzate e innovative al mondo, ma i suoi dirigenti hanno calcolato bene tutte le difficili conseguenze che si dovranno affrontare?
Speriamo in bene, però Fiat, attenta a non voler strafare.
La storia insegna che gli imperi nascono, crescono e poi crollano, e le pedate nel sedere le ha sempre prese la povera gente.
Clicca su OK.
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L’attuale sindaco del mio paese: pasticcione o genio?
The actual mayor of my country: blunderer or genius?
Da alcuni il sindaco del mio paese è osannato, da altri è cordialmente vituperato.
Noi del bar siamo su questa seconda sponda.
A parere nostro l’attuale Sindaco non si è opposto allo scempio del paese come avrebbe dovuto fare, ma ha lasciato colpevolmente che le cose accadessero. Sul territorio comunale sono spuntati come funghi, e concentrati tutti in una zona, i ripetitori per cellulari, notoriamente dannosi per la salute.
Inoltre la speculazione edilizia non ha avuto alcuna remora nel progettare e realizzare opere urbanistiche che stravolgono interi quartieri, opere discutibili sia per l’altezza sia per la concentrazione di certi palazzoni costruiti a ridosso l’uno dell’altro, senza che alle società immobiliari fosse richiesta la realizzazione di opere di utilità sociale, o viabilistica, i cosiddetti oneri di urbanizzazione.
Ad alcune opere, di fatto già approvate dalla Giunta precedente, ci si sarebbe dovuti opporre, mentre si è preferito aprire i cantieri in fretta e furia, senza alcun controllo geologico del suolo, fidandosi dei pareri già depositati.
L’esigenza poi di venire incontro ai bisogni della numerosa comunità di extracomunitari residenti sul territorio, ha fatto approvare la realizzazione di un cimitero islamico, ed è notizia di questi giorni che si daranno al più presto i necessari permessi urbanistici per la costruzione di una moschea, al fine di soddisfare i bisogni religiosi di tali concittadini.
Tutto questo a noi del bar basta e avanza per definire quella attuale una Giunta comunale pasticciona.
E come si spiega, allora che moltissime persone del paese sostengono che l’attuale Sindaco sia semplicemente un genio?
Abbiamo cercato di farcelo spiegare.
Ci dicono:
1)All’installazione delle antenne per i cellulari non ci si può opporre, in quanto il Tar ha dichiarato la loro utilità sociale. Per ovviare alla loro distribuzione caotica sul territorio, favorita dalle allettanti offerte economiche che le grandi compagnie telefoniche fanno ai proprietari di casa perché installino i ripetitori sui loro tetti o dentro i loro giardini, ci si può solo difendere predisponendo a livello comunale una fascia di territorio sulla quale queste opere possano essere collocate.
E la fascia di territorio scelta dal Sindaco è situata all’estrema periferia del paese, in aperta campagna, a un centinaio di metri dal territorio del paese vicino.
Le radiazioni tanto dannose per la popolazione non ricadranno sugli abitanti del nostro comune, ma su quelli del paese confinante. Geniale. Non poteva opporsi e non si è opposto, ma ha fatto in modo di arginare le ricadute negative sulla propria popolazione.
2)Alcune opere già approvate dalla Giunta precedente sono state addirittura ampliate nella progettazione e nei permessi edilizi, e questo, all’atto pratico della realizzazione, ha fatto sì che fosse evidenziata l’impossibilità di continuare tali opere. Ad esempio, il costruendo parcheggio faraonico sotto la collina della Roccaforte, è stato ampliato e fatto diventare megafaraonico, con la conseguenza che gli scavi così imponenti hanno fatto franare la collina, facendo, di fatto, sospendere i lavori e accantonare l’opera, rimandandone la realizzazione alle future generazioni. Semplicemente geniale, non ci si poteva opporre e non ci si è opposti, ma si è fatto in modo che tutto andasse storto.
Certo, rimane la ferita di quegli scavi nella collina franata, ma con una bella piantumazione tutto si sistemerà.
3)Cimitero islamico e moschea islamica.
Il grande numero di immigrati residenti o, di fatto, lavoranti nelle industrie del nostro paese, non poteva esimere l’attuale Giunta comunale dal progettare la messa in opera di tali strutture necessarie al vivere civile e religioso di tante persone.
Quindi le opere vanno fatte. La genialità del Sindaco, anche qui, consiste nel farle sorgere alla estrema periferia del paese, con ricadute minimali sia sulla popolazione che sulle opere viabilistiche necessarie.
Si utilizzeranno un vecchio cimiterino di periferia, e un palazzone fatiscente posto al confine del paese.
Nulla importa al nostro Sindaco se ad andarci di mezzo, con le conseguenze negative del caso, saranno gli abitanti dei paesi confinanti, i quali in concreto vedranno sorgere fuori delle loro finestre un cimitero e una moschea islamica.
Il nostro Sindaco deve tutelare gli interessi della gente del nostro paese, non dei paesi vicini.
I supporters dell’attuale Sindaco ci fanno anche notare che il Nostro si sta comportando in modo altrettanto geniale anche nello spostamento del mercato ortofrutticolo e dello stadio calcistico, attualmente posizionati entrambi al centro del paese, e causa di notevoli disagi viabilistici.
La soluzione adottata, questa volta, è un Consorzio con i paesi confinanti, in uno dei quali farà trasferire il mercato e nell’altro lo stadio, liberando così il nostro centro del paese, da due opere che causavano notevoli disagi.
Il nostro Sindaco già pregusta la vista dei palazzoni o forse grattacieli che lì si potranno costruire, e già fa il conto dei numerosi vantaggi economici che ne deriveranno, per la sua carriera politica, per la sua Giunta e forse, ma proprio forse, anche per la popolazione del suo paese.
A questo punto, giustamente perplessi, noi del bar ci siamo chiesti:"-Ma il nostro Sindaco, è un pasticcione o un genio?".
Ci siamo spaccati in due fazioni.
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Gli Ebrei. Il loro e il nostro razzismo. L'identità ebraica. The Hebrews. Theirs and our racism. The Jewish identity.
Il razzismo degli ebrei.
Un padre che fa preferenze nei confronti dei suoi figli, non è un buon padre, e neppure un padre giusto. Egli deve amare i figli nello stesso modo e con la stessa intensità; poi, è vero, un figlio gli darà più soddisfazioni di un altro, ma non per questo egli deve discriminarli nel suo cuore. Un Dio che preferisce un popolo rispetto a tutti gli altri popoli della terra, non è un buon Dio e neppure un Dio giusto. Il Dio in cui il mondo crede, con qualsiasi nome venga chiamato, Dio, Jahvè, Allah etc. è un Dio di giustizia, e possiamo stare certi che Egli ama con la stessa intensità sia un bimbo che vive nel Darfur , quanto un bimbo che vive a Gerusalemme.
Questo lo sanno bene anche gli Ebrei, i quali tuttavia continuano a tramandarsi la convinzione di essere il popolo preferito da Dio, il popolo eletto. Tutti gli altri, il resto delle genti, i Gentili come dicono loro, sono masse di persone che Dio non si sa perchè abbia creato, forse solo per fare da zerbini ai loro piedi, a compensazione degli antichi periodi di schiavitù narrati nell’Antico Testamento. L’altezzosità degli Ebrei si basa su questa frase della Torà (=Pentateuco, i primi 5 libri della Bibbia): " Voi sarete per me un reame di sacerdoti, una gente consacrata, i sacerdoti dell'umanità” Questo atteggiamento di orgogliosa superbia degli Ebrei nei confronti del resto del mondo, questo considerare gli altri dall’alto in basso, forti della loro elezione a figli prediletti di Dio, è a mio modo di vedere una forma subdola di razzismo. Questa continua puzza sotto il naso che gli Ebrei hanno nei confronti delle altre genti, si, diciamolo pure, è razzismo. Considerare gli altri meno degni di te nella parentela con Dio, è razzismo. Razzismo religioso, se vogliamo, ma sempre razzismo. Essi ci tengono, eccome, alla loro diversità! Non si usa forse dire: il tale è un ebreo italiano, l’altro è un ebreo polacco, il terzo è un ebreo olandese etc.etc. invece di dire il tale è un italiano, l’altro è un polacco etc.? Non si dice mai, il tale è un cattolico italiano, l’altro è un protestante polacco, oppure è un ateo olandese; si dice il tale è un italiano, l’altro è un polacco, il terzo è un olandese. Perché questa distinzione, perché questo rimarcare la parola ebreo? La verità è che gli ebrei ci tengono ad essere ben distinti dal resto della società nella quale vivono, essi si credono al di sopra di essa, non vogliono essere confusi con essa. “Voi sarete per me un reame di sacerdoti, una gente consacrata, i sacerdoti dell'umanità”. Essi, in qualsiasi parte del mondo vivano , si ritengono ancora oggi persone e popolo prediletto da Dio.Gli altri, i gentili, il resto del mondo che non è ebreo, sono dei mentecatti, delle persone inferiori a loro.
L'identità ebraica
Gli ebrei non sono una razza. La legge ebraica, stabilisce che gli Ebrei, da 3300 anni ,si sposino solo fra di loro, non per motivi particolari , ma per mantenere l'identita' religiosa. Gli ebrei quindi hanno mantenuto una mappa genetica ebraica,confermata da recenti studi sul DNA. Se come definizione di " razza" s'intende che una persona abbia delle caratteristiche fisiche esterne ...allora gli ebrei non sono una razza: ad esempio l'ebreo dalla Germania e' biondo , e l'ebreo dello Yemen e' molto scuro. Esistono Ebrei dalla pelle gialla ed occhi a mandorla, in Cina e anche in Giappone Essere Ebreo significa appartenere alla "stirpe" di David, primo Re israelita della tradizione ebraica. Quando si dice ebreo,si suole generalmente indicare persone che professano la relativa religione. E’ possibile essere ebreo , secondo la legge ebraica solo in 2 casi : 1- essere figlio di madre ebrea 2-aver accettato la religione ebraica , ed essere stati accettati dal Comitato rabbinico, il quale accetta la conversione, spesso solo dopo molti anni di dura preparazione, ed e' una cosa che è accaduta rarissimamente.
Un pò di storia – la diaspora Nel 70 d.C. il secondo tempio di Gerusalemme venne distrutto dalle legioni romane guidate da Tito. Da allora ebbe inizio la diaspora. Gli ebrei furono costretti a lasciare la loro terra e, stabilendosi in tutta la zona del Mediterraneo, diventarono cittadini dell'Impero Romano Quando il Cristianesimo diventò religione di stato iniziarono i guai: man mano che il potere della Chiesa cresceva, più aspra diveniva la discriminazione nei confronti degli Ebrei. L' antisemitismo ha visto la luce proprio all'epoca, con l'accusa di deicidio mossa dalla Chiesa all'intero popolo d'Israele. Gli Ebrei, con la loro mania di tenersi ben distinti dal resto della popolazione delle Nazioni in cui vivevano, sono stati costretti per due millenni a vivere ai margini: sono stati rinchiusi nei ghetti, sbeffeggiati, costretti a indossare ridicoli cappelli colorati, a portare ben in evidenza una Stella di Davide gialla; dalla Penisola Iberica fino alla Russia hanno subito persecuzioni; è stato loro impedito di possedere beni immobili, di esercitare professioni, se non quella di prestare danaro conquistandosi così anche la fama di usurai.
Un pò di storia – in Italia Sin dal Medioevo in Italia gli Ebrei hanno sempre dovuto convivere e allacciare rapporti con una popolazione in maggioranza cristiana. In quel periodo, infatti, gli Ebrei italiani assumono un ruolo ben preciso all’interno della società cristiana, ovvero quello di prestatori di denaro. Essi sono stati sospinti verso questa attività perché era l’unica a non esser loro interdetta dalla legislazione ecclesiastica del tempo. Il prestare denaro darà origine allo stereotipo dell’ebreo usuraio, che si trasformerà poi in pregiudizio e sarà una delle giustificazioni dell’antisemitismo di matrice religiosa. Per i cristiani, del tempo, che vedono nell'Ebreo il deicida da convertire con la forza e con il terrore della tortura, la pratica del l’usura è peccato e quindi gli ebrei sono stati ritenuti per natura dei peccatori. A partire dalla seconda metà del XIX secolo si assiste ad un cambiamento. Dall’antisemitismo storico di matrice religiosa, si passa a quello moderno, laico, che vede nell'Ebreo l'oppositore politico (carbonaro o reazionario a seconda dei punti di vista) anche se per l'Unità Nazionale, molti di loro hanno sacrificato la vita nei Moti Risorgimentali. Il terreno è pronto per le teorie naziste e fasciste e la successiva eliminazione fisica dei nemici della Patria. Questo processo è visibile anche nelle opere di alcuni scrittori italiani che descrivono l’'Ebreo come personaggio che agisce nell’ombra e ordina , trama e compie azioni turpi, misfatti e nefandezze. La propaganda antisemita orchestrata dal Regime fascista iniziò nel 1936, e accumunò gli ebrei agli omossessuali e agli oppositori politici.
Un pò di storia - in America Quella degli ebrei in America è una lunga storia fatta di conflitti tra integrazione nella nuova società e difesa dell'identità tradizionale. All'interno dello stesso gruppo ebreo, esistono molteplici tendenze che, a volte, vanno in direzioni opposte, verso l'assimilazione completa, verso un compromesso tra la propria cultura e la società circostante o verso accentuati tradizionalismi. Le immigrazioni ebraiche negli Stati Uniti iniziarono nel 1654 e hanno reso singolare il rapporto degli ebrei con New York, la città che ospita attualmente la più grande comunità ebraica del mondo. Naturalmente tra la generazione degli immigrati e quella dei loro figli e nipoti si sono succedute notevoli differenze nello stile di vita (il quartiere di abitazione, la religione, la filantropia e l'istruzione) e nei modi diversi di conciliare i problemi dell'identità etnica ebraica iniziale con i tentativi di integrazione col resto della società americana Le politiche statunitensi hanno tentato di risolvere la questione dell'integrazione degli immigrati garantendo agli Ebrei la possibilità di conservare la loro specificità culturale ebraica.
La religione ebraica gli Ebrei sono stati considerati un popolo che fonda le basi del suo vivere su una sua propria e specifica religione immutata da millenni, anche se divisa al suo interno da correnti di Ebrei ortodossi , riformati, conservatori, liberali, progressisti. Si calcola che oggi gli ebrei sparsi nel mondo siano circa 13 milioni e sono concentrati soprattutto nello Stato d'Israele (circa 4.500.000), negli Stati Uniti d'America (5.500.000), in Europa (2 milioni, compresi i paesi dell'ex Unione Sovietica) e nei paesi del Sudamerica (Argentina e Brasile ). I principali testi sacri ebraici sono: 1. la Bibbia, per la sola parte che i cristiani chiamano "Antico Testamento". 2. la Mishnà (= ripetizione) testo del II secolo che è servito, una volta cominciata la diaspora, a mettere per scritto tutta la tradizione orale perchè non andasse perduta. Autore: Rabbi Yehudah ha-Nasi. 3. il Talmùd (= studio, insegnamento) testo del VI secolo. Opera vastissima. Raccolta di discussioni sulla Mishnà.
La religione ebraica non impone alcun modo particolare di vestire nella vita quotidiana, però tutti noi abbiamo visto quegli Ebrei che indossano vestiti neri abbinati a strani cappelli e che portano lunghe basette a ricciolo. Si tratta di una setta di persone pacifiche che dedicano gran parte del loro tempo allo studio delle Scritture e alla solidarietà.. Essi parlano un dialetto tedesco ritenendo l'Ebraico lingua sacra da non profanare nell'uso quotidiano. A loro parere, lo Stato d'Israele non dovrebbe neppure esistere, in quanto gli Ebrei non dovrebbero occuparsi di faccende degradanti come la politica, l'amministrazione, la difesa. Gli appartenenti a questa setta sono esentati dal servizio militare e li si protegge come una specie delicata a rischio d'estinzione.