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5 dicembre 2011

189.1) Questi saranno forse tempi grigi, ma quelli di prima erano demenziali.





Avere una rappresentanza politica fatta di persone responsabili, 
oneste, 
capaci 
che non bramano solo il potere 
e non cercano soltanto lauti guadagni e privilegi,
è qualunquismo?
è utopia? 
o non è forse un diritto dei cittadini?

Con Monti quasi ci siamo arrivati, 
o perlomeno ci stiamo incamminando su questa strada.

Quella di prima, 
quella del pressapochismo, 
delle buffonate, 
dei propri interessi privati 
l'abbiamo finalmente abbandonata.

Perciò crediamoci nella nuova Italia,
anche se ci verranno chiesti dei sacrifici.

Se non altro noi italiani 
da adesso 
non saremo più indicati come  giullari e buffoni,
come negli ultimi anni ci era accaduto a causa dei nostri governanti.




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21 gennaio 2011

9.1) Le immorali avventure del biscione serpentone Berluscone.

E' ormai uno svergognamento planetario.
Egli è sempre al lavoro.





Nelle innumerevoli feste nelle ville di Arcore, Segrate, Macherio, a palazzo Grazioli, a Villa Campari, a villa Certosa etc.etc., negli appartamenti dell’Olgettina
è sempre all’opera il biscione serpentone Berluscone.

Egli si diverte un mondo con le minorenni che poi  riempie di soldi, di regali e di appartamenti.

Purtroppo per noi, governati dalla deregulation del suo sesso impazzito che lascia dietro di sè 
scie bavose di soldi sporchi, , immoralità , corruzione e concussione,
quanto tempo lo dovremo ancora sopportare?





Egli è ricco, noi non sappiamo nè come nè perchè, 
si goda dunque  le sue ricchezze dedicandosi nella vita privata alle nefandezze più schifose, 
e lasci in pace noi 
che dobbiamo combattere aspramente ogni giorno con la realtà della vita
e con le nostre piccole miserie morali, che sono capitali immensi se confrontate con l'abisso della sua indegnità a rappresentarci.





Viva di sesso, di viagra, di sperma 
e distribuisca alle sue consezienti prostitutelle tutti i favori del letto.








Lasci però in pace noi tutti 
che di biscioni e serpentoni e Berlusconi ne abbiamo piena l'anima.



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25 marzo 2010

53.0) Calderon dei Calderoli mette al rogo 375 mila leggi inutili e "ridicole".


 Calderon dei Calderoli mette al rogo 375 mila leggi inutili e "ridicole". 



Probabilmente non ha fatto neanche in tempo a leggerle 375 mila leggi in due anni di tempo che è al governo.
Altro che abolirle.
Dunque il nostro buon Calderon dei Calderoli in questo lasso di tempo dovrebbe aver letto, valutato e finalmente giudicato "ridicole" e abrogato, con la stesura di un atto amministrativo, le seguenti leggi:
1) legge nr.... del .... riguardante........
2) legge nr.... del .... riguardante........
3) legge nr.... del .... riguardante........
4) legge nr.... del .... riguardante........
374.999) legge nr.... del .... riguardante........
375.000) legge nr.... del .... riguardante........

Ma a chi vuole darla a bere?
Ma neanche se domani piovono cammelli , che ci credo!
E neppure se avesse sottoposto a orari da stakanovista tutto il personale del suo (questo si) " ridicolo" Ministero, avrebbe potuto farcela!
Al massimo sono disposto a dargli credito di aver abolito 375 leggi perchè so per certo che ha abrogato i canoni enfiteutici, i livelli, i censi , le decime ed altre  cose simili,oltre ad alcuni decreti sul prosciutto cotto conservato in scatola, sulla lotta alle cavallette, sulla lotta alle coccinelle negli agrumi e infine una normativa sull’indennità di bagaglio per le bardature dei cavalli.

Pensate c he nella sua foga eliminatoria, il buon Calderon dei Calderoli aveva tempo fa persino abrogato anche la normativa sulla Corte dei conti, ritenendo che questa non fosse altro che un retaggio del superato istituto della monarchia sabauda.
Poi qualcuno gli ha fatto fare marcia indietro.

E' proprio vero che nei giorni precedenti una tornata elettorale ne succedono di tutti i colori, perchè pur di vincere le elezioni si danno in pasto ai cittadini delle notizie fasulle e strampalate, nonchè tutta una serie di inaugurazioni di grandi opere a tutto spiano, salvo poi rimangiarsi il tutto qualche giorno dopo.

E tuttavia sarebbe bene che ci fosse un limite all' indecenza e e alle panzanate, perchè il popolo non è sempre proprio così stupido e credulone come si vuole che sia, e nella cabina elettorale magari poi lo dimostrerà.

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  • 1 marzo 2010

    36.0) Tempo e soldi buttati via.

    Tempo e soldi buttati via.






    Gli abitanti  delle città italiane  trascorrono ogni giorno nella propria auto o sui mezzi pubblici  una parte consistente  del loro tempo:
    i Milanesi       105 minuti ( che moltiplicati per 74 anni di speranza di vita media dà 5, 3 anni)
    i bolognesi     115 minuti      (pari a 5,9 anni)
    i romani         135 minuti      (pari a 6,9 anni)
    i napoletani    140 minuti     (pari a 7,2 anni).





    Il Ponte sullo stretto della mafia  avrà un costo finale di  circa 8 miliardi di euro.
    A parità di costo, per combattere l’inquinamento,  si potrebbero realizzare:
    90 Km. di metropolitane
    621 km. di rete tranviaria
    oppure acquistare
    3273 tram o 23.000 autobus ecologici.






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    21 gennaio 2010

    17.0) Più che il processo breve, qui si sta introducendo la prescrizione breve.

    Più che processo breve, qui si sta introducendo la prescrizione breve.


    Diciamocelo francamente, la legge che è in discussione in questi giorni in Parlamento, denominata ” Processo Breve”, in realtà non ha lo scopo di ridurre i tempi biblici dei processi, ma semplicemente quello di fare in modo che, se un processo non venga svolto entro un determinato periodo di tempo, non lo si possa più fare, e quindi si debba lasciare andare libero l’imputato, con tanto di scuse.
    Dice questa legge che d’ora in avanti in Italia, un delinquente o viene processato entro un certo numero di anni, oppure lo si deve rimandare a casa libero e immacolato, magari rimborsandogli con tante scuse e profumatamente l’eventuale carcerazione preventiva subita.

    Alzi la mano chi non vorrebbe che i processi in Italia fossero meno lunghi, che durassero meno anni.
    Tutti noi certamente vorremmo che in un paio d’anni, giusto il tempo necessario alle forze dell’ordine, ai pm, agli avvocati, ai giudici per fare indagini, istruire, studiare e giudicare una causa, un processo venga avviato e portato a conclusione, con l’emissione di una sentenza definitiva e inappellabile
    .

    Sette anni e mezzo la durata media

    Ma così non è, e non può essere perchè attualmente la legge italiana pone, a garanzia degli imputati, addirittura tre gradi di giudizio ( Primo grado, Appello e Cassazione) con tutta una serie di norme, di paletti, di cavilli burocratici per cui i tempi del processo vengono immancabilmente dilatati fino ad assumere, talvolta, tra ricorsi, tempi tecnici e quant’altro, una durata abnorme tanto che il ministro Alfano, nella sua relazione al Parlamento sullo stato della giustizia, ha potuto affermare con cognizione di causa che in Italia la durata media del processo penale è di sette anni e mezzo.
    E’ convinzione di molti che in Italia i processi durino così a lungo perché ad un certo punto vanno in prescrizione. Se non ci fosse la prescrizione durerebbero di meno.
    I processi, dicono costoro, durano a lungo perché gli avvocati difensori hanno tutto l’interesse di farli durare a lungo per arrivare così a mandare tutto in prescrizione e risparmiare la condanna al loro cliente
    .
    In Francia non è prevista la prescrizione dei reati, e per questo motivo i processi durano assai poco, pochi sono quelli per i quali si va in appello e pochissimi quelli che giungono in Cassazione.

    Vediamo di analizzare il perchè delle lungaggini dei processi italiani.
    Oltre all’interesse economico dell’avvocato difensore, perché più dura il processo e più alto è il suo compenso, un espediente consentito dalla legge per allungare i tempi del processo è quello che, in caso di cambiamento del giudice del dibattimento (oppure di uno dei membri del Collegio giudicante se il processo si svolge davanti a un giudice collegiale) , gli atti compiuti fino a quel momento conservano efficacia solo se vi è consenso di entrambe “le parti” (Difesa e P.M.) altrimenti bisogna ricominciare il processo daccapo.
    Quindi quasi sempre, se ha interesse, la Difesa non consente perché vuole “allungare “ i tempi del processo per arrivare alla prescrizione.

    E perché mai, durante lo svolgimento di un processo viene cambiato il giudice o un componente del collegio?
    Purtroppo per come è impostata oggi la procedura giudiziaria, la persona del giudice può, durante un processo,  cambiare (per malattia, per trasferimento etc.) in quanto il dibattimento, invece di svolgersi in poche udienze che si susseguano l’una sull’altra, è “spezzettato” in un gran numero di udienze (molte delle quali “a vuoto”) a distanza di mesi l’una dall’altra.
    Ora, che un imputato “pretenda” di essere giudicato dalle stesse persone che hanno condotto il dibattimento, assunto le prove, risolto le questioni preliminari e non da altri, è un diritto di garanzia elementare; .e tuttavia avviene, accade, succede, che i giudici si debbano cambiare o avvicendare perché il processo è indecentemente lungo e non viceversa.
    Un seconda causa dei tempi lunghi del processo è perchè una serie di norme, tra cui quelle della famigerata legge “ex Cirelli”, stabiliscono che tutti i rinvii richiesti dagli avvocati comportino la sospensione del processo e dei tempi di prescrizione.
    Per quanto giusta e necessaria sia la richiesta dell’avvocato difensore, tuttavia a causa di essa si ferma il processo, si ferma l’orologio, si ferma il calendario e si ferma il tempo. Si fermano persino i tempi della prescrizione ed anzi, si dovrebbe dire che neppure il processo “si allunga”, appunto perché “è sospeso”, il tempo non corre.Quindi molti processi, per così dire, congelati,  arriveranno a sntenza definitiva dopo  decine di anni. E' capitato, è capitato!

    In Francia, dove i processi vengono esauriti in tempi decisamente brevi, c’è il solo obbligo per il Pubblico Ministero di iniziare il processo entro tre anni dal fatto e di fare in modo che il processo si concluda, in media, entro otto mesi. Stando così le cose c’è poco bisogno di termini di prescrizione che tuttavia esistono per alcuni limitati casi di conclamata necessità.
    Da noi, invece, se non fosse per la prescrizione, che quindi è giusto che ci sia, avremmo i vecchietti in tribunale sotto processo per reati che avrebbero commesso quando andavano ancora a scuola. La prescrizione è necessaria perché i processi, altrimenti, potrebbero non finire mai, tenendo un poveraccio per tutta la vita sotto la spada di Damocle di una giustizia dormigliona ma di lunghissima memoria.

    Quindi ridurre i tempi dei processi, si può,
    a patto che vengano eliminate tante norme e cavilli che nella legislazione delle altre nazioni europee non esistono, e a patto che, come in questi Paesi,  vengano ridotti i gradi di giudizio a uno solo ed anch’esso inappellabile.
    Ed anche a patto che venga riformata la preparazione giuridica e la testa dei magistrati, perchè alcuni di loro sono convinti di essere dei grandi i personaggi agli occhi dell’opinione pubblica solo se perseguono tutti i reati di cui vengono a conoscenza, solo se  incriminano, arrestano, fanno condannare, e impugnano tutte le assoluzioni.
    Così facendo le carceri scoppiano, i tribunali sono intasati, i processi vanno in prescrizione, perché tutti i reati anche quelli stupidi e insignificanti vengono obbligatoriamente perseguiti.

    I nostri cari politici devono capire una volta per tutte che se i processi sono lenti e durano troppo a lungo bisogna tagliare i tempi dei processi, non i tempi della prescrizione!

    E come si fa a tagliare i tempi del processo?
    -Evidentemente facendo concorsi per aumentare il numero dei magistrati,
    -facendo assunzioni di personale affinché nei tribunali si lavori tutto il giorno e non solo la mattina,
    -depenalizzando certi reati,
    -eliminando certe norme eccessivamente garantiste nei confronti degli imputati, quali quelle che riguardano i vizi di forma,
    -organizzando meglio i tribunali,
    -razionalizzando le energie, le forze, i mezzi
    -dando più soldi ai lavoratori della magistratura, per incentivarli alla produttività,
    -e poi soprattutto riducendo i gradi di giudizio

    Invece che cosa vogliono fari nostri cari politici?
    Vogliono accorciare i termini di prescrizione, sapendo che già oggi, ogni anno,vanno  in fumo, causa prescrizione, 200mila processi, il che vuole dire che ci sono  ogni anno  200mila imputati che la fanno franca senza che si possa stabilire se erano colpevoli o, peggio, dopo che si era stabilito, magari attraverso due gradi di giudizio che erano colpevoli, ma ora lo Stato per il troppo tempo trascorso si deve arrendere e non li può più punire.

    E questi 200 mila imputati , se ne vanno a casa facendosi beffe delle vittime dei reati, che quindi diventano vittime due volte, una volta  per i torti subiti dal delinquente, e una seconda per  l'incapacità dello stato di rendere loro giustizia.

    La decorrenza dei termini della nuova legge.
    Di solito le nuove leggi esercitano il loro compito dal giorno della promulgazione in avanti, invece questa legge esplica i suoi nefasti effetti retroattivamente dal 2 maggio 2006, e sapete perché? Perché bisogna far rientrare nei termini di prescrizione brevi il processo a Berlusconi,  il processo Mills e i processi per i diritti Mediaset, che sono tutti relativi a reati che, almeno a quanto si sa o a quanto hanno scoperto i magistrati, sono stati commessi prima del 2 maggio del 2006.
    Chi dice che trarranno beneficio da questi nuovi termini di prescrizione solo i reati di lieve entità,   punibili con pene inferiori a dieci anni, è bene che sappia quali sono i reati puniti con pena inferiore ai dieci anni:
    -associazione mafiosa,
    -peculato,
    -corruzione,
    -falsa testimonianza,
    -tutte le associazioni a delinquere mafiose e non,
    -omicidio colposo,
    -furto,
    -rapina,
    -estorsione,
    -le truffe,
    -le molestie sessuali,
    -le violenze sessuali.

    Questa nuova norma che si sta introducendo in Italia andrà a salvare soprattutto, oltre a Berlusconi, anche gli imputati dei maxiprocessi. Infatti dove ci saranno molti delinquenti o presunti tali da processare, come si farà a farlo in tre anni in primo grado, in due anni in appello e in un anno in Cassazione?
    Il ministro Alfano, che  sa che in Italia la durata media del processo penale è sette anni e mezzo,  se  poi fa approvare una legge che stabilisce che i processi devono durare sei anni, otterrà come conseguenza che  tutti i processi,  si prescriveranno  o in primo grado, o in appello, o in Cassazione.

    Volete davvero il processo breve? accorciate i processi allora, non la prescrizione.
    La prescrizione accorciata significa  che i processi continueranno  a durare a lungo ma, a un certo punto, dovranno estinguersi, dovranno morire.  Non è quindi una norma che abbrevia i processi, ma è una norma che, per salvare Berlusconi, uccide i processi e basterebbe chiamarla con il suo nome di  legge ammazza processi, di salva delinquenti, di salva ladri, di salva mafiosi, di salva camorristi,di salva corrotti, di salva estorsori, sequestratori, violentatori, pedofili etc. etc.
    Per salvarne uno si lasceranno in libertà centinaia di migliaia di fior di mascalzoni.
    E' giustizia, questa?

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    14 dicembre 2009

    448) E’ sempre un gesto vile picchiare un vecchio di 75 anni.


    E’ sempre un gesto vile picchiare un vecchio di 75 anni.








    Anche se quest’uomo è uno che se le va a cercare, le antipatie, col suo comportamento da Padre Eterno e con la sua convinzione di essere al di sopra della legge, non esiste nessun motivo valido per giustificare l’aggressione a un uomo di 75 anni.
    Anche se lui è il Presidente del Consiglio in carica ed è osannato e vituperato da un italiano su due ed anche se è accusato delle nefandezze politiche più aberranti, nessuna giustificazione può esserci per un atto vigliacco di aggressione fisica.
    Perché ho paura che questa aggressione ci ricacci indietro ai tempi del fascismo, quando chi non la pensava come noi era automaticamente un nemico degno di essere bastonato o picchiato dalle squadracce di energumeni che passavano di porta in porta a fare prepotenze vigliacche.
    Ed ho anche paura che un clima di odio politico verso chi la pensa in modo diverso da noi , possa portare in breve tempo la democratica Italia a trasformarsi in una nuova ex Jugoslavia, dove la democrazia , le leggi e e la tolleranza verso il prossimo vennero distrutte e sostituite da una caccia all’uomo fino a sconfinare nella guerra civile che portò poi alla rovina e al disfacimento quella Nazione.

    Dicono si sia trattato del gesto di un folle.





    Speriamolo con tutto il cuore e speriamo pure che non nascano da adesso in avanti dei fenomeni di imitazione, perché a questo punto la vita e l’incolumità fisica di ogni uomo politico sarebbe a rischio.
    Bisogna che in Italia si torni a ragionare e a far politica con animo pacato e sereno, senza che nessuno inciti all’odio verso chi non la pensa come noi.
    Dobbiamo tornare ad essere una nazione civile, nella quale sia bello vivere.

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  • 11 dicembre 2009

    446) Beatus es tu arcoreus Silvius

    Beatus es tu arcoreus Silvius

    Berlusconi si inventa sempre mille scuse e mille impegni per non partecipare ai processi a suo carico.

    Eppure c’è un processo al quale non si opporrebbe e al quale si sottometterebbe più che volentieri: quello della sua beatificazione.

    Il suo sogno è di assistere un giorno alla seduta plenaria trasmessa in mondovisione da Roma nella quale venga dichiarata in uno spettacolare processo la sua canonizzazione tra gli eletti di ogni tempo.

    Ad honorem Sanctae Matrix Italiae, 
    intercedentes Senatus ac Populusque Romanus 
    ac nostra auctoritate muniti,
    arcoreanum Silvium Berlusconem 
    Beatum et Sanctum esse decernimus ac definimus,
    statuentes eum pia devotione debet habere,
    ac Sanctorum Catalogum adscribimus inter Sanctos, 
    et eum protectorem merdaceorum politicorum ac mafiosorum fecimus.





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    4 dicembre 2009

    438) Nuovo partito di centro Fini-Casini. FI-CA;al quale aderiscono anche Rutelli e altri 486 sbandati come lui.


    Si farà in tempi brevi il nuovo partito di centro Fini-Casini:il FI-CA al quale aderiranno anche Rutelli e altri 486 sbandati come lui.

    Fi-Ca e Ru486.

    Eppure a me queste parole mi sembra di averle già sentite da qualche altra parte.

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    21 agosto 2009

    342) Ci sono tanti tempi, ma il più importante è il futuro.



    Ci sono tanti tempi, ma il più importante è il futuro.

    C’è stato un tempo che studiavo.
    C’è stato un tempo che mi drogavo.
    C’è stato un tempo che me la sono spassata con le ragazze
    e con il mio giovane corpo.
    Questi tempi mi sono serviti per arrivare fin qui.
    A loro modo mi sono stati utili, non li rinnego.
    Adesso però bisogna guardare avanti.

    Ora è tempo che mi cerchi un lavoro.
    E’ tempo che metta su una famiglia mia.
    Ci sono stati tanti tempi nella mia vita.
    Non li rimpiango, ma sono passati.
    Il più importante, quello che davvero adesso mi stimola è il futuro.
    I tempi passati li ho vissuti e so come sono stati.
    Il futuro non lo so
    Ma se lo sapessi, che futuro è?
    L’importante sarà viverlo bene,
    e questo mi deve bastare.

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    2 giugno 2009

    258) Autobus, capolinea e attesa alle fermate sotto il sole e la pioggia con le borse della spesa in mano.


    Autobus, capolinea e attesa alle fermate sotto il sole e la pioggia con le borse della spesa in mano.




    Qualcuno mi sa spiegare perché ieri, lunedì 1 giugno 2009, i mezzi del servizio pubblico di trasporto nella mia città abbiano adottato l’orario del sabato?
    Ed anche perché al sabato, gli autobus devono essere a disposizione dei cittadini con corse meno frequenti rispetto agli altri giorni feriali?
    Forse che al sabato le persone hanno più tempo libero a disposizione e quindi possono sprecarlo alle fermate dei bus?
    E vorrei anche sapere il perché ai capolinea, in genere dopo una corsa durata al massimo mezz’ora, i bus si devono fermare per dieci minuti, con gli autisti lì a far niente?
    E per fortuna che adesso hanno l'obbligo di spegnere il motore del bus, perchè fino a poco tempo fa dovevano tenerlo acceso, con gli abitanti delle case vicine al capolinea che facevano salti di gioia per la qualità dell'aria che erano costretti a respirare.
    Non sarebbe meglio, invece di star lì fermi al capolinea, intensificare il numero delle corse?
    Alla fin fine gli autisti, anche se guidano per tre ore di fila, sai che stress!
    Ho fatto un conteggio:

    Corsa di andata

    tempo impiegato minuti 30

    totale minuti 30

    Attesa al capolinea

    tempo impiegato minuti 10

    totale minuti 40

    Corsa di ritorno

    tempo impiegato minuti 30

    totale minuti 70

    Attesa al capolinea

    tempo impiegato minuti 10

    totale minuti 80

    Corsa di andata

    tempo impiegato minuti 30

    totale minuti 110

    Attesa al capolinea

    tempo impiegato minuti 10

    totale minuti 120

    Corsa di ritorno

    tempo impiegato minuti 30

    totale minuti 150

    Attesa al capolinea

    tempo impiegato minuti 10

    totale minuti 160

    Corsa di andata.

    tempo impiegato minuti 30

    totale minuti 190

    Attesa al capolinea

    tempo impiegato minuti 10

    totale minuti 200

    Corsa di ritorno

    tempo impiegato minuti 30

    totale minuti 230

    Attesa al capolinea

    tempo impiegato minuti 10

    totale minuti 240




    In 4 ore gli autisti hanno fatto 6 corse ( 3 in andata e 3 al ritorno) per un totale di 3 ore di guida effettiva.(180 minuti)
    Hanno riposato al capolinea per 6 volte per un totale di 1 ora (60 minuti)
    Tutto questo spiega come mai nella mia città il traffico automobilistico sia del tutto impazzito, sino a rendere in certi orari le strade impraticabili per le code.
    Infatti ormai più nessuno vuole utilizzare il servizio di trasporto pubblico, perché oltre ad avere dei prezzi alti, è del tutto carente in fatto di frequenza delle corse, e ti obbliga ad attese lunghissime sotto il sole o la pioggia, al caldo o al freddo,magari con le borse della spesa in mano, alle fermate quasi tutte senza pensilina o panchine per l’attesa, mentre sai che dall’altra parte della città in quel momento l’autista è fermo al capolinea e sta fumando l’ennesima sigaretta o bevendo l’ennesimo caffè per far passare il tempo dell’attesa per la ripartenza del bus.

    Lo ripeto: non sarebbe meglio intensificare il numero delle corse?

    Mi sorge un dubbio: i Responsabili dell’Azienda, i mega Direttori strapagati e pieni di lauree ed onorificenze appese alle pareti dei loro uffici, hanno mai preso oppure atteso una volta in vita loro il bus , magari al sabato o in un giorno nel quale sia adottato chissà perchè l’orario del sabato, ad una fermata senza pensilina, sotto l’acqua o il sole, magari con le borse della spesa in mano?
    E’ una domanda retorica, lo so, e la risposta però è pratica e breve: No, mai.
    E allora,cari mega Direttori strapagati, invece di dirigere un'azienda pubblica di cui non sapete nulla, se non avessi paura di offendere i cavalli, vi direi: datevi all'ippica, che è meglio!
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    8 maggio 2009

    241) E’ caduto sulle scale? Che s’arrangi. Stia più attento un’altra volta!



    E’ caduto sulle scale? Che s’arrangi. Stia più attento un’altra volta!

    is he' fallen on the steps? don't interest me. Be more careful another time!




    Forse era un tipo antipatico.
    Forse era un attaccabrighe.
    Nel condominio era quello che aveva sempre da lamentarsi per qualcosa.
    Non gli andava mai bene niente.
    Gli davano fastidio i giochi dei bambini in cortile.
    Aveva sempre da dire contro chi parcheggiava male le auto.
    Non sopportava l’abbaiare del cane dei vicini.
    Si lamentava per le spese condominiali.
    Un brutto caratteraccio.


    Adesso è qui in fondo alle scale.
    E’ scivolato.
    Ha sbattuto la testa.
    Sanguina da più parti.
    E’ svenuto.
    Ben gli sta.
    Che s’arrangi.
    Che chiami lui l’ambulanza per farsi portare in ospedale.


    Non ho tempo da perdere, io.
    Lo scavalco, lo scanso. Vado oltre.

    E sto solo attento a non sporcarmi le scarpe col suo sangue,
    Che poi magari non si riesce più a togliere.



    Un’altra volta impari a essere meno antipatico.


    Il sig. Tal dei tali, abitante in un condominio della città
    È stato trovato agonizzante e in fin di vita
    Su un pianerottolo delle scale
    Da sua moglie che rientrava dalla spesa al supermercato.
    Era lì da qualche ora,
    Nessuno lo aveva soccorso,
    Sulle scale l’andirivieni delle persone era continuato
    Come dimostrano le tracce di sangue calpestato.
    Molte persone lo hanno visto in quello stato
    E nessuno che avesse chiamato l’ambulanza,
    Nessuno che lo avesse soccorso.

    Ma dove siamo?
    Nel Paese più barbaro e incivile del mondo?
    Forse si, in Italia.
    In un paese del Nord. Il tanto decantato Nord,
    Dove gireranno forse ancora tanti soldi,
    Ma di certo non gira più l'amore per il prossimo.
    Nel maggio 2009.










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