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14 aprile 2010

67.0) Qual'è la pena giusta per un pedofilo?


Alcune ipotesi per la pena da dare al pedofilo

1) Castrazione chimica


Agisce sul cervello inibendo gli ormoni che stimolano i testicoli alla produzione di testosterone.
Purtroppo è fallita per i pesanti effetti collaterali dei farmaci usati che spesso hanno provocato l’arresto cardiaco o un ictus cerebrale.
Inoltre, il paziente pedofilo che abbia  retto la cura, dopo sei mesi dal termine di questa, sente di nuovo gli stimoli pedofili e torna ad agire, poiché quei farmaci non hanno più alcun effetto



2) castrazione fisica
Purtroppo, il pedofilo che ha subito questa amputazione fisica , una volta reinserito nella società è come incattivito e tende a replicare sui bambini quanto da lui subito.
Quindi da abusante sessuale dei bimbi, si trasforma in potenziale assassino di bimbi, o comunque in persona che compie del male fisico su di essi.


3) pena di morte. 


La minaccia della pena di morte per un pedofilo che venga scoperto, ne aumenta la pericolosità sociale. Infatti per non lasciare dei  testimoni  dopo aver sfogato le sue voglie, il pedofilo tende ad uccidere le sue vittime.







4) pena carceraria

Attualmente in Italia la condanna è di un anno di carcere per tentate molestie pedofile, di sei anni per violenza sessuale portata a termine e di 20 anni quando a questa si accompagni anche l' aggravantie che  la vittima sia sotto i 14 anni,  oppure abbia subito   una invalidità permanente fisica o psichica  ed infine l’ergastolo per i casi ancora più gravi di omicidio.

Per il futuro, 
inoltre bisognerebbe prevedere l’esclusione di questo tipo di reati da condoni o indulti o permessi domiciliari 
e, forse forse, lasciare per almeno un mese il pedofilo in balìa di  altri carcerati , 
per essere certi che, a pena espiata, delle antiche voglie pedofile in lui non rimarrà più traccia.

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13 aprile 2010

66.0) Il turismo sexual pedofilo

Il turismo sexual pedofilo.




Si parla di turismo sessuale pedofilo   quando un reato sessuale è commesso all’estero nei confronti di un minore.
Si stima che annualmente 300.000 bambini   siano  vittime di pedofili provenienti in maggioranza dall’Europa (e l'Italia vi contribuisce con 30 mila!) e dagli Stati Uniti.
Gli autori di tali reati sfruttano le differenze esistenti tra la legislazione penale della Nazione dove ci si reca e quella del proprio Paese d’origine.
Questi maledetti turisti approfittano dell’ingenuità, della povertà e della fragilità che contraddistinguono una parte della popolazione dei Paesi sottosviluppati ,nei quali  il fenomeno del turismo sexual pedofilo è particolarmente diffuso.


Ritratto del turista sexual pedofilo.





Generalmente  i turisti sessuali  sono uomini e donne che spinti da certi “impulsi” apparentemente incontrollabili accettano di trasgredire mettendo in atto comportamenti illeciti quali l’adescamento, lo sfruttamento, la violenza e la schiavitù nei confronti di individui più fragili o addirittura minori.

Sono persone con un’età compresa tra i 30 e i 45 anni,  con una certa cultura, a volte persino intellettuali, spesso professionisti e benestanti, che utilizzano gli incarichi prestigiosi ricoperti  nel loro Paese  per potersi recare frequentemente nelle Nazioni del Terzomondo   con l’intenzione di entrare in contatto con i minori per abusarne sessualmente.
Il pedofil turista  è in genere una persona debole che attraverso  la trasgressione sessuale  crede  di sentirsi apparentemente più forte , più "uomo", più "macho".
E' in libreria in questi giorni un libro nel quale un Ministro dell'attuale governo francese rivela di essere dedito al turismo pedofilo, e di averne approfittato a spese dello Stato per recarsi in Paesi dove gli era possibile praticare  giochini erotici con  una  dozzina di ragazzi maschi  adolescenti alla volta.
Pover'uomo, questo ministro: Non ha neanche il pudore morale di dimettersi!
Egli pensa forse, nella sua mente bacata , di aver vissuto  chissà quali avventure  erotiche, mentre non ha fatto altro che rovinare  dei poveri ragazzini, che probabilmente, tra  di loro, avranno riso dei suoi goffi tentativi di sesso  pedofilo.

Il pedofil turista    ritiene che col denaro tutto gli possa essere permesso  e si considera perciò  al sicuro  da eventuali denuncie penali, del resto facilmente ripianabili  con esborso di  mazzette e regalie varie ,   ed infatti  a questo proposito è  davvero troppo  esiguo il numero di coloro che sono effettivamente perseguiti dalla legge.

Il turismo sexual pedofilo  è una piaga  devastante soprattutto se associata alle forme di violenza e sfruttamento precedentemente citate, ed è praticato da persone affette da disturbi mentali che tuttavia non impediscono loro di mettere in atto pensieri, fantasie o comportamenti di tipo pedofilo senza  averne dei disagi apparenti nello svolgimento delle loro normali attività relazionali, sociali e lavorative.

Le vittime del turista sexual pedofilo.



Per quanto riguarda le vittime del turismo sexual pedofilo sia  maschile che femminile appare evidente in loro  un denominatore comune: la povertà.
Infatti, in questi Paesi le storie che possono essere raccontate da coloro che si prestano alla mercificazione dei corpi hanno tendenzialmente le stesse fondamenta. Sono ragazze adolescenti    per la maggior parte, ma anche giovani uomini che imparano a vendere il proprio corpo come unica fonte di guadagno e quindi di sopravvivenza.
La povertà e l’ignoranza distruggono la dignità di queste persone che sin dalla pubertà  si ritrovano ai margini della società costrette a svolgere un “mestiere” che non hanno scelto,  ricco solamente di frustrazioni e violenze. Spesso infatti, le giovani vittime del turismo sessuale sono abbandonate a loro stesse, essendo considerate solo dei corpi “oggetto” che, una volta  usurati, devono essere buttati via.
Ecco allora che lo sfruttamento e la schiavitù conducono non solo ad una costante povertà, ma anche a  una serie di conseguenze ed invalidità legate essenzialmente alla diffusione  di  certe malattie sessuali.

Si calcola che siano circa 2 milioni i minori sfruttati sessualmente nel mondo, per un giro d’affari di oltre 5 miliardi di dollari all’anno. Soltanto in Brasile sono  500mila  gli  adolescenti maschi e femmine  dediti alla prostituzione,mentre in  Thailandia sembra che superino  gli  800mila.
In India i bambini che lavorano nell’industria del sesso sono 400-600 mila: il 20% delle ragazze hanno meno di 12 anni e la metà di loro è sieropositiva.












Maledetti turisti sexual pedofili, vi odierò!







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12 aprile 2010

65.0) preti pedofili

Il fenomeno dei preti pedofili.


 Si fa presto a dire che tutti i preti sono pedofili, ma questa affermazione è vera solo per gli anticlericali, perché generalizzare è sbagliato, e bisogna saper distinguere le affermazioni vere da quelle false.
Di fronte alle tempeste di questi giorni che parlano di preti pedofili , comunque la pensiamo, è bene evitare di esprimere giudizi sommari e ricette troppo facili.
Si deve essere ben consapevoli che l’intento di fondo di queste accuse è quello di mettere in discussione l’autorevolezza educativa della Chiesa cattolica. L’obiettivo dell’accerchiamento mediatico di cui essa è fatta oggetto è quello di convincere la pubblica opinione mondiale che questa Istituzione non può più essere considerata come maestra di vita e di virtù, essendo essa stessa portatrice di vizi odiosi e aberranti verso i più indifesi.

Si afferma che la pedofilia dei preti sia da ricercare nella legge ecclesiale che impedisce il loro matrimonio , senza tener conto che l’astinenza dei preti, quando c’è di mezzo una vera vocazione, non è che l’altra faccia del voto di povertà.
L’autentico sacerdote, infatti, - dal parroco di campagna al Papa, - deve poter chiudere la sua vita terrena senza lasciare legami materiali con le cose o con le persone, attraverso vincoli di possesso o di parentela, ma deve possedere in vita e lasciare e trasmettere quindi al termine di essa solo dei profondi insegnamenti e esempi morali e spirituali.

E tuttavia, è anche vero che anche in questo contesto di voti di povertà e di astinenza sessuale, il fenomeno della pedofilia si annida in modo subdolo e preoccupante.
Anche se è tutto da dimostrare che la percentuale di preti con esperienze di pedofilia sia superiore a quella della popolazione in generale, o di altre categorie di persone a stretto contatto con la gioventù, come gli educatori, i professori, gli allenatori o gli istruttori di palestra , non bisogna mai accettare di considerare del tutto "ovvio" e "inevitabile" che esista una certa quantità "statisticamente tollerabile " di preti pedofili .
Fa quindi meraviglia che alcuni intellettuali dicano che la cosa in sé non dovrebbe più nemmeno fare notizia e quindi è del tutto fuorviante che si creino inutili e inopportuni scandalismi contro la Chiesa, essendo anche la pedofilia dei preti in qualche modo un fenomeno "scontato" e "normale" dei tempi in cui viviamo.

La Chiesa non ha mai spiegato perché fare il prete cattolico non attenui, o perlomeno non ponga un freno morale, a queste disinvolte tendenze che, non dimentichiamolo, producono veri e propri crimini e non peccatucci veniali.
Da coloro che si proclamano predicatori di verità divine nonché strenui difensori della vita fin dallo stato embrionale, sempre pronti a condannare tutto e tutti, ci si dovrebbe attendere quantomeno un minimo di coerenza e di comportamenti esemplari, ma evidentemente così non è.




Al di là di questi aspetti viene da chiedersi perché alcuni preti diventino pedofili.
Molti ritengono che sia uno degli effetti del celibato forzato, ma se dipendesse semplicemente da questo, dovremmo osservare somiglianze statistiche con analoghe situazioni di castità obbligatoria,come ad esempio i vedovi o i carcerati, cosa che non risulta.
Del resto, se la condizione di celibato diventasse insostenibile per il prete, perché non ripiegare nella normale eterosessualità adulta, più o meno clandestina?
Ce ne sono stati in ogni epoca di preti che hanno mancato al loro voto di castità con prostitute o donne disponibili.
No, certamente il comportamento pedofilo non può essere spiegato con la semplice repressione sessuale, nemmeno se esasperata e prolungata negli anni. 

Sebbene la pedofilia sia un crimine particolarmente odioso perché colpisce le vittime più indifese e innocenti va tuttavia detto che essa evidenzia uno stato di regressione psichica da parte di chi la mette in atto. La mancanza di maturità sessuale da parte dei preti, l'aver represso fin dai tempi del Seminario la propria sessualità, potrebbe aver “fissato” lo stato evolutivo psichico ad uno stadio preadolescenziale.

 
Si è osservato che l’età media delle vittime è spesso compresa fra gli 8 e i 12 anni e che nella quasi totalità dei casi si tratta di pedofilia omosessuale, il che ci fa capire come il prete pedofilo abbia pesanti conflitti da risolvere con sé stesso, con la propria sessualità, con la propria storia e soprattutto con la propria identità.
Ed anche le occasioni in cui viene esplicata questa aberrante pratica sono da ricercare nella stessa missione dei preti , che per motivi educazionali sono in stretto contatto on il mondo dell’adolescenza come ad esempio nella gestione di un oratorio o di un collegio, oppure nella complice intimità che si viene a creare durante una confessione faccia a faccia tra un adolescente e un sacerdote nel confessionale, situazioni tutte queste dove possono crearsi minacciose influenze e stati di ricattabilità.


Fare il prete quindi oggi è sempre più difficile e comporta una vera vocazione, e una grande dose di virtù morali e un impegno di vita quasi eroico, viste le tentazioni e la seduzione dei sensi che il mondo moderno propone .
Eppure noi di preti così abbiamo bisogno, mentre per i preti pedofili auspichiamo una veloce riduzione allo stato laicale e un carcere duro e prolungato.

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8 aprile 2010

61.0) Usare Kafka per descrivere la pedofilia.

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Stamani il cielo era grigio…
ma se al tramonto si va alla finestra si rimane sorpresi.
In basso si scorge la luce del sole …
sul volto della bambina
che se ne va guardandosi attorno,
e nel medesimo tempo si vede sopra di lei
l’ombra dell’uomo
che le viene rapidamente dietro.

Poi l’uomo è già passato
e il viso della picola è tutto…..”



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13 luglio 2009

303) Niente castrazione, né fisica né chimica. Qui c’è una proposta alternativa molto più umana.

Niente castrazione, né fisica né chimica. Qui c’è una proposta alternativa molto più umana.

Noi del bar ne abbiamo discusso e, per gli stupratori e i pedofili consigliamo una pena più umana, rispetto alla castrazione.
Ricordiamoci sempre che siamo in un Paese civile.













La proposta è questa:
1) Una condanna a cinque anni;
2) da scontare in una cella buia;
3) a pane e acqua;
4) con una palla di ferro da 50 kg. incatenata ad un piede;

5) con obbligo giornaliero di doccia con acqua gelata per dieci minuti, da attuarsi con un getto tipo canna dei pompieri.

Al termine di questa pena molto più umana della castrazione fisica o chimica, noi del bar siamo sicuri che d’ora innanzi il reo utilizzerà il pisellino solo per fare pipì, se ci riuscirà.

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