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17 gennaio 2010

14.0) Può crollare il mondo, ma la notizia principale riguarda le malefatte di Di Pietro.

Può  crollare il mondo, ma la notizia principale
riguarda le malefatte di Di Pietro.


Anche oggi, 17 gennaio, i due fogli del regime, “Il
Giornale
“ e “ Libero
nei titoli principali della prima pagina, descrivono il diavolo, sotto
le sembianze di Di Pietro, che non si sa bene che
cosa ci facesse alle isole Seychelles, venti anni fa, quando era sulle
tracce di un pregiudicato.

Era lì per fare la spia?
E la spia di chi?
Di certo lavorava per qualche servizio segreto segretamente ostile fin da
allora al Grande Capo sul cui libro paga compaiono i nomi dei direttori dei due quotidiani.

Ma sant’Iddio, sono cose forse accadute venti anni fa.
In questi giorni tutti i giornali del mondo parlano del terremoto di Haiti.

Possibile che voi dobbiate sempre fare qualcosa di diverso per potervi distinguere?
E' mai possibile che voi due due siate convinti, che in questo momento la notizia principale, quella che l'opinione pubblica si aspetta, siano le presunte spiate di Di Pietro sul vostro esimio benefattore, già vent'anni fa?

Non è che state esaltando in modo inverosimile le capacità di Di Pietro, se costui aveva già intuito da allora di quale inciuci si sarebbe macchiato il vostro pagatore?
Ed è possibile che i giornalisti di questi due quotidiani non si vergognino di lavorare con due direttori simili?

Un sussulto di dignità personale, è auspicabile in loro.
Mentre, per voi due direttori, ormai non c’è più niente da fare.

Più in basso di così non si va.

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16 gennaio 2010

12.0) L’odio contro Di Pietro è più forte del terremoto di Haiti.

L’odio contro Di Pietro è più forte del terremoto di Haiti.

E’ successo il finimondo a Haiti. Un terremoto devastante che ha fatto, sembra, più di duecentomila vittime.

Povera gente, povere persone che, affamate, ferite e disperate, si aggirano per le strade alla ricerca di qualche parente superstite.
Scene da apocalisse che ti fanno persino vergognare, quasi fossimo esseri privilegiati, di vivere in una città nella quale i terremoti e queste scene di distruzione non sono mai avvenuti.

Sui giornali di tutto il mondo, questa catastrofe è descritta con titoloni di prima pagina e con ampi servizi e reportage all’interno.
Solo due giornali italiani fanno eccezione.
“Il Giornale” e “Libero”a questa immane tragedia non dedicano i titoli di apertura, ma solo dei servizi nelle pagine interne.
I titoloni di prima pagina sono dedicati, pensate un po’ che novità, a Di Pietro e alle sue malefatte e a quelle delle cooperative rosse, vale a dire comuniste.
Che notizie, ragazzi!
Sono notizie vecchie di almeno dieci anni, o giù di lì.







Il fine principale per i direttori di questi due giornali(?) non è quello di informare i lettori su quanto sta accadendo nel mondo, ma quello di parlare male di Di Pietro e dei comunisti, di seminare loro addosso odio e diffamazione.
Hanno ridotto i fogli su cui scrivono a bollettini di partito, a enormi turiboli che spargono incenso e mirra sul Grande Capo che li tiene sul suo libro paga.
No, niente notizie del terremoto di Haiti sulle prime pagine di questi due giornali(?).
Piuttosto, i giornalisti tutti siano incaricati di controllare se Di Pietro per caso non abbia scoreggiato, per poter amplificare il tutto con un titolone del tipo “ Tremano i muri della casa di Di Pietro”, oppure “ Atmosfera inquinata attorno a Di Pietro”, oppure “ Inquinamento ambientale nel partito di Di Pietro”.
Questo è giornalismo.
Questo è quello per cui siamo pagati.
Noi queste notizie dobbiamo diffondere.
Noi odio contro Di Pietro e le cooperative rosse dobbiamo seminare.
Noi Di Pietro e le cooperative rosse dobbiamo stroncare.

Che ci importa dei duecentomila morti di Haiti? Che ci importa del vagare dei superstiti?
Costoro non danneggiano di certo il nostro pagatore, colui che ci tiene sul suo libro paga:
Noi l’interesse di costui dobbiamo tutelare.
Noi costui dobbiamo leccare e incensare.
Noi dagli attacchi di Di Pietro e delle Coop. rosse costui dobbiamo difendere.

Non fa niente se al mondo siamo gli unici due giornali che non parlano del terremoto di Haiti in prima pagina: questo sta semplicemente a significare che siamo i migliori.

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27 dicembre 2009

454) A proposito di diavoli, psicolabili e partiti amorevoli.

A proposito di diavoli, psicolabili e partiti amorevoli.
Avanti signori, c’è posto per tutti!


Ah, che belle feste natalizie!
In contemporanea con la nascita di Gesù Bambino, in Italia in questi giorni ci siamo trovati a celebrare la nascita di due diavoli.

Cicchitto e i suoi fratelli ci hanno fatto sapere che il diavolo è Di Pietro perché costui vorrebbe vedere in carcere Berlusconi.

Per Di Pietro e i suoi seguaci invece il diavolo è Berlusconi, che fino a ieri chiamava coglioni chi non votava per lui e che, dopo aver sparso odio a fiumi contro chi non accettava le sue riforme "ad personam", accusa gli oppositori di utilizzare gli psicolabili per contrastarlo.

Adesso Berlusconi vuole fondare il partito dell’amore e, dice Di Pietro, il modo di agire subdolo del diavolo è proprio questo: sostituire all’odio la parola amore, per illudere le menti semplici e quelle degli psicolabili.



Quel diavolo di Berlusconi vuole che coglioni ed anticoglioni stiano insieme, nel partito dell’inciucio, in un amplesso d’amore schifoso, in un verminaio disgustante nel quale si abbraccino tra loro i trans, le menti psicolabili, i drogati e i politici della corruzione e della mafiosità.

Su questo spaventoso avvenire d’amore che ci attende, campeggia l’anno 2010, l’anno delle riforme, come è stato definito.
In primo luogo la riforma della giustizia col processo breve e con l’introduzione di termini di prescrizione processuali mensili, settimanali, giornalieri o ad ore, a seconda della persona processata.
Poi, sistemati una volta per tutte i giudici, ed ottenuto l’annullamento dei processi a carico del premier, il governo costruirà dodici o venti (sul numero definitivo l'inciucio governativo dell'amore non ha ancora prodotto i suoi risultati definitivi) centrali nucleari, per far sì che gli italiani possano respirare aria salubre e pulita senza pericoli per la salute e possano tenere accese a tempo indeterminato le lampadine del presepe senza patemi d’animo per il costo della bolletta dell’Enel.
Poi si passerà all’altra opera più costosa e inutile che mai il mondo abbia visto: il ponte sullo Stretto di Messina, enorme regalia statale per le casse della mafia.
L’Italia, in questo formidabile amplesso d’amore tra l’opposizione e i partiti di governo, si troverà così ad assicurare a sè stessa e al popolo italiano tutto, una stagione di rutilanti riforme che porteranno benefici ai soliti personaggi che già possiedono e miseria sempre più nera agli altri.


Ma che cavolo di Paese stiamo dunque, diventando, in Italia?
In apparenza un Paese fatto di partiti dell’amore, governato da politici desiderosi del bene comune, di riforme e di belle parole, mentre, sul retro, continuerà l’usanza di demonizzare e insultare chi non la pensa come noi, e quella di prendere sempre più per i fondelli i malcapitati cittadini che hanno fatto dell’onestà una virtù nella quale credere.

E gli psicolabili, c'è da scommettere, avranno sempre più materia alla quale attingere per le loro gesta.
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16 dicembre 2009

449) Finalmente svelata l’identità del diavolo


Finalmente svelata l’identità del diavolo


Sono convinto che Di Pietro, entro una decina di giorni, finirà per ben che gli vada, all’ospedale.

E’ lui, infatti, il centro e l’ispiratore di ogni male italiano.
E’ lui l’ispiratore del povero Tartaglia, è lui che lo ha armato di un souvenir del duomo di Milano ed è ancora  Di Pietro che materialmente ha alzato in alto il braccio e ha colpito al volto il nostro caro, il nostro amato, il nostro indifeso, il nostro tutta bontà Berlusconi.
E’  Di Pietro l’artefice del male, di ogni male, persino dei reumatismi che da anni mi affliggono.
Oh!, come sarebbe bella l’Italia se  Di Pietro non esistesse sulla scena politica, e se non fosse mai esistito sulla scena giudiziaria.

Chi vuole il male di Berlusconi?  Di Pietro
Chi vuole Berlusconi in galera ?  Di Pietro.
Chi accusa Berlusconi di essersi arricchito con la complicità della mafia?  Di Pietro.
Chi accusa il nostro di non essere capace di governare in modo democratico?  Di Pietro.
Chi lo accusa di utilizzare la scena politica per farsi delle leggi ad personam?  Di Pietro.
Chi lo invita a presentarsi davanti ai giudici a dire la sua verità per respingere le accuse che gli vengono rivolte, invece di far approvare dei lodi di immunità personale, delle leggi di abbreviazione dei termini processuali e di svicolare e inventarsi impedimenti di vario genere?
Ma è sempre lui, il malefico, il giustzialista Di Pietro.
Di Pietro, sempre e solo  Di Pietro.
Il male fatto persona.
Il diavolo incarnato.
L’unghia incarnita di Berlusconi.

E allora cosa si aspetta ad eliminare il male?
Possibile che nessuno lo voglia fare?
Sono questi gli interrogativi e le riflessioni che tra una lacrima e l'altra in questi giorni agitano in Parlamento e nelle interviste televisive gli esponenti e i portavoce del Popolo Della Libertà: e qualche imbecille che tradurrà in pratica queste lamentazioni, lo si troverà presto.

Sono convinto che Di Pietro, entro una decina di giorni, finirà per ben che gli vada, all’ospedale,e secondo me gli italiani sanno già sin d'ora chi ringraziare.

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  • 14 giugno 2009

    271) Svelati i dettagli del piano eversivo contro Berlusconi.





    Ecco svelati i dettagli del piano eversivo contro Berlusconi.

    Il nostro Presidente del Consiglio ieri ha rivelato di essere a conoscenza dell’esistenza di un piano eversivo ordito contro di lui, per decretare la sua fine politica.

    Come sempre, il Cavaliere, messo sull’avviso dai suoi fidi consiglieri e tirapiedi Fede, Feltri, Giordano e Belpietro, anche questa volta ha visto giusto.
    In base a nostre informazioni riservate, sulla cui provenienza è necessario stendere un velo di riservatezza, siamo in grado di fornire i dettagli di questo piano.
    La tela eversiva vede riuniti sotto di essa un gruppo di orditori, accumunati dallo stesso desiderio di liberarsi di alcuni personaggi scomodi: i servizi segreti italiani, il Mossad israeliano, Il Kgb russo e la C.I.A.statunitense
    Questa strana alleanza tra Obama, Putin, Netanyahu e Di Pietro, ha elaborato il piano eversivo partendo da alcune premesse , sulla cui fondatezza non è lecito esprimere nessun dubbio.
    Dunque:
    1) Gli italiani non ne possono più di Berlusconi.
    2) I libici non ne possono più di Gheddafi
    3) La Libia è piena di petrolio e di gas.
    4) L’Italia ha disperato bisogno di petrolio e di gas.

    Mettendo insieme queste quattro ovvietà, nella segretezza delle loro riunioni i congiurati hanno stabilito che:
    1) Gli italiani dovrebbero consegnare Berlusconi a Gheddafi in cambio di petrolio e gas.
    E solo questo fatto di togliersi dalle scatole il Cavaliere sarebbe per gli italiani un affare di quelli belli tosti.

    2) Berlusconi, al suo amicone Gheddafi potrebbe chiedere di fargli realizzare il suo sogno di una vita, quello cioè di creare, sotto una mega tenda in qualche oasi del deserto libico, un harem di ragazzine minorenni per poter sfogare le sue voglie senili assieme ad altri suoi fidi politici coetanei.

    3) Gheddafi a sua volta potrebbe fare altrettanto sotto qualche tendone con schiere di maschietti.

    4) In pochi anni il rimbambimento di questi due personaggi scomodi sarebbe assicurato e sia gli italiani che i libici non sentirebbero più parlare di loro.

    Ecco, il piano eversivo termina qui, col raggiungimento degli scopi prefissi:
    1) il rifornimento di petrolio e gas quasi gratuito per l’Italia;
    2) l’uscita dalla scena politica di Berlusconi e Gheddafi.

    A far decadere questo piano eversivo e a svelarne i dettagli esecutivi ci si sono messi con la solita piaggeria i soliti Fede, Feltri Giordano e Belpietro, che hanno aperto gli occhi al Cavaliere , il quale per questo dovrà loro eterna riconoscenza.
    Noi italiani però, a questi quattro leccapiedi, di riconoscenza gliene dovremo un pò meno.

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