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2 maggio 2011

76.1) L’ultimo miracolo di Karol Wojtyla.

L’ultimo miracolo di Karol Wojtyla.


Proprio nel giorno della consacrazione a Beato del nostro caro papa Wojtyla, arriva l’annuncio della morte di Bin Laden.

Costui era nascosto in Pakistan in una casa fortificata e difesa da numerose guardie del corpo e da oltre 5 metri in altezza di filo spinato.

Gli uomini tutti avevano paura di Bin Laden, dopo i vari attentati che la sua organizzazione terroristica aveva fatto nel mondo, e in modo particolare dopo l’11 settembre 2001, il giorno della distruzione delle Torri Gemelle con 2749 vittime innocenti.

Ma il Buon papa Wojtyla aveva detto a noi in vita:
“ Non abbiate paura”
e difatti il suo ultimo miracolo, compiuto proprio nel giorno della sua beatificazione, è stato quello di togliere, con la morte di Bin Laden , la paura dal cuore degli uomini.

Si caro Beato, adesso noi non abbiamo più paura.
Avremo ancora ogni tanto nei nostri cuori dei sussulti, ma la paura, la paura di essere vittima della cattiverai gratuita e insensata degli uomini ora non c’è più.
La morte di Bin Laden è in ordine di tempo il tuo ultimo miracolo, il tuo ultimo dono all’umanità.

Grazie Beato Karol.


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20 marzo 2011

52.1) Non dobbiamo avere paure o esitazioni morali nel cercare di rovesciare Gheddafi.

Non dobbiamo avere paure o esitazioni morali nel cercare di rovesciare Gheddafi.



La Lega Nord sbaglia ad avere paura di Gheddafi.


Non dobbiamo avere problemi morali nel fare la guerra ad un criminale dittatore che da 40 anni uccide e affama il suo popolo.

Dobbiamo ad ogni costo aiutare il popolo libico a riconquistare la sua libertà, perché è lo stesso popolo, con la sua rivolta, che ce l’ha chiesto.

Parlano a sfavore di Gheddafi le migliaia di fosse comuni fatte scavare sulle spiagge libiche per eliminare nel corso degli anni i suoi oppositori, ed anche i bombardamenti aerei indiscriminati sulla popolazione civile delle città in rivolta.

Inoltre si dice che abbia circondato i luoghi del suo potere, che presumibilmente saranno attaccati dalla coalizione militare Nato Onu, con migliaia di prigionieri politici e di civili rastrellati per le strade, a fare da scudo umano.

Uno che si comporta così con il suo popolo, e che per questo è ormai odiato dal suo popolo stesso, non ha il diritto di continuare a governare la Libia.

Non ha il diritto di opprimere ancora il suo popolo.




E la Lega Nord sbaglia a volersene lavare le mani e a starsene fuori.
Dice che un domani Gheddafi, se non sconfitto, non ci darà più il gas e il petrolio anche a pagarli a peso d'oro: ok , ma non possiamo sempre subordinare tutto all'economia. Salvare migliaia di vite umane libiche dalla furia omicida del loro dittatore è un impegno morale che val bene qualche disagio economico.
I criminali dittatori devono essere eliminati anche fisicamente , quando è il loro stesso popolo, insorgendo, a chiederlo alla comunità internazionale.

E l'Italia, nonostante il parere contrario della Lega Nord, fa bene ad essere dalla parte di coloro che, anche attraverso l'uso della forza militare, portano aiuto e libertà ad un popolo per troppi anni oppresso e schiavizzato dai suoi demoniaci governanti.



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15 marzo 2011

47.1) Le palle della ministra Prestigiacomo

Le palle della ministra  Prestigiacomo


La ministra Prestigiacomo:
"anche dopo quanto sta accadendo in Giappone
noi non abbiamo paura del nucleare".

Forse tu no, ma noi si.

Vuoi forse farci sapere che sei una ministra con le palle?

Leggiti il vocabolario:

Avere le palle significa aver coraggio, non incoscienza.



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    31 dicembre 2010

    238.0) Per par condicio, anche le due scampanellate notturne a Vendola non fanno un attentato.

    Per par condicio, anche le due scampanellate notturne a Vendola non fanno un attentato.


    Sull’onda della psicosi dell’attentato subìto, adesso anche Vendola dichiara di essere stato oggetto di manifestazioni notturne di ostilità da parte di un gruppo di avversari politici.
    Qualcuno ha suonato nottetempo al citofono della sua abitazione, per cretineria, per balordaggine, per scemenza adolescenziale, e immediatamente si parla di un attentato all’integrità fisica del suddetto esponente politico.
    Ma smettiamola!.
    Per ricavarne benefici elettorali, di questo passo ogni giorno qualsiasi scalcinato e anonimo uomo politico, per acquistare fama e prime pagine dei giornali e dei Tg, dichiarerà di aver subìto ricatti o attentati.
    Ha cominciato il giornalista Belpietro col falso attentato partorito dalla mente bacata del suo caposcorta, ed è poi continuato, sempre con Belpietro di mezzo, con la segnalazione di un futuro attentato a Fini.
    Poi ci sono stati i cosiddetti ordigni dinamitardi alla sede della Lega, ed ora le scampanellate notturne al citofono di casa Vendola.


    C’è di che preoccuparsi? Macchè!
    Se nel mondo gli attentati fossero di questo tipo, potremo vivere sicuri e in pace per altri mille anni.
    Garantito.


    Non sono due balordi che mettono fuochi d’artificio o suonano campanelli , quelli di cui aver paura.
    I veri attentatori alla pace politica e sociale del Paese sono piuttosto coloro che con i loro comportamenti dittatoriali fanno mettere al bando diritti fondamentali acquisiti da decenni quali lo Statuto dei Lavoratori, e introducono sul posto di lavoro tempistiche che neppure Stakanov avrebbe sopportato.
    E tanto per non far nomi si chiamano Marchionne e industriali simili e dirigono con piglio feroce la Fiat ed altre aziende dopo aver per anni succhiato alla mammella del contributo statale.

    Gli atti di arroganza messi in opera da questi personaggi si che possono essere definiti attentati. Infatti questo loro modo di agire rovinerà il rapporto di buon vicinato che si era instaurato tra industria e sindacati, introducendo spaccature e devastazioni nella società operaia.
    Sono queste esplosioni di superbia economica quelle che sconvolgeranno per decenni il futuro del nostro Paese.
    Gli scampanellatori notturni e i fuochisti di Capodanno anticipato alla sede della Lega sono cose da ridere.
    Di Marchionne e dei suoi emulatori col maglioncino che ci fanno tornare indietro di 50 anni nei diritti, invece è bene avere paura.



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    12 maggio 2009

    246) Credo siano in pochi a sapere che il Milan fu fondato da un inglese.




    Credo siano in pochi a sapere che il Milan fu fondato da un inglese.
    I believe is in few to know that the Milan was founded by an English.


    Eppure è così!
    Si tratta di un certo Herbert Kilpin, il quale lasciò Nottingham (Gran Bretagna) per l'Italia nel 1890.
    Nel 1899 Kilpin e altri 5 suoi allegri compagnoni, su di giri dopo una memorabile bevuta in una taverna milanese, decisero di fondare un club calcistico, quello che sarebbe poi diventato una delle più vittoriose squadre di calcio al mondo.
    Egli fu di questo club il primo allenatore e capitano, nonchè grande giocatore. Fu egli stesso che progettò la divisa della squadra. Si dice che abbia detto : "Noi siamo una squadra di diavoli. I nostri colori siano il rosso per indicare il fuoco, e il nero per incutere paura ai nostri avversari!"
    Herbert Kilpin era nato a Nottingham il 28 gennaio 1870 e cresciuto con nove tra fratelli e sorelle a 129 Mansfield Road. Dopo aver lasciato la scuola ha lavorato in un magazzino tessile della città. Kilpin era un appassionato calciatore e ha giocato in difesa e centrocampo per due squadrette di oratorio.
    Nel 1891, si trasferisce a Torino a lavorare per Edoardo Bosio, un mercante tessile italo-svizzero che aveva fondato nello stesso anno la squadra di calcio "Bosio Internazionale Torino",(oggigiorno semplicemente "Torino") e credeva di essere il primo ad aver fondato un club di calcio in Italia.
    Kilpin entrò a far parte del team, e divenne il primo giocatore straniero a giocare a calcio in Italia. Trasferitosi a Milano, gli cambiò la vita, come detto, la Fiaschetteria Toscana, fumosa taverna di Milano che Kilpin e alcuni colleghi inglesi, tutti amanti di cricket, frequentavano assiduamente. Qui ebbero l'idea di fondare una squadra di cricket e di calcio milanese con i colori rosso e neri, che chiamarono "Milan Cricket Football Club". Con Kilpin in campo e come allenatore, questa squadra di calcio vinse il primo titolo di campionato già nella seconda stagione (1901).

    Pur essendo Kilpin un personaggio capace di giocare in qualsiasi ruolo, certamente non sarebbe stato uno dei migliori giocatori di Inghilterra, ma in Italia, ai primordi del calcio, divenne un eroe. Kilpin era famoso per il suo bere. Egli teneva sempre nello spogliatoio una bottiglia di whisky a portata di mano per affogare le delusioni e ammorbidire il colpo della partita non vinta.
    Con lui in campo la squadra vinse altri due campionati nel 1906 e 1907.
    Herbert Kilpin morì in povertà nel 1916, a soli 46 anni di età. Nessuno sa come sia morto ne dove fosse stato sepolto.Tuttavia, nel corso del 1990 uno storico dilettante nonchè tifoso del Milan, di nome Luigi La Rocca, dopo mesi di ricerca, rintraccò la tomba di Kilpin nel Cimitero Comunale di Milano. Essa non aveva alcun riferimento al suo nome e si trovava in una parte del cimitero riservato ai protestanti. Nel 1999, l'AC Milan ha fatto coniare una nuova lapide ed ha fatto collocare i resti mortali del suo illustre fondatore e superstar nel Cimitero Monumentale di Milano.

    leggi anche su Wikipedia

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    7 maggio 2009

    240) Case, case! Costruiremo case, case vere!




    Case, case! Costruiremo case, case vere!
    Houses, houses! Will build houses true houses!






    “In duecento giorni costruiremo case per 13 mila persone.
    Il 20% sarà consegnato a settembre, il resto a dicembre
    Berlusconi, a Porta a Porta, fa queste promesse in data 5 maggio 2009.
    Le promesse precedenti e i patti con gli italiani esternati in questa trasmissione finora gli hanno sempre portato bene.
    Non è che questa volta, forse , l’ha sparata un po’ troppo grossa ?
    Qualcuno gli crede?
    Forse solo i soliti Vespa , Fede, Feltri e Giordano gli credono.
    Lo scetticismo con cui la stessa popolazione terremotata ha accolto le promesse del Premier, è lo specchio più fedele di quanto esse siano ritenute campate in aria e irrealizzabili.

    I 30 mila abruzzesi sfollati sulla costa adriatica, e gli altri 30 mila terremotati ricoverati sotto le tendopoli, finora si sono accontentati e hanno creduto alle promesse dei vari personaggi importanti che, con tanti bei caschi colorati in testa, si sono succeduti nelle visite alle loro macerie, da Berlusconi, a Napolitano, al Papa, dai ministri importanti ai politici minori della maggioranza e dell’opposizione, dai sindacati alle associazioni religiose.
    E tuttavia, a un mese esatto dalla terribile notte del terremoto, che ha fatto 298 vittime, la rabbia dei terremotati sta crescendo.
    Essi temono di finire nel dimenticatoio, soppiantati nella memoria pubblica anche da piccole vicende personali di corna e divorzi annunciati e forse non imminenti.



    Il popolo degli sfollati ha paura del "Gen. Inverno", che a 800 metri di altitudine fa sentire le sue avvisaglie di freddo già a settembre.
    Ha paura che la vita in tendopoli o da sfollati possa protrarsi ben oltre il mese di settembre o di dicembre.
    “Il 20% delle case lo consegneremo a settembre”, ha annunciato il capo del governo, “il resto a dicembre”
    “E saranno case vere per 13 mila persone”, assicura il premier.
    Questa frase, tradotta in cifre, significa che 2.600 persone avranno la casa entro settembre, gli altri 10.400 a dicembre.
    Considerando una famiglia composta da 4 persone, entro settembre verranno costruiti 650 appartamenti.
    Considerando una famiglia composta da tre persone, 870 appartamenti.
    Diciamo mille appartamenti, per comodità .

    Ma come ci si può riuscire a costruire mille appartamenti in 5/6/7 mesi?
    Perché fare sempre delle promesse così assurde?.

    I tempi tecnici per costruire delle case in muratura, dallo scavo delle fondamenta alle rifiniture elettriche e termosanitarie interne, sono sempre stati superiori ai 200 giorni.

    A meno che si costruiscano case di cartongesso: solo in questo caso in 200 giorni ci si può riuscire.
    Case, che poi, a una scossa di un grado e mezzo della scala Richter, ti si squaglieranno come burro al sole.
    In 200 giorni si possono costruire casette di legno, dei prefabbricati anche di una certa eleganza e comodità, ma non vere e proprie case in muratura.

    Perché promettere di più sapendo che non ci si può riuscire?
    E’ chiaro, tra un mese e mezzo , ci saranno le elezioni.
    E in tempo di elezioni vengono fatte le promesse più eclatanti.

    La paura degli abruzzesi di essere stati presi per il naso è motivata.
    A quanto pare i soldi per la ricostruzione ancora non ci sono, ma verranno raccolti attraverso lotterie e gratta e vinci, e forse con la lotta all’evasione fiscale.
    Gli 8,5 miliardi di euro promessi per i bisogni immediati provengono da risorse già stanziate per la realizzazione di alcune opere e progetti nel Mezzogiorno, che verranno pertanto rimandate a data da destinarsi.
    Gli aiuti dell’Europa sono stati promessi ma arriveranno quando arriveranno, e per il resto, si spera nel G8.
    A luglio si terrà a L’Aquila il convegno del G8: interverranno dal presidente Usa Barack Obama agli altri grandi della terra, e tutti costoro potranno rendersi conto di persona dei danni del sisma, e si spera che magari allarghino i cordoni della borsa con dei sostanziali aiuti economici.

    Bertolaso dice che si faranno dei miracoli.
    No, caro, tu e la tua creatura, la Protezione Civile, siete stati bravi e tempestivi, ma i miracoli lasciamoli fare a Dio e alla Madonna.
    Noi ai nostri governanti chiediamo che si diano da fare, per ricostruire in tempi ragionevoli, e non miracolistici quanto il terremoto ha distrutto.
    Chiediamo che mettano a disposizione le risorse finanziarie necessarie, che chiamino alla realizzazione della ricostruzione in tempi brevissimi le mille o le diecimila aziende edili europee con le loro ruspe, le loro maestranze, e tutta la loro tecnologia.
    Chiediamo che queste imprese vengano incentivate e celermente pagate in base allo stato di avanzamento dei lavori di ricostruzione, in modo che non avvengano defezioni o rinunce.

    E non dimentichiamoci poi, che alla fin fine stiamo parlando di costruire entro dicembre case per 13 mila persone.
    E le case per le restanti 47 mila persone sfollate?
    Che tempi di ricostruzione diamo loro?
    ==
    Noi del bar, abbiamo tutti un atroce dubbio.
    Non vorremmo che le vicende personali e private attuali della famiglia Berlusconi non siano altro che una bella scusa, inventata ad arte , per potersene poi venire fuori a settembre ad un’altra trasmissione di Porta a Porta, col dire: “Ah! Se mi avessero lasciato lavorare! Ah! Se l’opposizione e i giornalisti a me contrari non mi avessero messo i bastoni tra le ruote, mettendomi contro persino mia moglie, pur di impedirmi di mantenere gli impegni assunti!
    A causa di questo non ho potuto seguire con la mia solita grinta l’andamento dei lavori, ed è per questo che le case in muratura promesse non si sono potute realizzare.

    Ma cari abruzzesi, fidatevi di me.
    Entro marzo 2010 realizzeremo questo, e questo e questo e questo……..
    E non ci sarà più nessun divorzio in vista a distogliermi dal mantenimento di queste promesse.
    A meno che l’odiata opposizione e gli odiati giornalisti a me contrari, anche quelli delle mie reti televisive, non se ne vengano fuori con un’ altra diavoleria .
    Al lavoro, forza.
    A marzo, a marzo!”

    Speriamo che questo dubbio non diventi realtà.



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