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27 gennaio 2012

13.2) E se fosse stato un naufragio calcolato?

E se fosse stato un naufragio calcolato?



L’errore umano del capitano Schettino nel condurre la nave sulla rotta sbagliata è troppo evidente e paradossale, perché possa definirsi un semplice errore. 
Quanto è capitato alla nave Concordia  è' un incidente troppo inconsueto perchè possa essersi verificato  solo per caso.
Il naufragio della Costa Concordia sembra piuttosto una cosa voluta. 


L’imbecillità, la vigliaccheria e la manifestata incapacità di Schettino nel condurre gli eventi potrebbero essere tutte cose che ci vengono messe sotto gli occhi per dimostrarci  come  tutto sia riconducibile a lui  e alle sue manchevolezze. 
Il Nostro  ci viene presentato dalla società armatrice come  un capitano  da barzelletta, il che aggrava ancor di più la posizione della soc. Costa perchè dimostra come sia purtroppo stato un azzardo e uno sbaglio   l’aver affidato a lui il comando di una così grande nave da crociera e avergli messo in mano la vita di più di quattromila persone.
Ma, nonostante vengano a lui addossate da parte dell'armatore tutte le colpe e le responsabilità per l'accaduto, egli, il capitano Schettino, mostra tuttavia  di accettarle, facendo in modo di  tenere fuori da ogni sospetto e responsabilità la società Costa . 
Gli interessa  solo , per motivi di orgoglio umano,  di far sapere però e di precisare che egli non è poi un così grande sprovvedutio come lo descrive  la società  armatrice, perchè dice nell'immediatezza del naufragio:- "Ho fatto tutto il mio dovere e sono orgoglioso di aver  portato in salvo l'intero equipaggio e le persone che erano  a bordo".  
E allora il capitano Schettino non era poi così stupido.
Mai e poi mai avrebbe fatto una leggerezza e una cosa così paradossale come quella di portare per errore  la nave sugli scogli.


Diciamocelo allora chiaramente: un naufragio così strano e  inconsueto fa sorgere  quindi il sospetto che l’aver navigato in acque così basse tempestate  da scogli, più che un errore, possa essere stata  una deliberata scelta di opportunità per una sciagurata obbedienza  ad ordini superiori ben precisi che imponevano al Capitano  di far affondare la nave.
Il comportamento del capitano e le indecisioni dell’intero staff  di comando sembrano  suffragare tale ipotesi.
Ma è mai possibile che quella sera siano stati tutti così fuori di testa da andare a navigare deliberatamente sugli scogli?
Bisognava  far affondare la nave!  
Schettino, è un ordine! devi far affondare la nave!

Ma perchè poi  doverla far affondare?
Potrebbe forse essere un'ipotesi  quella  che vuole che la nave Costa Concordia da qualche tempo desse segnali qua e là di cedimenti strutturali e non garantisse più la stabilità di una navigazione tranquilla?

Forse  la Concordia non era più una nave affidabile?
C’era forse il dubbio che da lì a poco tempo non sarebbe stata più in grado di affrontare crociere in alto mare , dove la prima tempesta atlantica l’avrebbe inesorabilmente fatta affondare con il rischio di migliaia di vittime?
Se questi erano i dubbi e i timori della Società armatrice, meglio, molto meglio, allora far naufragare la nave sugli scogli dell’isola del Giglio, quella notte.
Questa si  che  sarebbe potuta essere la  soluzione per garantire  la quasi totale sopravvivenza delle persone imbarcate!
Fare naufragio a venti metri dalla riva  avrebbe permesso , pur nel caos totale dovuto alla simulazione di vigliaccheria da parte del Capitano e all'incompetenza e inefficienza del personale di bordo quasi tutto precario   e non addestrato,  il completo sbarco e salvataggio dei croceristi e dell’equipaggio .
Purtroppo qualcosa non è andato per il verso giusto, e ci sono state decine di vittime.
Ma il piano era ben congegnato!

Di un naufragio doveva trattarsi , principalmente dovuto a errore umano e a imbecillità del Comandante  (col quale poi in sede civile  la Società armatrice farà i conti),  e quindi la perdita della nave , ben assicurata e controassicurata darà luogo a rimborsi forse miliardari per la Costa Carnival proprietaria.

Fantascienza?
No, questi sopra espressi sono  solo  dei  dubbi dettati dal comportamento di un capitano troppo stupido  e da barzelletta per essere vero.
Io fossi il giudice indagherei però  anche su questa ipotesi , perché nella mia vita ho imparato a dubitare delle cose troppo chiare o che presentino colpevoli  troppo colpevoli.


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14 aprile 2010

67.0) Qual'è la pena giusta per un pedofilo?


Alcune ipotesi per la pena da dare al pedofilo

1) Castrazione chimica


Agisce sul cervello inibendo gli ormoni che stimolano i testicoli alla produzione di testosterone.
Purtroppo è fallita per i pesanti effetti collaterali dei farmaci usati che spesso hanno provocato l’arresto cardiaco o un ictus cerebrale.
Inoltre, il paziente pedofilo che abbia  retto la cura, dopo sei mesi dal termine di questa, sente di nuovo gli stimoli pedofili e torna ad agire, poiché quei farmaci non hanno più alcun effetto



2) castrazione fisica
Purtroppo, il pedofilo che ha subito questa amputazione fisica , una volta reinserito nella società è come incattivito e tende a replicare sui bambini quanto da lui subito.
Quindi da abusante sessuale dei bimbi, si trasforma in potenziale assassino di bimbi, o comunque in persona che compie del male fisico su di essi.


3) pena di morte. 


La minaccia della pena di morte per un pedofilo che venga scoperto, ne aumenta la pericolosità sociale. Infatti per non lasciare dei  testimoni  dopo aver sfogato le sue voglie, il pedofilo tende ad uccidere le sue vittime.







4) pena carceraria

Attualmente in Italia la condanna è di un anno di carcere per tentate molestie pedofile, di sei anni per violenza sessuale portata a termine e di 20 anni quando a questa si accompagni anche l' aggravantie che  la vittima sia sotto i 14 anni,  oppure abbia subito   una invalidità permanente fisica o psichica  ed infine l’ergastolo per i casi ancora più gravi di omicidio.

Per il futuro, 
inoltre bisognerebbe prevedere l’esclusione di questo tipo di reati da condoni o indulti o permessi domiciliari 
e, forse forse, lasciare per almeno un mese il pedofilo in balìa di  altri carcerati , 
per essere certi che, a pena espiata, delle antiche voglie pedofile in lui non rimarrà più traccia.

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13 agosto 2009

333) La sceneggiata del carcere a vita.


La sceneggiata del carcere a vita.

In Italia la pena, anche la più grave come l'ergastolo ormai è diventata una pinzillacchera.
Noi restiamo dell'idea che chi è stato condannato al carcere a vita, deve restarsene dietro le sbarre per tutta la vita.
Alcuni dicono: ma se si comporta bene ha diritto ad uno sconto di pena.
E ci mancherebbe pure che uno in carcere non si comportasse bene.
Se così fosse, per le infrazioni commesse in carcere, una volta gli sarebbero state comminate delle pene extra.
E poi cosa vuol dire:comportarsi bene in carcere? Vuol dire che per ottenere sconti di pena il carcerato deve fare amicizia con le guardie, oppure dire che il cibo è ottimo e abbondante e che la cella è degna di un hotel a quattro stelle?
Certo che un carcerato deve comportarsi bene in carcere, e non per questo deve aver diritto ad anni ed anni di sconto di pena. Ci mancherebbe!

Valerio Fioravanti, condannato al carcere a vita per la strage di Bologna del 2 agosto 1980, nella quale morirono 85 persone, da qualche giorno è un uomo libero.
E’ uscito definitivamente dalla prigione e non ha più alcun obbligo da rispettare nei confronti della società per quanto ha commesso.
Valerio Fioravanti ha oggi 51 anni dei quali 26 trascorsi in carcere, ed ora se la ride di brutto.
Carcere a vita doveva significare che fino alla morte egli avrebbe dovuto starsene in carcere. Invece, a 51 anni è libero e vivrà da uomo libero gli altri 30 o 40 che la vita gli riserverà.
La certezza della pena, in Italia è un' utopia, ed è riservata esclusivamente alle vittime e ai loro familiari.
In questo Paese sono meglio garantiti i diritti dei delinquenti rispetto a quelli delle persone oneste.

Tra l’altro, il Fioravanti non solamente ha trascorso in carcere solo un'esigua parte degli anni totali per cui era stato condannato, ma lo Stato italiano gli ha messo a disposizione anche una cella matrimoniale per i suoi svaghi sessuali.

Egli si è sposato in carcere con una ergastolana, sua complice nella strage di Bologna, se l’è spassata per chissà quante notti in una cella matrimoniale, ed hanno fatto insieme un figlio in carcere, il quale, sia detto per inciso , è da compatire per i genitori che ha avuto.

Speriamo solo che le guardie carcerarie non siano state obbligate da qualche giudice buonista a portare al mattino alla coppia di sposini qualche bicchierino di Vov per ritemprare gli ergastolani coniugi dalle stressanti fatiche sessuali notturne.

Speriamo anche che il buon Valerio Fioravanti non faccia causa allo Stato adesso che è libero per non avergli messo a disposizione un intero harem per spassarsela meglio, altrimenti gli si dovrà ricordare, a pedate nel sedere, quanti detenuti nella prigione di Guantanamo hanno avuto il trattamento di favore (chissà poi perchè, ad uno che ha ammazzato 85 persone) riservato a lui.

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4 giugno 2009

260) Mafioso liberato dal giudice perchè“talmente depresso che non riesce più a stare in carcere”



Adesso c'è anche il giudice che libera i mafiosi “fortemente depressi che non riescono più a stare in carcere”.

Il Boss mafioso era scoppiato in lacrime davanti ai giudici del tribunale di Catania sostenendo di "essere fortemente depresso e di non riuscire a stare in carcere".
Poverino, non riusciva più a tagliarsi da solo le unghie dei piedi, non gli piaceva più il vitto del carcere, e aveva realizzato che la cella era troppo angusta per lui, abituato a girare a cavallo nel vasto parco che circonda la sua mega villa.
Il giudice gli ha subito concesso gli arresti domiciliari perché, per un uomo così, "l’ambiente familiare appare allo stato insostituibile".

Per inciso, occorre dire a quel giudice che l’ambiente familiare sarebbe apparso insostituibile anche alle numerose vittime che giacciono sottoterra per colpa di quel mafioso e della sua organizzazione di morte.

Ma tant’è. Non si può pretendere che tutti i giudici sappiano cos’è la mafia. Alcuni di loro evidentemente pensano che sia un videogioco.

Appena sentita la notizia della libertà concessa al capo mafia, ho inviato un sms a mio zio Asdrubale, che è in carcere da tre mesi per essersi impossessato maldestramente ( nel senso che si è fatto scoprire dagli addetti alla vigilanza) di 10 confezioni di rasoi usa e getta, consigliandolo da domani mattina di mettersi a piangere davanti alle guardie e al direttore e di sostenere in continuazione di essere fortemente depresso e di non riuscire più a stare in carcere.
Chissà che la cosa non vada a buon fine per lui, e che pure lui trovi un giudice che lo rimandi a casa, agli arresti domiciliari.
Lo aspettiamo a casa presto.

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28 aprile 2009

231) No, no, non ci siamo! Perché sono stati rimessi in libertà gli stupratori di Guidonia?



No, no, non ci siamo! Perché sono stati rimessi in libertà gli stupratori di Guidonia?
No,we are not there not! Why have they been released the rapists of Guidonia?

Oggi un’amica mi ha detto:
Ma ti ricordi che neanche 10 anni fa io e il gruppo di amiche che frequentavo , uscivamo da sole la sera tardi per andare in discoteca, e tornavamo sempre da sole all’alba, fermandoci in qualche bar a gustare il primo caffè con panna e brioche della giornata?.
Ma ti rendi conto di quanto eravamo incoscienti? Com'è cambiato il mondo in pochi anni!
Grazie a Dio non ci è mai capitato niente, ma oggi non lo faremmo più.
Oggi c’è da aver paura ad uscire la sera con le amiche, e addirittura c’è da aver paura ad appartarti anche solo un attino in macchina col fidanzato.

Sono troppi gli episodi di stupro e di violenza che accadono ogni notte in Italia.
Ci sono in giro gruppi delinquenti assatanati di sesso, che non esitano ad accoltellarti se non soddisfi le loro brame.
Addirittura ormai essi agiscono in branco, e sanno anche di rischiare poco o niente se per caso qualche volta vengono presi.

Guarda la notizia di oggi:

Un giudice ha rimesso in libertà due degli stupratori
di Guidonia, quel branco di malfattori che, neanche tre mesi fa ha violentato per una intera notte una ragazza chiudendo nel bagagliaio dell’auto il suo fidanzato.


Chissà poi perché sono stati scarcerati!.


Io lo so, - le ho detto- sono stati rimessi in libertà perché le vittime non erano parenti del giudice.
Tutto qui.
E comunque ascolta i consigli di chi ne ha viste tante: tu e le tue amiche farete bene a non uscire più tanto spesso da sole la sera. Almeno state in gruppo e fatevi accompagnare dai vostri fidanzati.
Dio non voglia che vi capiti qualcosa e che incontriate sul vostro cammino un giudice buonista come quello di Guidonia, che invece di rendervi giustizia si mette a scarcerare i vostri stupratori.

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1 aprile 2009

215) Ci sono alcune cose che non si capisce perché ed altre che si capisce benissimo

Ci sono alcune cose che non si capisce perché ed altre che si capisce benissimo

Ci sono cose inspiegabili


  • E’ inspiegabile come ci siano certi giudici così poco inclini a giudicare con giustizia.

  • A volte viene da pensare che i concorsi per diventare magistrati abbiano un effetto dirompente sul cervello di alcuni aspiranti , perché costoro, una volta immessi in carriera non si dimostrano all’altezza dei compiti delicati loro affidati.
    Hanno, è vero, superato innumerevoli esami e concorsi tesi ad appurare il loro grado di cultura e di nozionismo, ma poche volte questi magistrati sono in grado di calarsi ed immedesimarsi nelle situazioni che devono giudicare.
    Così, ad esempio, se tu drogato o ubriaco, guidando un’ automezzo provochi un incidente, per alcuni giudici ti meriti uno sconto di pena.

    Se tu in stato di sobrietà ed in piena efficienza fisica e mentale uccidi con l’auto una persona, il reato di omicidio colposo che ti viene contestato prevede una pena da due a cinque anni di carcere.
    Però se guidavi ubriaco la pena che certi giudici ti danno è di venti mesi da scontare agli arresti domiciliari più la sospensione della patente per un anno.
    Siccome guidavi ubriaco o drogato, essi arrivano a dire con sottili ed elaborate elucubrazioni mentali, è logico che tu non vedevi bene la strada e non potevi avere i riflessi pronti:perciò meriti le attenuanti generiche.
    Cioè, il guidare da ubriachi ti fa ridurre la pena.

    Mi ripasso nella mente il concetto perché questa è per me una cosa inspiegabile.

    Per alcuni giudici ubriacarsi o drogarsi e poi mettersi alla guida di un’auto merita uno sconto di pena, invece di essere considerato un'aggravante capace di far scattare il reato di omicidio volontario.
    Ti danno la concessione delle attenuanti generiche.
    Ma che giudici, ragazzi!
    Noi del bar siamo sempre dell’idea che se certi avvenimenti accadessero al giudice o a un suo parente, le pene applicate sarebbero diverse, perché costoro capirebbero concretamente, e non solo in teoria, quello che patisce veramente la vittima di un’ingiustizia.
    Ma dove va lo Stato ad andare a prenderli certi personaggi? E dire che gli passa pure un lauto stipendio.

  • E’ inspiegabile come in Italia e in Europa non si riesca neppure a rendere uniformi le misure dei parcheggi.

  • Oggi tutto è calcolato al millimetro.
    Ci vogliono proprio stressare.
    Pensate che nella mia camera da letto ci stanno giusto giusto un letto matrimoniale, un armadio a quattro ante, una specchiera, due comodini e una ribaltina. Avrei voluto aggiungere una sedia sulla quale appoggiare ripiegati i vestiti quando vado a letto, ma lo spazio per questa sedia non c’è.
    La camera è stata calcolata al millimetro per lo spazio vitale di una persona, nulla di più.
    Non voglio passare da nostalgico , ma che belle le camere delle case antiche in campagna, con quei bei soffitti alti, con delle grandi finestre, e con tanto spazio attorno al letto per poterci camminare con tutta tranquillità!
    Pensate che io ho un garage largo due metri e mezzo, ma la porta basculante è larga solo un metro e ottanta. Faccio mille manovre e una fatica del diavolo per entrare nel garage, ma una volta dentro sono al largo.
    Dico io: ma ci voleva tanto a quell’ingegnere che ha progettato il garage prevedere una porta basculante più larga?
    Ci vogliono proprio stressare.






    Oggi dobbiamo convivere con misure calcolate al millimetro, anche per i parcheggi a pettine sulla strada, nei quali posteggiare la macchina.
    I tecnici comunali fanno a gara nel restringere sempre di più lo spazio per ogni autovettura parcheggiata, in modo da ricavarne qualche parcheggio in più, per incrementare le entrate del Comune.
    A tutti noi è capitato certamente di non riuscire a scendere dalla macchina dopo averla parcheggiata, perché il parcheggio è troppo stretto.
    Ci si contorce in mille modi, si maledisce la pancetta che finora non ci aveva dato fastidio, si rischia di danneggiare gli specchietti laterali dell’auto , senza contare i graffi provocati dallo sbattere della portiera contro l’auto vicina.
    Fino a ieri io ero disposto ad accettare tutte queste situazioni di disagio come facenti parte della normalità della nostra vita di italiani, popolo stressato che ha dato i natali a santi, navigatori, poeti ed eroi e a persone dalla pazienza illimitata.
    Fino a ieri. Quando è venuto a trovarmi un amico proveniente da Bruxelles il quale mi ha subito apostrofato per le difficoltà da lui incontrate nel parcheggiare davanti a casa mia l’auto che aveva preso a noleggio all’aeroporto, con conseguente quasi rottura di uno specchietto laterale.
    Mi ha fatto notare come da loro, in Belgio, ogni piazzola di parcheggio sia lunga m. 5, larga m.2, 50 e abbia ad ogni lato un divisorio di 35 cm.per un totale di 320 cm. Quindi diciamo
    500 x 320 (250+35+35)
    Nei parcheggi per disabili , uno dei divisori suddetti viene portato a cm 150, onde agevolarli per le manovre con l’eventuale carrozzina , per un totale di 435 cm. Quindi diciamo
    500 x 435 (250+35+150)

    A me è sembrata la solita sparata dello straniero che viene in Italia e comincia a lamentarsi di tutto e di tutti, e comincia a rimpiangere il suo Paese, salvo poi tornare in Italia il mese dopo, per lamentarsi di nuovo di noi italiani, e non gli ho creduto.
    Nei giorni successivi però, armato di un metro di legno ripiegabile da muratore mi sono preso la briga di misurare le dimensioni effettive dei parcheggi davanti a casa mia, ed ho notato che la lunghezza era di cm 480, la larghezza di cm 230 più la riga bianca disegnata per terra di 15 cm., per un totale di 260 cm.Quindi diciamo 500 x 260 (230+15+15).
    La piazzola per disabili invece era larga 230 cm più la riga bianca da una parte di 15 cm, più un divisorio dall’altra parte di 100cm, er un totale di 345 cm. Quindi diciamo 500 x 345 (230+15+100)
    Ne ho fatto cenno al vigile del mio paese ed egli mi ha confermato che non esistono in Italia norme uniformi e vincolanti per le misure delle piazzole di parcheggio.
    Le misure ideali per un posto auto, a suo parere , sarebbero m. 2,50 di larghezza più la riga bianca disegnata per terra di 15 cm, e di m.5 di lunghezza. anche se in queste misure le diffusissime monovolume o i fuoristrada ci stanno a malapena, e senza contare i tanti al volante che non sanno parcheggiare proprio a pennello, col rischio allora di ritrovarci con l’auto graffiata o di non riuscire a salire o scendere dalla vettura parcheggiata.
    Mi ha detto anche che in realtà quando un comune ha bisogno di posti auto e non ha spazio, capita anche che stringano la larghezza sotto i 2,5 m.
    In assenza di regolamentazioni si va a buon senso, solo che spesso, oltre allo spazio, il buon senso è proprio la cosa che manca ai nostri amministratori.
    Mi sono proprio arrabbiato.
    Sicuramente i proprietari di Smart, larga poco più di 1,5 metri, avranno pochi problemi a salire e scendere dall’auto parcheggiata dentro le normali aree di sosta, ma la stessa cosa non si può certo affermare per i possessori di autovetture di media cilndrata come ad esempio Stilo o Golf rispettivamente larghe 1,76 e 1,74 metri,più gli specchietti laterali, o per le autovetture di categorie più grandi.
    E’ evidente che nei normali stalli di sosta la larghezza di m.2,5 rende difficoltoso salire o scendere da queste auto perfino ai più magri, figuriamoci a quelle persone con qualche chilo in più.
    Ti pare logico che per parcheggiare la tua auto tu abbia a disposizione una piazzola di 250cm x 500 in Italia e di 330 cm x 500 in Belgio?
    Forse che andando all’estero le misure della tua auto aumentano e quindi richiedano una piazzola di parcheggio di dimensioni maggiori, oppure che le auto che vengono in Italia rimpiccioliscano e si accontentino così una piazzola più piccola?
    Ma come farà l’Europa a portarci fuori da questa crisi economica, se non sa neppure intervenire in una piccola cosa come quella di standardizzare e di rendere uniformi le misure dei parcheggi in tutte le Nazioni aderenti?

    Ci sono cose spiegabilissime.


  • La nuova legge edilizia in preparazione dal Governo.

  • Per sanare le porcherie edilizie che i signori Ligresti e Caltagirone stanno facendo sull’area dell’ex Fiera di Milano, il governo si prepara a varare una legge edilizia che permetterà a chiunque lo voglia di deturpare con costruzioni orripilanti quel poco di bello che è rimasto nel nostro Paese.









    Il ragionamento che sta alla base di questo decreto che si sta per varare è che se tutti sono autorizzati fare porcherie edilizie, quelle degli amici di cui sopra, andranno a finire nel calderone generale e nessuno vi farà più caso.

  • L’avvicendamento dei Direttori al Corriere della sera e al Sole 24 ore.

  • Dunque, il Corriere era diretto da un certo Paolo Mieli, notoriamente in simpatie con l’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi e con la dirigenza del partito democratico.

    Il Corriere della sera è di proprietà della RCS, i cui soci principali sono i soci del Patto di sindacato (Mediobanca,Della valle, Intesa sanpaolo, Pirelli, Banco popolare, Benetton e altri vicini ad ambienti berlusconiani),- la Confindustria, -la Sai (di Salvatore Ligresti), vedi la scheda wikipedia
    - le Assicurazioni generali , la Cementir, la Vianini (di Gaetano Caltagirone) vedi la scheda wikipedia)
    Questi ultimi due, non potevano non contraccambiare i favori che il governo sta facendo loro con la nuova legge sull’edilizia, e quindi si sono dati da fare per far sostituire Paolo Mieli con un Direttore ritenuto più malleabile e meno schierato a sinistra.
    Secondo me tuttavia il nuovo direttore De Bortoli, non sarà poi così malleabile come essi pensano, e non gliele manderà a dire quando sarà necessario.



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    5 marzo 2009

    189) Pescherecci di Mazara del Vallo sequestrati. Qualcuno vuol farci credere che essi siano vittime della prepotenza altrui.





    Pescherecci di Mazara del Vallo sequestrati. Qualcuno vuol farci credere che essi siano vittime della prepotenza altrui.





    Nello Stretto di Sicilia, nel tratto di mare sotto l’isola di Pantelleria, a Sud-Ovest di Lampedusa, tra la Libia e la Tunisia, c’è una porzione di alto mare tradizionalmente riconosciuta come zona di ripopolamento ittico, chiamata in conseguenza della sua forma, "Mammellone”
    La Tunisia considera il "Mammellone" come una propria zona riservata di pesca, in quanto sono i pescatori tunisini, in accordo con quelli libici e algerini, ad effettuare la semina del ripopolamento ittico in quella zona.
    Nel Mammellone perciò, al fine di assicurare la tutela delle risorse biologiche, è vietata la pesca agli italiani e alle navi battenti bandiera italiana in quanto non hanno voluto partecipare al ripopolamento di quel tratto di mare.

    I pescatori disonesti di Mazara del Vallo, città situata sulla costa del trapanese, dopo essersi lasciati alle spalle l'isola di Pantelleria, lo scoglio di Lampione, e l'isola di Lampedusa, arrivano nel Mammellone, situato a centoventi miglia da Mazara, e più vicino all’Africa che alla Sicilia, e lì gettano le reti.


    A Mazara del Vallo l’attività principale è la pesca.
    Duecento pescherecci d'altura, altre duecento barche per la pesca sottocosta.
    Una quindicina di grandi armatori, una miriade di piccoli proprietari di barche tuttofare. Cinquemila marinai, venticinquemila tonnellate di pescato all'anno.
    Migliaia di persone che lavorano nell'indotto, nel trasporto e nella commercializzazione del pesce.
    Un fatturato annuo ufficiale di cento miliardi. Altri duecento miliardi almeno sfuggono alla rete del fisco.
    C'è posto per tutti, Per l'imprenditore serio e capace e per quello che fallisce
    Per il pescatore che vende l'anima e si fa finalmente una vecchia barca tutta sua.
    C'è il lusso sguaiato e ci sono le maniche rimboccate.
    Il pescatore guadagna e ama spendere. L'armatore guadagna e ama prestare. Tutti assieme danno da vivere alle boutiques, ai negozi d'arredamento, alle concessionarie d'auto, alle imprese edili.
    Un vortice di soldi, di capacità imprenditoriali, di lavoro duro, di spregiudicatezza.
    E anche di qualche ingiustizia
    nei confronti dei pescatori, pagati in proporzione al pesce pescato.
    Le segretarie delle aziende fanno confusione tra contabilità doppie e triple, i profitti degli armatori restano un mistero.
    In definitiva, una bella festa. Come tutte le feste, si vorrebbe che non finisse mai.

    A guastare la festa, con l’imprevedibilità delle catastrofi naturali, ci si sono messi l'impoverimento e l’inquinamento del mare, e i tunisini padroni del tratto di mare dove sopravvive il pesce perduto.
    E il pesce è sempre meno. E la disonesta mentalità italica va a prenderlo dove ce n'è.
    Il pesce che non c'è più sopravvive nel Mammellone, ma lì, i tunisini padroni dei fondali fanno buona guardia.
    Allora s’incomincia a pescare a tredici o quattordici miglia dal Mammellone. Lì ci sono banchi dove il pesce muore ancora di vecchiaia, ed è un peccato non pescarlo.
    Poi ci si avvicina sempre più e di notte, di frodo e di nascosto si pesca direttamente dal Mammellone il pesce giovane e in fase di crescita.

    Un tempo si era quasi a un passo dall’accordo con i tunisini e i libici. Noi abbiamo il pesce, dicevano a noi italiani, voi imbarcazioni tecnologiche: mettiamoci assieme, facciamo delle società miste.
    Gli armatori mazaresi, non ne vollero sapere.
    Meglio rischiare, e tenersi tutti i profitti.
    La pesca di rapina rendeva.
    I tunisini se la presero male e cominciarono a presidiare la zona di ripopolamento con le loro motovedette armate.
    Oggi si continua a protestare che i sequestri avvengono in acque internazionali. Ma che gli sconfinamenti siano, nella maggioranza dei casi, la regola, è un segreto conosciuto da tutti i cinquemila marinai di Mazara.
    Si invoca l'intervento della Marina militare italiana.
    E si continua a rischiare, con più fiducia nell’astuzia propria che nelle società miste, che sarebbero la soluzione del problema.
    Spiace per i marinai e la loro sorte individuale, ma gli armatori italiani che hanno spinto le loro navi a pescare in acque territoriali altrui, il sequestro se lo sono cercato, e ben gli sta, non cerchino di passare per vittime.


    Notizie tratte dal sito Marina militare.

    Notizie tratte dal sito Mazaraonline.it.

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    2 marzo 2009

    184) Baci, bacini, bacetti e intimità per tre ore tra Rosa e Olindo.


    Baci, bacini, bacetti e intimità per tre ore tra Rosa e Olindo.
    Kisses, basins, little basins and intimacy for three hours between Rosa and Olindo.


    Nei giorni scorsi i giudici hanno concesso a Rosa e Olindo, i massacratori di due famiglie di Erba, di potersi incontrare per tre ore in una saletta di un carcere per potersi scambiare, baci, bacetti ed effusioni varie.
    Perché questo buonismo dei giudici per due pazzi delinquenti rei confessi?.
    Perché? Ricordiamoci che queste due persone sono state condannate entrambe all’ergastolo per aver ucciso 4 persone loro vicini di casa, tra cui un bimbo di due anni.
    Peccato che gli stessi giudici non abbiano potuto estendere anche ai superstiti delle strage lo stesso privilegio di potersi incontrare per alcune ore con i loro familiari uccisi dai due selvaggi di cui sopra.
    Evidentemente i giudici non possono fare tutto: la smettessero almeno di fare i buonisti!
    In Italia è sempre così: ai delinquenti vengono applicate regole buoniste, alle persone oneste mazzate sui denti.

    Rosa e Olindo si possono di nuovo incontrare e avere momenti di intimità, mentre le vittime della loro follia non lo potranno più fare. Ne tengano conto i giudici, prima di concedere a degli assassini dei permessi buonisti che certamente non meritano.

    Sono stati condannati a espiare la pena in carceri separate.
    Venga fatta eseguire la sentenza.
    Se ne stiano in carceri separate.
    .
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    15 febbraio 2009

    163) Omosessualità e Pedofilia -Malattie? No, Si , e Di Più








    L'orientamento sessuale non è una malattia.
    Va solo compreso e assecondato!
    Non si può guarire dall' omosessualità
    per il semplice fatto che non è una malattia.

    Si può guarire però dall'imbecillità
    e dalla stupidità,
    magari leggendo un buon libro,
    o tenendo occupata la mente
    in ragionamenti
    che non riguardino
    la presunta malattia degli omosessuali.



    E stiamo attenti
    a non confondere l'omosessualità
    con la pedofilia.


    Questa è più che una malattia.


    E' un vizio schifoso scelto volontariamente
    che fa delle persone adulte
    in cerca di carne giovane
    degli esseri abbietti e ripugnanti,
    disposti per i loro piaceri


    a rovinare per sempre
    bambini e adolescenti di entrambi i sessi.


    La pedofilia è una deviazione sessuale
    nei confronti di bambini o preadolescenti
    in cui il cui massimo godimento è rappresentato dalla morte della vittima,
    meglio ancora se filmata per farne commercio con altri pedofili.


    I pedofili sono pericolosi per la società
    e vanno tenuti in carcere,
    oppure resi innocui con la castrazione chimica.










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