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29 marzo 2011

59.1) Si spartiscono la Libia

Si spartiscono la Libia


Francia, U.s.a., Gran Bretagna e Germania oggi si riuniscono in conferenza per spartirsi la Libia.

L’Italia grazie a Dio non c’è.

Fin che c’era da prestare aiuto alle popolazioni libiche in rivolta contro le minacce di sterminio da parte di Gheddafi, è stato giusto esserci. 

Ora che si tratta invece di colonizzare e dividersi la Libia, ( un tanto a me, il petrolio a te, etc. ) è bene che l’Italia se ne stia fuori. 

E visto che non si tratta più di dare aiuto alla popolazione, ma di vera e propria colonizzazione, faremmo bene anche a ritirare subito gli aerei militari che abbiamo impiegato nell’operazione di soccorso e a togliere i permessi alle basi militari.

Che facciano tutto da soli, i nuovi colonizzatori!

Post Scriptum.
Alla conferenza partecipa pure, come osservatore interessato, il Vaticano.
Interessato a che? 
Ragazzini libici dalla carnagione olivastra, statevenne accuorti!


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13 aprile 2010

66.0) Il turismo sexual pedofilo

Il turismo sexual pedofilo.




Si parla di turismo sessuale pedofilo   quando un reato sessuale è commesso all’estero nei confronti di un minore.
Si stima che annualmente 300.000 bambini   siano  vittime di pedofili provenienti in maggioranza dall’Europa (e l'Italia vi contribuisce con 30 mila!) e dagli Stati Uniti.
Gli autori di tali reati sfruttano le differenze esistenti tra la legislazione penale della Nazione dove ci si reca e quella del proprio Paese d’origine.
Questi maledetti turisti approfittano dell’ingenuità, della povertà e della fragilità che contraddistinguono una parte della popolazione dei Paesi sottosviluppati ,nei quali  il fenomeno del turismo sexual pedofilo è particolarmente diffuso.


Ritratto del turista sexual pedofilo.





Generalmente  i turisti sessuali  sono uomini e donne che spinti da certi “impulsi” apparentemente incontrollabili accettano di trasgredire mettendo in atto comportamenti illeciti quali l’adescamento, lo sfruttamento, la violenza e la schiavitù nei confronti di individui più fragili o addirittura minori.

Sono persone con un’età compresa tra i 30 e i 45 anni,  con una certa cultura, a volte persino intellettuali, spesso professionisti e benestanti, che utilizzano gli incarichi prestigiosi ricoperti  nel loro Paese  per potersi recare frequentemente nelle Nazioni del Terzomondo   con l’intenzione di entrare in contatto con i minori per abusarne sessualmente.
Il pedofil turista  è in genere una persona debole che attraverso  la trasgressione sessuale  crede  di sentirsi apparentemente più forte , più "uomo", più "macho".
E' in libreria in questi giorni un libro nel quale un Ministro dell'attuale governo francese rivela di essere dedito al turismo pedofilo, e di averne approfittato a spese dello Stato per recarsi in Paesi dove gli era possibile praticare  giochini erotici con  una  dozzina di ragazzi maschi  adolescenti alla volta.
Pover'uomo, questo ministro: Non ha neanche il pudore morale di dimettersi!
Egli pensa forse, nella sua mente bacata , di aver vissuto  chissà quali avventure  erotiche, mentre non ha fatto altro che rovinare  dei poveri ragazzini, che probabilmente, tra  di loro, avranno riso dei suoi goffi tentativi di sesso  pedofilo.

Il pedofil turista    ritiene che col denaro tutto gli possa essere permesso  e si considera perciò  al sicuro  da eventuali denuncie penali, del resto facilmente ripianabili  con esborso di  mazzette e regalie varie ,   ed infatti  a questo proposito è  davvero troppo  esiguo il numero di coloro che sono effettivamente perseguiti dalla legge.

Il turismo sexual pedofilo  è una piaga  devastante soprattutto se associata alle forme di violenza e sfruttamento precedentemente citate, ed è praticato da persone affette da disturbi mentali che tuttavia non impediscono loro di mettere in atto pensieri, fantasie o comportamenti di tipo pedofilo senza  averne dei disagi apparenti nello svolgimento delle loro normali attività relazionali, sociali e lavorative.

Le vittime del turista sexual pedofilo.



Per quanto riguarda le vittime del turismo sexual pedofilo sia  maschile che femminile appare evidente in loro  un denominatore comune: la povertà.
Infatti, in questi Paesi le storie che possono essere raccontate da coloro che si prestano alla mercificazione dei corpi hanno tendenzialmente le stesse fondamenta. Sono ragazze adolescenti    per la maggior parte, ma anche giovani uomini che imparano a vendere il proprio corpo come unica fonte di guadagno e quindi di sopravvivenza.
La povertà e l’ignoranza distruggono la dignità di queste persone che sin dalla pubertà  si ritrovano ai margini della società costrette a svolgere un “mestiere” che non hanno scelto,  ricco solamente di frustrazioni e violenze. Spesso infatti, le giovani vittime del turismo sessuale sono abbandonate a loro stesse, essendo considerate solo dei corpi “oggetto” che, una volta  usurati, devono essere buttati via.
Ecco allora che lo sfruttamento e la schiavitù conducono non solo ad una costante povertà, ma anche a  una serie di conseguenze ed invalidità legate essenzialmente alla diffusione  di  certe malattie sessuali.

Si calcola che siano circa 2 milioni i minori sfruttati sessualmente nel mondo, per un giro d’affari di oltre 5 miliardi di dollari all’anno. Soltanto in Brasile sono  500mila  gli  adolescenti maschi e femmine  dediti alla prostituzione,mentre in  Thailandia sembra che superino  gli  800mila.
In India i bambini che lavorano nell’industria del sesso sono 400-600 mila: il 20% delle ragazze hanno meno di 12 anni e la metà di loro è sieropositiva.












Maledetti turisti sexual pedofili, vi odierò!







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25 gennaio 2010

19.0) Che pavidi e interessati gli amministratori della città di Bergamo!

Che pavidi e interessati gli amministratori della città di Bergamo!


Le autorità comunali di Bergamo ieri, domenica 24 gennaio ,hanno stabilito il divieto di circolazione delle automobili vecchie di dieci anni per le strade della città.
Per combattere l'inquinamento atmosferico, hanno detto.
Ora, posto che l’inquinamento dell’aria è la risultante di quello prodotto sia dalle auto, che dal riscaldamento delle case, che dagli scarichi degli aerei in sorvolo a bassa quota sul cielo della città, molti cittadini avrebbero voluto sapere perché il divieto abbia riguardato solamente il fermo delle automobili vecchie e non anche il fermo degli aerei dall’aeroporto cittadino.
Il Comune e la Provincia possiedono quote di minoranza del capitale della società che gestisce l’aeroporto, ed allora forse è per questo che gli aerei non inquinano e non devono essare fermati, perché questa società deve guadagnare,e molto, altrimenti Comune e Provincia non ne traggono alcun beneficio economico.

Ma è proprio così intoccabile questa società proprietaria dell’ aeroporto, che le viene concesso di inquinare a tutto spiano, sia con gli scarichi che con il rumore dei decolli, degli atterraggi e dei sorvoli a bassa quota, la vita di una città che fino a vent’anni fa era considerata tranquilla e sonnolenta periferia di Milano, e che ora è diventata una rumorosa camera a gas?

Non è che il Comnune e la Provincia, enti che per loro natura dovrebbero curare la salute e il benessere dei cittadini che amministrano, non siano forse depositari di un conflitto di interessi, nel possedere quote del capitale di una società che inquina e rovina la vita a molte persone?

A cosa sia quindi servito il parziale fermo della automobili di ieri, è un fitto mistero, ma non si è lontani dal vero nel ritenere che sia servito solo a rompere le scatole alla parte più debole della popolazione, a coloro cioè che non possono permettersi, per motivi economici,di comperarsi un’auto o un suv nuovi.
Bel modo di governare la città: autorità comunali, e provinciali, forti con i deboli e deboli con i forti.
Come tutti, come sempre. 




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18 settembre 2009

372) In politica, Settembre è per gli italiani il mese del "Tutti a casa".


Settembre per gli italiani è il mese dei rientri.

Tutti a casa, si gridò l’8 settembre 1943, allorché lo Stato maggiore della Difesa italiano decise che era ora che gli italiani smettessero di fare la guerra al mondo intero.



Tutti a casa si grida oggi 17 settembre 2009, appena saputa la notizia della morte di 6 soldati italiani a Kabul, in Afganistan. dove il contingente militare italiano si era acquartierato per difendere la popolazione di quella Nazione dal malgoverno dei Talebani.

Evidentemente a settembre, dopo il gran caldo e le ferie di agosto, noi italiani ci poniamo sempre il problema di cosa fare,da che parte e con chi stare.
I rientri a casa vengono sempre decisi nel mese di settembre.
Evidentemente è il mese della nostra debolezza mentale.


Però, però: idea.
Le prossime elezioni politiche facciamole a settembre.Chissà che non mandiamo a casa tutti gli attuali partiti.

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29 giugno 2009

287) Troppe messe fanno ubriacare anche don Bacco.



Troppe messe fanno ubriacare anche don Bacco.





Perbacco, lavorava davvero troppo
alla domenica
il nostro Don Bacco.

Nella sua vicaria diocesana
quattro chiese:
a Pieve di Sopra,
a Pieve di mezzo,
a Pieve di sotto
a Pieve in basso.

Lui, unico prete.
Oggigiorno, si sa, ci sono poche vocazioni.

Messe alle ore, 8, 9,10 e 11.
A stomaco vuoto, senza far colazione,
sennò come avrebbe potuto
fare la comunione?




Il vino della messa,si sa
è buono, è forte , è puro.
E dopo quattro messe,
se ti fermano i carabinieri
per un controllo accidentale
(non avevano capito subito che eri un prete:
oggi non portate più la veste lunga,
oggi vestite tutti col maglioncino, come Marchionne),
dopo quattro messe
il tuo tasso alcolico supera quello consentito.

Dopo quattro messe,
una dietro l’altra,
per portare i conforti religiosi alla popolazione,
l'etilometro ti dice che
ti sei ridotto da far schifo, che ti sei ridotto ad essere un ubriacone.

Povero Don Bacco, per le prossime domeniche
veda di accordarsi con i carabinieri perché non la fermino più,
oppure si faccia dare un passaggio in auto
da una Pieve all’altra
da qualche parrocchiano di buona volontà.

Perché un parroco ubriaco, non è che faccia una bella impressione.

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