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21 luglio 2011

128.1) oh,salubrità dell'aria di casa mia!


Che bello tornare a casa dal mare dove abbiamo tarscorso le ferie , e ricominciare a respirare l'insalubre aria di casa nostra.
Tornare alle nostre abitudini, agli amici, al lavoro pregustando già l'attesa per le ferie dell'anno prossimo,  al mare.
Che bello soprattutto tornare a respirare l'aria inquinata e sporca dei luoghi dove si vive.
I nostri polmoni, sottoposti per quindici giorni all'aria marina e iodata della battigia, non ne potevano più ed ora si aprono con larghe boccate d'ossigeno ad aspirare con voluttà l'aria che per il resto dell'anno compete loro e  ringraziano l'autore di queste righe che, non disponendo di risparmi adeguati , non può cambiare casa e spostarsi in luoghi meno inquinati.

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15 novembre 2009

427) Non mi piaceva più andare a messa. Forse adesso che aboliscono la stretta di mano ci tornerò.


Non mi piaceva più andare a messa. Forse adesso che aboliscono la stretta di mano ci tornerò.

La messa negli ultimi anni mi era venuta a noia.
Questo celebrare in un modo così sciatto quella cosa così sublime e misteriosa che è la santa messa, mi faceva venire il latte alle ginocchia, come si suol dire, mi dava fastidio.
Preferivo non andarci più. a messa, piuttosto che vederla trasformata in una pessima recita teatrale.
Oggi poi non la chiamano nemmeno più " santa Messa"; oggi si dice "Messa comunitaria"; e già questo la fa sembrare, più che una celebrazione di un qualcosa che aiuta a sciogliere i drammi e le pulsioni individuali, , un invito per partecipare a un’ammucchiata in una mensa aziendale.
Hanno tolto il latino dalla Messa perché dicevano che la gente non capiva quello che stava dicendo,(perché oggi invece si capisce!), sostituendolo con delle traduzioni in lingua parlata che fanno star male solo a sentirle.
Prendete, ad esempio, l’ “Agnus Dei qui tollis peccata mundi “ (Agnello di Dio che porti su di te il peso dei peccati del mondo, Che ti sei gravato del peso dei peccati del mondo) tradotto con “ Agnello di Dio che togli i peccati del mondo" (avessero almeno detto “dal” mondo)!

Come a dire che la gente per molti secoli, usando il latino, ha pregato Dio senza sapere quello che diceva, e quindi tutte queste preghiere sicuramente se ne erano andate bellamente in fumo.Ma grazie a Dio il nostro Creatore è molto più intelligente di tanti teologi moderni, e a Lui basta che uno gli si rivolga in preghiera con animo schietto e fiducioso per esaudirlo, anche se quello sta sbagliando il significato delle parole.


Hanno sfrattato il canto gregoriano dalla Messa, e non c'era canto più religioso, religiosamente più puro di quello.
Hanno sfrattato la grande musica. La grande musica ha portato a Dio più gente, che non tanti secoli di teologia.


“La grande musica è quel vento misterioso che entra nell'uomo, 
e lo invade, e lo muove come il vento muove il mare;
e l'uomo piange o ride beato, si sente felice o triste, e non sa perché;
e quella è la musica, la grande musica;
e l'uomo poteva vedere la faccia di Dio,
che nessuna descrizione della faccia di Dio è mai riuscita a fargli vedere.
E la Chiesa cattolica,
una volta considerata intelligente, anche troppo,
ha buttato la sua grande musica fuori bordo; ai pesci. 
Leonardo diceva che quando suonano le campane,
nel suono delle campane l'uomo può mettere tutto quello che vuole; 
le sue gioie, i suoi dolori, le sue speranze”
(Vittorio G. Rossi)

Adesso nella nuova Messa, la musica, la musica nuova e i canti che ne accompagnano la celebrazione sono di una sciatteria talmente evidente che quasi la gente si rifiuta di cantare, delegandone il compito a improvvisati gruppi di adolescenti cantori e suonatori dell’oratorio parrocchiale.

Il colmo della sciatteria nella recita teatrale che si svolge oggi sull’altare , lo si raggiunge nella preghiera comunitaria , dove stuoli di bambini e bambine si passano di mano in mano un microfono per recitare ognuno di essi delle piccole invocazioni che il più delle volte, per il cattivo uso del microfono o per l’impreparazione del recitante, non vengono capite dai fedeli che partecipano alla messa ( e poi dicono che col latino non si capiva niente!)

Quelli che hanno fatto la Messa nuova, hanno intuito che non bastava sfrattare il latino e secoli di musica sacra per dare più spiritualità alla Messa; ma bisognava inventarsi qualcosa di teatrale.
Allora hanno inventato le strette di mano. E questa è la cosa più stupida che sia mai stata fatta in una chiesa cattolica. Ci sono persone pettegole che si voltano avanti e indietro per alcuni minuti alla ricerca di altre mani da stringere: non gli bastano quelle laterali.
E che dire dell’intensità della stretta di mano? Sembra che alcuni siano convinti che più forte si stringe la mano al prossimo, più forte sia l’augurio di pace che costui riceve. Alcune persone per farti capire che vogliono davvero augurarti la pace, ti stritolano la mano. Altre, invece, a cui non gliene frega niente della tua pace, ti rifilano una mano talmente moscia e sudaticcia che ti fa schifo solo il venirne a contatto.
Ultimamente poi, per aumentare la teatralità della celebrazione eucaristica, durante la recita del Padre Nostro, tutti si dovevano prendere per mano, formando così delle catene umane fino al termine della recita della preghiera, come i bambini che giocano a girotondo o un pò come si faceva ai miei tempi nelle balere di gioventù formando delle specie di trenini musicali.
Per non essere coinvolto in queste gestualità teatrali io facevo in modo di arrivare sempre in ritardo e mi addossavo con la schiena al muro in fondo alla chiesa, rimanendo in piedi per tutta la messa, incurante dei posti vuoti nei banchi e rifiutando ostinatamente la sedia che qualche anima pia si dava da fare per offrirmi.
Devo proprio dirlo: a me piace il teatro, ma il teatro in chiesa non mi è mai piaciuto.
A dimostrazione del mio scarso senso religioso, ultimamente preferivo non andarci più a messa, piuttosto che vederla trasformata in una pessima recita teatrale.

Ma il buon Dio vede e provvede! Le pecorelle smarrite se le va a riprendere!
La diffusione dell’influenza A cambia le abitudini anche a messa e la Chiesa si dà nuove regole per cercare di evitare, o comunque limitare il più possibile le occasioni di contagio influenzale.



Stringersi la mano è la principale forma di contatto che può esistere tra due persone, lo stringersi la mano aumenta il passaggio di germi da un individuo all’altro, così come oggi sono da evitare le effusioni di amicizia con il finto triplice bacio sulle guance.


Ci si può dare dimostrazione di amicizia anche senza scambiarci questi gesti diventati ormai pericolosi per la diffusione della malattia.



Oggi alcuni sacerdoti invitano a sostituire il tradizionale segno della stretta di mano di pace con un sorriso di pace tra i fedeli, altri con un inchino, ed altri ancora con un minuto di silenzio .
Non mi piaceva più andare a messa. Forse adesso che aboliscono la stretta di mano ci tornerò.
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25 agosto 2009

346) Che fastidio la spocchiosa superbia dei partecipanti al meeting di Rimini.




Che fastidio la spocchiosa superbia dei partecipanti al meeting di Rimini.

La terra di Romagna, con le sue spiagge infinite, con il mare che degrada lentamente e permette la balneazione di grandi e piccini, degli amanti del nuoto e dei principianti, e soprattutto con le migliaia di alberghi e pensioni di ogni tipologia e prezzo, è ormai da sempre presa d’assalto dai turisti in estate.

Specialmente nel mese di agosto quando le aziende e le fabbriche sono chiuse, si riversano in particolar modo nella città di Rimini centinaia di migliaia di persone e di villeggianti.
Il turismo è diventato vocazione per Rimini, tanto da essere ormai denominata la "città divertimentificio".
Infatti, oltre alle bellezze della città ,del mare e delle spiagge, i villeggianti possono usufruire di diverse discoteche e di luoghi di passeggio che richiamano le persone per lo shopping e il divertimento serale e notturno.
A Rimini proprio non ci si annoia, semmai è la mancanza di quel sano relax silenzioso e tranquillo che può dare fastidio.
E d’altronde la gente arriva qui dopo un anno di lavoro o di studio per ritemprarsi e divertirsi , rifuggendo dai soliti pensieri e dalle preoccupazioni del bilancio familiare e delle ristrettezze economiche, che vengono archiviate e rimandate a dopo le vacanze.
A Rimini si viene d’estate per divertirsi, per socializzare e per stare insieme in un mix di sana allegria, fatta anche di rumorosità pacchiana e plebea.

Nella stessa zona e nel mese più rumoroso e caldo nel quale centinaia di migliaia di persone si accalcano negli alberghi e sulle spiagge per celebrare il rito festaiolo delle vacanze, per ritemprare il proprio fisico e dare un calcio per qualche giorno ai pensieri e alle preoccupazioni economiche, è da ormai 30 anni che si svolge a Rimini anche il Meeting dell'amicizia tra i popoli.

E’ certamente un’iniziativa encomiabile, voluta direttamente dal fondatore del Movimento di Comunione e Liberazione don Giussani, quella di riunirsi in migliaia di persone provenienti da tutte le parti del mondo per discutere di problemi specifici e cercare e proporre delle soluzioni.

L’autorevolezza dei temi trattati e la partecipazione di personaggi famosi, di scienziati, scrittori, filosofi, di politici e di alte autorità religiose, fanno del Meeting di Rimini un’occasione intellettuale cui è doveroso partecipare per uno che ci tenga ad apparire e a far parlare di sé.
Sono discussioni e riunioni a livello di elite universitaria ed intellettualoide, anche un poco spocchiosa.
Ad esempio, oggi 25 agosto 2009,martedì, è intervenuto al meeting il successore di Don Giussani alla guida di Comunione e Liberazione , don Julián Carrón ed ha trattato un argomento in tema con lo slogan di quest’anno , che è "La conoscenza è sempre un avvenimento".
Don Carron ha illustrato con la consueta bravura e competenza le lettere di san Paolo, intrattenendo le migliaia di partecipanti sui principi e i rischi di un’errata lettura ed interpretazione di tali lettere paoline.
Solo conoscendole e studiandole alla perfezione in ogni loro recondito significato, si potranno poi portare gli insegnamenti in esse contenuti al popolo cristiano assetato di sapere.

L’alto livello intellettuale degli interventi del Meeting, ha richiamato anche la presenza di giornalisti che hanno presentato i loro servizi intervistando alcune delle persone convenute alla manifestazione.
Ebbene, la risposta di un personaggio anche televisivamente noto, è stata quella di far rimarcare come a Rimini, in agosto, non si debba solo parlare di vacanze , di mare e di divertimenti, ma si possano pure affrontare discussioni su San Paolo e sulle implicazioni sociali e culturali delle sue lettere e del suo insegnamento.
E’ un modo come un altro per dire, meno brutalmente di quanto sto facendo, che grazie a Dio, in agosto, a Rimini, col caldo, non c’è solo il popolino che fa festa e rumore sulle spiagge e nelle discoteche, ma esiste anche una elite di persone, di cui lui , l’intervistato fa parte, che sa ancora dedicare un pò del proprio tempo e delle proprie energie per discettare su San Paolo e sui sommi problemi metafisici.
Il popolino se ne ricordi,se vuole veramente essere governato da persone serie, quando sarà il momento del voto, che lui nell'agosto 2009, a Rimini, col caldo, invece che sulla spiafggia o in discotecase ne stava lì in un congresso a parlare di san Paolo.

Forse a quel politico davvero non interessano le spiagge o le discoteche o lo shopping serale riminense, ed era veramente attirato dalla discussione su San Paolo, ma l'averlo fatto rimarcare così platealmente in una intervista televisiva, per diversificarsi dal popolino, è stato un atto di spocchiosa e fastidiosa superbia.
E chissà quanti altri, e non lo sapremo mai perchè non sono stati intervistati, lì al Meeting di Rimini ragionano allo stesso modo.
Così la penso io e se c'è qualcosa che mi irrita è proprio la superbia intellettualoide di certe persone che ti dicono:-Guardate che io non sono come gli altri. Io...,io...-.
Come non sei come gli altri? Forse che tu non sudi, e non hai gli stessi bisogni fisiologici che abbiamo noi?
E che sei? un canguro? No, sei solo uno come noi, che però si crede un canguro.

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17 agosto 2009

340) Le parole dell’inno d’Italia? Va bene, cambiamole, comincio io.

Le parole dell’inno d’Italia? Va bene, cambiamole, comincio io.


Parapon
Parapon
Parapon zipon zipon

Fratelli d’Italia
L’Italia è una sola,
sembriamo divisi
ma un sol popolo siam.
I nostri figli
al nord sono biondi
mentre al sud
essi sono abbronzati.
Questo popolo di santi,
di navigatori e di poeti,
vive nel posto
più bello del mondo.
I monti, il sole e il mare
han forgiato il nostro carattere.
Per secoli e secoli
siamo stati dominati,
ma ora che siamo uniti
più niente e nessuno
dividerci potrà.

… Parapon
Parapon
Parapon zipon zipon
...
Il popolo d’Italia
è diviso in tante regioni.
Ha tanti dialetti,
ed anche molti e tanti difetti.
Ma uno su tutti
noi qui promettiam
solennemente di estirpare.
Non si dovrà più dire
che l’Italia è mafiosa,
perché quell’orrida cosa
qui da noi non abita più.
Ci siamo riuniti
e l’abbiam messa a morte,
l’abbiam messa a morte,
la mafia or non c’è più.


vedi anche il precedente articolo sull'inno d'Italia


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17 luglio 2009

306) Una piscina a forma di mare o, se volete, un mare a forma di piscina.



Piscina a forma di mare
o mare a forma di piscina?






A chi non piacerebbe essere, in questo caldo mese di luglio su una spiaggia così?
Ti piacerebbe trovarti sulle spiagge di Sharm el Sheik o su qualsiasi altra spiaggia polinesiana o delle isole Baleari, ma non hai le possibilità economiche per andarci?


Oppure ti piacerebbe solo abbronzarti al sole, sulle spiagge dorate di quelle località,
ma poi non ne gradisci la cucina,
non hai fiducia nella igienicità di quei luoghi, oppure hai paura delle malattie tropicali sempre in agguato?
Vorresti di giorno essere là,
ma alla sera vorresti essere a casa tua,
con le comodità della tua casa e con la vicinanza fisica dei tuoi amici?



Ebbene, oggi tutto questo si può fare.
Qualunque sia il posto dove tu abiti, puoi recarti al mare di giorno, e rientrare a casa tua alla sera.



Un architetto ha inventato , non so bene dove, nè quando nè perchè, una piscina a forma di mare o se vogliamo un mare a forma di piscina, come è rappresentato nella immagine seguente.

Tu arrivi comodamente con la tua macchina, parcheggi, paghi l'ingresso, entri e sei al mare.
Una piscina con acqua salata di mare, con la sabbia, con la battigia, con le onde del mare, con gli ombrelloni e tutto quanto simula una spiaggia di mare.
Prendi il sole, ti abbronzi, fai il bagno, ti tuffi tra le onde e alla sera te ne torni a casa tua, tra le tue cose personali e i tuoi amici, a vedere i tuoi programmi televisivi preferiti o a smanettare sul tuo computer.

Non è un sogno.
Tutto questo oggi si può fare.
Il bello è che impianti così potranno essere installati in in ogni località ,sotto ogni clima perchè hanno il tetto richiudibile, in ogni Comune o dove ci sia un gruppo di persone interessate alla loro realizzazione.

Praticamente, per recarsi al mare di Sharm el Sheik, d’ora in avanti, sarà come fare la classica gitarella fuori porta.
Si parte al mattino, e chi vuol risparmiare si porta appresso cibo e bevande, ci si diverte tutto il giorno in questa piscina a forma di mare o, se volete, in questo mare a forma di piscina,e la sera si rientra a casa propria.
Io non so perché non l' abbiano pensata prima a una cosa simile!
Ci voleva tanto?




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