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22 novembre 2011

179.1) Chi è l’anima nera dell’ Italia?

Chi è l’anima nera dell’ Italia?



Dopo la crisi del berlusconismo, 
nei sondaggi era in ascesa Casini 
col suo UDC e il Terzo Polo.

Puntuale come un orologio svizzero
è piombata su di lui
la folgore dello scandalo Enav Finmeccanica. 

Casini, l'UDC e il suo Terzo Polo
per questo scandalo
saranno ben presto ridimensionati.

C’è forse ancora qualcuno
in Italia 
che pensa che sia tutto una casualità?

Evidentemente qualche anima nera
non vuole 
che l’Italia diventi un Paese normale.

Nel nostro interesse 
dobbiamo scoprire chi è,
quest'anima nera,
per metterla fuori gioco.


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21 aprile 2011

71.1) Perché non si fa da parte, che io c’ho ormai l’insonnia?

Perché non si fa da parte, che io c’ho l’insonnia?

Perché non si fa da parte, perché non ci lascia?
Lo so che non si deve augurare del male a nessuno,
ma perché non ci lascia , col sorriso e a mai più rivederci ,
lui che ha ville dappertutto,
in Sardegna, alle isole Figi, alle Bahamas e ora anche a Lampedusa?

Di certo Lui lo sa che lo sopportano, lo leccano , lo usano, gli sono amici per convenienza,
mica lo stimano, mica lo amano.
Se ne andasse finalmente
dopo quindici anni che ci alziamo parlando di lui,
che viviamo in funzione di lui,
che dormiamo sognando di lui e dei suoi soldi.
Se li goda almeno lui, però che vada lontano da noi. 
Che gli facciano le statue in tutte le piazze,
che gli dedichino vie, viali, viadotti, ponti e discariche.
Quando sarà il momento che mummifichino quel poco di lui che rimane ancora da mummificare. 
Che lo venerino,
che facciano gadget per ricordarlo.
Lasciasse adesso la politica,
e rimarrà il ricordo, nella mente del popolo e nei libri di storia,
della sua porca miseria umana.

Se ne isse oggi via dall’Italia.
Ma anche domani.


Che lo si pianga e lo si rimpianga in Italia, in Europa e nel mondo,
ma che si faccia presto da parte ,
che io c'ho ormai l'insonnia
e temo sia per colpa sua.



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14 aprile 2010

67.0) Qual'è la pena giusta per un pedofilo?


Alcune ipotesi per la pena da dare al pedofilo

1) Castrazione chimica


Agisce sul cervello inibendo gli ormoni che stimolano i testicoli alla produzione di testosterone.
Purtroppo è fallita per i pesanti effetti collaterali dei farmaci usati che spesso hanno provocato l’arresto cardiaco o un ictus cerebrale.
Inoltre, il paziente pedofilo che abbia  retto la cura, dopo sei mesi dal termine di questa, sente di nuovo gli stimoli pedofili e torna ad agire, poiché quei farmaci non hanno più alcun effetto



2) castrazione fisica
Purtroppo, il pedofilo che ha subito questa amputazione fisica , una volta reinserito nella società è come incattivito e tende a replicare sui bambini quanto da lui subito.
Quindi da abusante sessuale dei bimbi, si trasforma in potenziale assassino di bimbi, o comunque in persona che compie del male fisico su di essi.


3) pena di morte. 


La minaccia della pena di morte per un pedofilo che venga scoperto, ne aumenta la pericolosità sociale. Infatti per non lasciare dei  testimoni  dopo aver sfogato le sue voglie, il pedofilo tende ad uccidere le sue vittime.







4) pena carceraria

Attualmente in Italia la condanna è di un anno di carcere per tentate molestie pedofile, di sei anni per violenza sessuale portata a termine e di 20 anni quando a questa si accompagni anche l' aggravantie che  la vittima sia sotto i 14 anni,  oppure abbia subito   una invalidità permanente fisica o psichica  ed infine l’ergastolo per i casi ancora più gravi di omicidio.

Per il futuro, 
inoltre bisognerebbe prevedere l’esclusione di questo tipo di reati da condoni o indulti o permessi domiciliari 
e, forse forse, lasciare per almeno un mese il pedofilo in balìa di  altri carcerati , 
per essere certi che, a pena espiata, delle antiche voglie pedofile in lui non rimarrà più traccia.

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5 gennaio 2010

4.0) Considerazioni sulla masturbazione, a cura di frate Antonio da Bergamo, uno che se ne intende.


Considerazioni sulla masturbazione, a cura di frate Antonio da Bergamo, uno che se ne intende.

Col mio amico. Frate Antonio da Bergamo, affrontiamo ogni tanto vari temi.
Da qualche giorno l’argomento trattato è la masturbazione.
Se essa sia lecita, se sia o meno offensiva verso Dio, chi la pratica, perché la si pratica, se faccia bene o male alla salute fisica.
Qui di seguito riporto alcune considerazioni sull’argomento, precisando che esse sono frutto di colloqui con una persona seria e istruita, che sull’argomento ha fatto molti studi e che quindi se ne intende.

Dunque, masturbarsi, in sé, non è peccato.
 Il peccato è un’offesa volontaria e consapevole a Dio.
Io lo voglio proprio offendere, Dio; per motivi miei; gliene voglio proprio dire quattro, e quattro di quelle belle pepate.
Voglio che capisca che Lui con me non si può permettere di agire così.
Dio deve darsi una regolata nei miei confronti.
Qui sta il peccato.
Pretendere di trattare Dio come fosse uno sbarbatello che deve obbedire a quello che gli diciamo noi di fare, questo è peccato.



Ma che c’entra il masturbarsi con l’offesa a Dio?
Io voglio solo ricavare piacere dal mio corpo, così come mi farebbe piacere in una fredda giornata invernale entrare in un bar a bere una bella tazza di cioccolata calda e dolce.
Bere una cioccolata calda e dolce offende forse Dio?
Forse offende i miliardi di persone che nel mondo non se la possono permettere, ma di certo Dio con la mia cioccolata calda e dolce che sto bevendo non c’entra nulla.
E allora perché se un giovane, una giovane, un carcerato, un vedovo, una qualsiasi persona toccano i loro organi sessuali o quelli di un partner consenziente per ricavarne un piacere, questo atto viene interpretato come un’offesa volontaria a Dio?  Ma perbacco, se non hanno fatto voto di castità, costoro, non c’è nessuna offesa a Dio.

Cause della masturbazione
Normalmente le cause più profonde che stanno alla base dell’atto della masturbazione evidenziano problemi di solitudine, di mancanza di relazioni appaganti, mancanza di interessi ed emozioni nella vita. E indicano anche una mancanza di accettazione di sé stessi oppure di sentimenti d'inferiorità, tutte cause queste che possono condurre una persona a cercare relazioni sessuali in un mondo fantasma.
Perché nella masturbazione, piuttosto che nell'atto fisico in sé, il peccato sta prevalentemente nelle fantasie sessuali coinvolte.
Detto questo, è evidente che qualsiasi comportamento che non siamo in grado di dominare è sbagliato, poiché diventa una forma di mania ripetitiva, di seduzione, di dipendenza, di bisogno, di schiavitù, di droga della nostra volontà. Per questa ragione, ogni atto di masturbazione pur non essendo in sé peccaminoso, a causa delle fantasticherie sessuali implicate, molte volte certamente lo diventa.
Anche se non c'è alcuna prova che la stimolazione sessuale abbia effetti secondari dannosi. e pur non essendo un peccato, la masturbazione è tuttavia da sconsigliarsi e dovrebbe essere evitata a causa della relazione fra la masturbazione frequente e il pericolo di nutrire tentazioni e fantasie sessuali.


Quali sono i problemi legati alla masturbazione?

1. Può facilmente diventare un legame, dominare la volontà di una persona come fosse una dipendenza, una droga (un peccato) e quindi, di riflesso, dominare la vita di una persona.

2. Può divenire un ostacolo per relazioni sessuali gratificanti nel matrimonio.

3. Può danneggiare le relazioni con altre persone, specialmente se siamo tentati di vederle come potenziali partner nelle fantasie sessuali.

4. Vivere in un mondo di fantasia – evitando così relazioni con altre persone – può incoraggiarci a divenire più egoisti e interessati solo a noi stessi, e questo contrasta con il comandamento cardine del cristianesimo: Ama il prossimo tuo come te stesso.


Il business della pornografia
Dietro la masturbazione c’è tutto un mondo che è interessato al fenomeno delle fantasticherie sessuali, ed è il mondo della pornografia che si avvale dell’editoria pornografica e di strumenti mediatici quali la pay tv, il web, i dvd ed ora anche la trasmissione di immagini e filmati erotici attraverso il cellulare.
Alzi la mano chi tra noi non ha mai ricevuto da sconosciuti sul proprio cellulare, sms o immagini dal contenuto pornografico.
Ogni essere umano ha normalmente delle fantasie erotiche, cioè usa l'immaginazione per rappresentarsi delle scene eccitanti eroticamente, senza altro scopo che l'eccitazione in sé: la pornografia è la concretizzazione di queste fantasie in immagini, disegni, scritti, oggetti o altre produzioni.
Poiché le fantasie erotiche sono molto simili tra loro, di solito il materiale pornografico prodotto da un editore, con le scene erotiche immaginate da un’equipe di professionisti del sesso, risulta eccitante per un pubblico molto vasto. Il fine della pornografia e lo scopo per cui viene usata è quindi di indurre uno stato di eccitazione sessuale nel maggior numero di persone, per ricavarne un sempre più vasto tornaconto economico.
Tutte le persone che si nutrono di fantasticherie e di depravazioni sessuali diventeranno consumatori di queste riviste e dei filmini hard appositamente prodotti per loro, e con i loro acquisti incrementeranno il giro d’affari di editori spregiudicati e molte volte malavitosi.

Il confine tra il lecito e l’illecito
Tutto questo, permette di constatare ancora una volta quanto sia labile e impreciso il confine tra lecito e illecito, fra innocui capricci e vere depravazioni, tra fantasie sessuali normali e perversioni che possono portare a commettere dei veri e propri reati contro la persona.
Il peccato, nella masturbazione, consiste quindi non nell’atto in sé, ma nel pericolo di avvicinarsi sempre di più al fuoco delle tentazioni sessuali e di inoltrarsi, volontariamente o ormai schiavizzati, in un mondo fatto di depravazioni, di cattiveria e di reati contro la persona, che sono quanto di più lontano possa esserci dall’amore verso il prossimo, predicato dalle religioni. in primis da quella cattolica.

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16 dicembre 2009

449) Finalmente svelata l’identità del diavolo


Finalmente svelata l’identità del diavolo


Sono convinto che Di Pietro, entro una decina di giorni, finirà per ben che gli vada, all’ospedale.

E’ lui, infatti, il centro e l’ispiratore di ogni male italiano.
E’ lui l’ispiratore del povero Tartaglia, è lui che lo ha armato di un souvenir del duomo di Milano ed è ancora  Di Pietro che materialmente ha alzato in alto il braccio e ha colpito al volto il nostro caro, il nostro amato, il nostro indifeso, il nostro tutta bontà Berlusconi.
E’  Di Pietro l’artefice del male, di ogni male, persino dei reumatismi che da anni mi affliggono.
Oh!, come sarebbe bella l’Italia se  Di Pietro non esistesse sulla scena politica, e se non fosse mai esistito sulla scena giudiziaria.

Chi vuole il male di Berlusconi?  Di Pietro
Chi vuole Berlusconi in galera ?  Di Pietro.
Chi accusa Berlusconi di essersi arricchito con la complicità della mafia?  Di Pietro.
Chi accusa il nostro di non essere capace di governare in modo democratico?  Di Pietro.
Chi lo accusa di utilizzare la scena politica per farsi delle leggi ad personam?  Di Pietro.
Chi lo invita a presentarsi davanti ai giudici a dire la sua verità per respingere le accuse che gli vengono rivolte, invece di far approvare dei lodi di immunità personale, delle leggi di abbreviazione dei termini processuali e di svicolare e inventarsi impedimenti di vario genere?
Ma è sempre lui, il malefico, il giustzialista Di Pietro.
Di Pietro, sempre e solo  Di Pietro.
Il male fatto persona.
Il diavolo incarnato.
L’unghia incarnita di Berlusconi.

E allora cosa si aspetta ad eliminare il male?
Possibile che nessuno lo voglia fare?
Sono questi gli interrogativi e le riflessioni che tra una lacrima e l'altra in questi giorni agitano in Parlamento e nelle interviste televisive gli esponenti e i portavoce del Popolo Della Libertà: e qualche imbecille che tradurrà in pratica queste lamentazioni, lo si troverà presto.

Sono convinto che Di Pietro, entro una decina di giorni, finirà per ben che gli vada, all’ospedale,e secondo me gli italiani sanno già sin d'ora chi ringraziare.

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  • 11 settembre 2009

    364) Lo sfogo di Marina Berlusconi


    Lo sfogo di Marina Berlusconi.



    Marina Berlusconi si è arrabbiata perchè il padre viene sempre messo al centro dell'attenzione degli italiani.
    "Di mio padre si dice sempre e solo tutto il male possibile",- dice indignata.

    E tuttavia a Marina Berlusconi val la pena di ricordare che se suo padre non si fosse messo in testa di voler governare, male come solo lui sa ben fare, gli italiani, questi il suo esimio padre non se lo sarebbero manco filato , non lo avrebbero neppure mai cagato.

    E' lui che col suo malgoverno si è messo al centro dell'attenzione mediatica e della disistima di gran parte degli italiani.

    Grazie a Dio non è ancora obbligatorio incensare e adulare il Capo del governo.

    Si potrà criticarlo o no?
    Se poi lui si mette al centro di vicende poco edificanti, la colpa non è di chi quelle vicende le narra, ma di chi è andato a cercarsele.

    Invece di criticare gli italiani, la buona Marina affronti il padre a muso duro, e lo faccia rinsavire, come d'altronde sta facendo la moglie Veronica Lario.
    Crede forse Marina che agli italiani piaccia essere governati da un uomo che ritiene per lui lecita qualsiasi porcheria?
    Non siamo mica tutti stupidi, non ci chiamiamo tutti Fede o Feltri o Giordano.

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    vitamine per persone esaurite.

    10 settembre 2009

    360) Cicogna in arrivo.

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    Cicogna in arrivo.







    Ehi, lassù,
    lo sapete già, vero,
    che qui è in arrivo la cicogna?
    Qui tra otto mesi arriva un’altra creatura.
    Ehi, nonna e bisnonni tutti,
    lassù,
    datevi da fare a corteggiare il Padrone.


    Abbiamo bisogno di serenità,
    salute, tanta salute,
    un posto di lavoro
    ed anche un po’ di grana, che non fa mai male,
    anzi aiuta.
    Gironzolategli attorno, al Padrone,
    che non si affanni troppo per noi,
    ma che neppure ci dimentichi.
    Una cosa normale chiedetegli.
    Che dia alla nostra famiglia, che sta aumentando di numero,
    un semplice sguardo di tanto in tanto:
    ci tenga d’occhio perché non ci succeda niente di male,
    ma anzi tutto vada bene.


    Ehi lassù, contiamo su di voi!
    Noi tutti, e la creatura in viaggio.

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    26 agosto 2008

    4) due parole sull' Islamismo

    L’islam è violenza?

    L’Islam è la religione più diffusa nel mondo, ancora più del cristianesimo (un miliardo e trecento milioni di fedeli contro un miliardo e cento milioni).
    Molti di noi, in Occidente, a causa del poco che sappiamo su questa religione, siamo convinti che l’Islamismo sia una religione che predica anche la violenza.
    Questo, tuttavia, non è vero e va sfatato.

    Il termine Islam significa “ sottomissione a Dio (Allah)” e ogni musulmano deve sottostare alla legge di Allah, manifestata attraverso i tutti i profeti riconosciuti, da Adamo fino a Cristo, e per ultimo al Profeta Maometto.

    Questa legge divina impone non la violenza, ma l’amore tra tutte le persone a qualsiasi religione esse appartengano, il rispetto, l’aiuto vicendevole etc.
    In pratica insegna lo stesso comandamento cristiano,” Ama Dio e ama il prossimo come te stesso”.

    Gli insegnamenti che Maometto ha ricevuto da Allah, sono stati raccolti nel Sacro Corano, così come per i cristiani gli insegnamenti di Gesù sono raccolti nei Vangeli, negli Atti degli Apostoli e nell'Apocalisse.
    Il Corano insegna “la diritta via”, cioè il vivere secondo le leggi di Allah, che indicano il dovere di operare il bene, fare la carità, non commettere peccati, aiutare i più deboli, difenderli contro le ingiustizie.

    Per far si che l’uomo sia sempre con la mente rivolta al suo Dio, Maometto ha stabilito cinque momenti obbligatori per le preghiere giornaliere: mattino, mezzogiorno, pomeriggio, tramonto e sera.
    Questo poco spazio temporale tra una preghiera e l’altra, dovrebbe fare in modo che il fedele islamico non abbia il tempo per peccare, e qualora fosse soggetto a tentazione, l’imminenza della prossima preghiera dovrebbe dargli la forza per resistere.

    Anche i musulmani credono nell’Inferno e nel Paradiso.
    Dice il Corano:” Se chiedete perdono al vostro Signore e tornate a Lui pentiti, Egli vi darà piena soddisfazione in questa vita fino al termine prescritto, e darà ad ogni meritevole il merito suo. 
    Se invece Gli volgerete le spalle, temo per voi il castigo nel gran giorno”.
    “In verità il tuo Signore (Allah) è sollecito nel castigo ma sa anche perdonare con infinita misericordia”.
    “Invocate il vostro Signore umilmente e in segreto. Egli non ama i trasgressori” 
    “Non spargete la corruzione sulla terra. Invocatelo con timore e desiderio. La misericordia di Allah è vicina a coloro che fanno il bene”.
    Praticamente sono gli stessi insegnamenti portati avanti da Gesù, il quale viene riconosciuto dai musulmani non come Figlio di Dio, ma come un Profeta, inferiore solo a Maometto.

    Il Corano, è un insieme di norme religiose e di comportamenti di vita.
    Infatti elenca alcune cose lecite ed altre che non si possono fare, dilungandosi in modo molto dettagliato sul modo di vestire, sull’alimentazione pura ed impura, sulle norme sessuali e matrimoniali, sul dovere di pagare le tasse, sulle norme ereditarie, etc.

    “Ecco quello che vi comando : Non avvicinatevi , se non per il meglio, ai beni dell’orfano; riempite la misura e date il peso con giustizia; non imponete a nessuno oltre le sue possibilità; quando parlate siate giusti, anche se è coinvolto un parente;…”
    “In verità questa è la mia “Retta via”, seguitela.”

    L’islamismo è quindi una religione che predica il bene.
    Come mai molti di noi sono convinti che invece sia una religione che predica la violenza?
    Una differenza sostanziale con la nostra religione cristiana, è che l’Islam chiede ai propri seguaci di lottare per la causa di Allah,  darsi da fare cioè per estendere la parola di Dio per il mondo.
    Questa parola “lottare”, "darsi da fare"  ( “jihad”), è purtroppo interpretata da alcuni fanatici come sforzo militare, come obbligo di combattere per la difesa e la diffusione della religione.

    Ogni religione ha i sui seguaci tiepidi (che seguono solo alcune norme che fanno comodo a loro), i seguaci praticanti e i seguaci fanatici. Questi ultimi credono in un dio cattivo, pronto solo a castigare e punire chi non osserva anche un solo precetto,e con le loro interpretazioni della legge divina ci rendono la vita impossibile, e queste persone fanatiche esistono anche nel cristianesimo e nell'l’ebraismo.
    Chi di noi non ha mai visto quegli ebrei vestiti di nero, col cappello piatto in testa, che si inginocchiano davanti al muro del pianto lacrimando come agnellini, recitando a memoria i versetti della Bibbia e giurando di non lasciar prevalere il male nella loro nazione?
    Essi sono un problema persino per lo Stato di Israele.

    Chi di noi non conosce qualcuno che rimpiange la Messa in latino, le preghiere biascicate senza comprendere quello che si diceva, i "bei tempi" in cui la Chiesa negava il funerale ai divorziati e ai suicidi, e se per caso ti lavavi i denti al mattino della domenica e qualche goccia d'acqua ti scivolava in gola poi non potevi accostarti alla comunione?
    I "bei tempi" in cui al venerdì non si poteva mangiare la carne, ma ci si poteva però ingozzare con dei bei pranzi succulenti a base di pesce?

    Tutte queste persone in fondo sono dei fanatici religiosi, che confondono il messaggio religioso con le esteriorità e perciò non dobbiamo meravigliarci che anche la religione islamica abbia i suoi seguaci fanatici.
    Il problema è che questi fanatismi vengono finanziati, guidati, armati e fatti propri da personaggi ricchissimi e senza scrupoli, assetati di adulazione e avidi di potere, che non esitano a manipolare le menti dei loro seguaci, insegnando loro false interpretazioni dell’Islamismo e incitandoli a compiere stragi di infedeli, colpevoli solo di non credere nel loro Dio Allah.
    Si dice che se Bin Laden avesse utilizzato le sue immense ricchezze , il suo carisma e i suoi seguaci per costruire ospedali, scuole, industrie invece di comprare armi e seminare odio e terrore,  sarebbe stato  l’uomo più amato e venerato nel mondo.

    Ma l’interpretazione fanatica dell’Islamismo diffusa da Bin Laden, non è certo la religione predicata da Maometto che riconosce in Allah il Dio buono e misericordioso, capace di grandi imprese e di grandi perdoni.

    L’Islamismo diventerà una grande religione di pace, come in effetti è, se tutti noi elimineremo  alla radice tutte quelle ragioni che inducono, sulla faccia della terra, migliaia di disgraziati, di sfruttati, di disperati a farsi saltare in aria o a simpatizzare con le centrali terroristiche.

    Togliamo dal mondo lo sfruttamento e le ingiustizie, e che ognuno sia libero di credere nel Dio che vuole, perché Dio o Allah o Jahvè, o comunque lo si chiami, ha creato l’uomo per farne un essere felice, pur nelle difficoltà e nella fatica quotidiane.

    Di certo, se Dio (comunque lo si chiami) volesse il nostro male e volesse distruggere la nostra vita, non avrebbe bisogno di utilizzare fanatici o terroristi, ma con  un Suo solo batter di ciglia potrebbe porre  fine al pianeta Terra.
    E speriamo che ciò succeda il più in là possibile.