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20 gennaio 2013

4.3) Se cinque anni vi sembran pochi….


Sarò sincero: per l’antipatia che ho di lui, io al Fabrizio Corona gli avrei dato dieci anni.

Ma io non sono un giudice, in  me giocano forse l’antipatia e l’  invidia  per tutto quello che lui ha e che io non ho.

Un giudice invece  non deve avere sentimenti personali. Deve solo applicare la legge.

E applicarla con buon senso.

Il Fabrizio è accusato di aver  estorto al calciatore  Trezeguet  un importo  di circa trentamila euro.

E che sarà mai di  fronte al patrimonio e ai guadagni milionari annuali del Treze!

 E’ come se  avesse  rubato  dieci centesimi a me, pensionato sociale del menga.

Certo, nessuno deve rubare niente a nessuno, non si devono   compiere cattive azioni o   estorcere denaro a chicchessia.

Ma santo Iddio! Trentamila euro di fronte ai  milioni  del ricattato sono bruscolini, e per dei bruscolini non si deve mandare in galera nessuno.

Al massimo lo si condanna al risarcimento  decuplicato di quanto  rubato,  e  gli si installa in casa per qualche tempo  un ispettore di Equitalia a fargli le pulci su ogni  sia pur minima spesa che compie.

Gli si rovina cioè la vita  colpendolo  sui soldi, e chissà che questo non lo faccia rinsavire e  che in futuro egli riesca a dar loro  meno importanza .

Il buon Corona, poi, fuggendo, ha aggiunto scemenza a scemenza, e così adesso, appena lo prenderanno  gli si dovrà fare un nuovo processo, con soldi a carico della comunità,  e lo si dovrà condannare ad  essere mantenuto a nostre spese  in carcere per altro  tempo .

Ci sono giudici  in Italia che  lasciano ai domiciliari   stupratori di ragazze , o politici  razziatori di miliardi di denaro pubblico o emeriti personaggi che tutti sanno essere  delinquenti, e  poi  c’è è anche questo giudice  che condanna  il Corona a cinque anni  per un furto equivalente a dieci centesimi.

Non c’è proprio giustizia!


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15 maggio 2012

54.2) I proverbi del Bossi

Diceva il buon Bossi dei tempi d'oro che:


- Se tutti avessero i capelli non ci sarebbero più i pelati.-

Il che non è vero, perchè i pelati per il sugo della pasta c'erano già e continueranno ad esserci.

Questo per dire che il Bossi non sempre aveva ragione, anzi quasi mai, eppure era adorato da migliaia di persone che credevano ciecamente in lui.

Ah! i misteri della psiche umana!

Più uno ha idee bislacche, e più la gente gli crede.

Come quella di dividere l'Italia creando uno stato inesistente.

Ma forse ora si è capito che al Bossi non gliene fregava niente della Padania, dei pelati e dell'Italia, ma voleva solo ottenere soldi per sè e famiglia.

Infatti un altro dei suoi proverbi preferiti era:

- Mi presento in canottiera, ma ho piena di soldi la mia pancera -

E questo purtroppo era vero.



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30 gennaio 2012

15.2) Quello strano certificato di "esistenza in vita"!



Mi sta succedendo una cosa strana.
Che mi crediate o no, io che sto scrivendo in questo momento, se non ho in tasca una marca da bollo da Euro 14,62 non sono una persona viva.

Sono semplicemente un ectoplasma.
 Sono un essere mummificato che dopo migliaia di anni si muove, mangia respira ed….espleta pure i propri bisogni fisici naturali.

Perché dico questo?
Perché mi è capitato di dovermi presentare per un atto presso uno studio notarile della mia città, e lì ho scoperto di non esistere, nel senso di non essere in vita.

Il notaio mi ha chiesto, per poter procedere con la pratica , di esibirgli un certificato di esistenza in vita.
(Sembra strano, ma è un certificato previsto dalle leggi attuali).

Non era bastante  perchè potesse giudicare  che ero in vita , la mia presenza di fronte a lui, io che gli respiravo addosso, che gli tossivo addosso ( perché in questi giorni sono anche raffreddato)?
Se solo mi avesse dato un pizzicotto,  dalla mia reazione avrebbe avuto la conferma che ero lì vivo davanti a lui.

Ma la burocrazia ha le sue regole.
Egli voleva, per accertarsi che io fossi vivo e vegeto , che gli rilasciassi un’autocertificazione chiamata “certificato  di esistenza in vita”.

- Subito,signor Notaio- gliela rilascio subito.

Io sottoscritto, Le rilascio una dichiarazione scritta in cui affermo in data odierna di essere qui vivo, anche se pieno di febbre influenzale,  nel suo studio, alle ore tal dei tali, davanti a Lei, per poter procedere con quell’atto notarile di cui Lei sa. 

Completo il documento con la mia firma e le allego anche la fotocopia della mia carta d’identità.

Le basta?
Possiamo procedere adesso?, perchè sa, caro il mio notaio,visto che, anche se insignificante e malandata,  ho una certa vita da vivere fuori di qui e   avrei anche un altro impegno nel pomeriggio.-

- No, non mi basta. Lei mi deve anche appiccicare sul documento una marca da bollo di euro 14, 62 perché io possa prendere in considerazione la sua autocertificazione. 
 Se non ha la marca da bollo, la sua dichiarazione di esistenza  in vita non vale un bel niente.-

Dunque è così? La mia vita per euro 14,62?
E se non li avessi, cosa sarei? Un ectoplasma?, una mummia rediviva?

Ah, burocrazia, burocrazia!. Persino  persone plurilaureate come i notai, di fronte alle tue esigenze diventano a volte ridicoli personaggi poco intelligenti.

Se sei un essere vivo, devi possedere euro 14,62 per l’acquisto di una marca da bollo che lo certifichi.

Se non li hai, o non li vuoi spendere  in  marche da bollo,  rassegnati, non sei nessuno e quindi non sai neppure di star vivendo  la pur misera e insignificante vita che conduci.

Viva i notai, viva le leggi, viva la burocrazia idioteggiante!



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30 novembre 2011

185.1) Lettera di intenti di questo blog.

Lettera di intenti di questo blog.





Scrivere su un blog le proprie valutazioni su un avvenimento, non significa avere in tasca l’opinione giusta sulla questione, ne tantomeno voler  fornire una visione unica  della realtà che ci circonda. 
Nessuno ha in tasca la verità, ma la verità è composta dalle tante sfaccettature e dai tanti punti di vista  che ognuno di noi sa offrire all'altro.

Quindi non solo dall'autore di questo blog sono ben accetti gli apprezzamenti, ma anche qualche critica, beninteso!

Perchè è giusto, doveroso ed equo ospitare una pluralità di punti di vista, auspicabilmente per un medesimo obiettivo, e cioè per la ricerca della verità.

Quindi un buon blog non dovrebbe dare spazio ne voce alle idee di politicanti inutili in cerca di notorietà.
Ma compito di un buon blog è quello di fare della buona informazione, il che vuol dire dare conto delle idee normali  di persone normali  che intendono dare un contributo alla normale società civile che lavora e si impegna nel quotidiano, nelle piccole come nella grandi cose.
Per fortuna queste persone normali che fanno cose normali  ci sono ancora e sono tante e insieme formano una solida base , una solida comunità civile che sa resistere e tirare avanti con dignità anche in questi periodi di crisi economica, morale e sociale.
Anzi proprio di questi tempi la comunità civile risulta essere incredibilmente vivace e piena di spunti e iniziative e sono sempre più numerose le imprese, i Comuni e le associazioni virtuose, animate dalla volontà di portare avanti  buoni contenuti, buone notizie e buone prassi da promuovere.

Ed un buon blog delle idee e delle iniziative di costoro dovrebbe dar conto.
E questo è l’intento di questo blog.
Quanto poi al riuscirci è tutto un altro discorso.
Ma con l'aiuto delle vostre critiche  e dei vostri  apprezzamenti  la strada tracciata  è quella. 


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7 maggio 2011

79.1) Nove nuovi sottosegretari al governo, a far che…?

Nove nuovi sottosegretari al governo, a far che…?



Ieri il governo ha nominato 9 nuovi sottosegretari.
Queste nomine sono il frutto di patteggiamenti sotterranei tra il Presidente del Consiglio e un gruppo di fuorusciti da vari partiti, un manipolo di politici che hanno tradito il mandato dei loro elettori.
Si tratta di persone poco affidabili disposte ad accantonare i loro ideali e i loro principi morali (se mai ne hanno avuti), pur di ottenere una qualche prebenda o una piccola fetta di potere.
Giuda si vendette per trenta denari e così, allo stesso modo, cioè per poco, per una piccola fetta di visibilità mediatica costoro si sono messi all’asta.
Sono i degni compari ed eredi di tal Scilipoti, vendutosi a Berlusconi sotto l’alba del Natale scorso.

A quali sottosegretariati questi nove avrebbero dovuto prestare i loro servizi non è importante sapere, perchè la loro presenza o meno nel sottobosco governativo è del tutto ininfluente.
Infatti costoro, oltre al merito di essere finiti sulla busta paga di Berlusconi, neppure la filodrammatica parrocchiale del loro paese sarebbero stati in grado di dirigere.

E difatti, essendo a tsal punto manifesta la loro insignificanza politica , lo stesso Capo dello Stato si è per il momento rifiutato di ratificare le loro nomine, pretendendo una presa di posizione del Parlamento.

In un anno abbiamo avuto:

a) la nomina, poi revocata, di un ministro con guai giudiziari ( Aldo Brancher, eletto ministro per l’Attuazione del federalismo e rimasto in carica per ben 17 giorni).
b) la nomina, con relativi dubbi del Quirinale, di un ministro indagato ( on. Romano, eletto ministro dell’agricoltura )
c) Adesso la nomina di nove sottosegretari nullafacenti, per il momento di fatto sospesa.

Andiamo bene.
Non ci manca altro che aspettarci la nomina dell’on. Gasparri a Presidente di qualcosa che non sia la solita bocciofila strapaesana, e poi sarà la fine.



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15 febbraio 2011

27.1) Le persone della nostra età sono più vecchie di noi?

Le persone della nostra età
Sono più vecchie di noi?
Oppure siamo noi che ci vediamo più giovani
delle persone della nostra età?

Vi è mai capitato di guardare persone della vostra età
ed aver pensato:
"non posso sembrare così vecchio????"

Se si, questa storiella ,
che mi ha raccontato qualche giorno fa una mia amica,
vi riguarda ( …ci riguarda):

Ero seduta in sala d´attesa
per una prima visita con un nuovo dentista,
quando ho notato il suo diploma affisso al muro.

C'era scritto il suo cognome,
e improvvisamente mi sono ricordata
di un gran ragazzone moro
che portava quello stesso cognome.

Era nella mia classe di liceo 20 anni prima,
e mi sono chiesta se il dentista poteva essere
lo stesso ragazzo
per il quale avevo "sbavato" all´epoca.

Quando sono entrata nello studio,
ho immediatamente allontanato questo pensiero:
quell'uomo brizzolato, stempiato e con il viso segnato da profonde rughe
era troppo vecchio
per essere stato il mio amore segreto...

Al termine della visita,
gli ho chiesto se aveva studiato al tale Liceo.
Si - mi ha risposto.
E quando si è diplomato? - gli ho chiesto.
Nel 1974. Perché questa domanda? - rispose.
Ma allora era nella mia classe! - ho esclamato.


Ed ecco che
questo orribile vecchio, piccolo  stronzo e figlio di puttana:
'Lei era professoressa di cosa?'...- mi ha chiesto.




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  • 13 marzo 2010

    46.0) In questo caso, devo ammettere che Berlusconi ha ragione.

    In questo caso, devo ammettere che Berlusconi ha ragione.







    Beh Insomma!


    Adesso non si può più neanche dire
    che bisognerebbe cacciare via Santoro dalla Rai,
    perché il suo programma non mi piace?

    Se appena appena affermi questo concetto
    un giudice  si metterà subito ad indagare su di te per concussione,
    e  stai in guardia 
    perché  la concussione (dal  latino concutere, estorcere)
    è il più grave dei reati contro la pubblica amministrazione
    quando c’è di mezzo un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio.



    Si va bene,
    ma io ho solo  detto che la trasmissione Annozero non mi piace,
    che mi sembra di parte,
    che parla sempre contro di me,
    e allora?
    Dove sta il reato?



    Immagina tu  quante volte ognuno di noi nella vita
    ha mai detto a conoscenti e ad amici
    che bisognerebbe prendere a pedate nel sedere  la tal persona,
    il tal personaggio,
    la tal suocera,
    il tal capoufficio,
    e allora?
    Dove sta il reato?



    Se poi la famosa pedata nel didietro  non la eseguo,
    di  che cosa posso venire indagato?
    Forse di aver espresso un'opinione in un modo certamente poco delicato
    o poco riguardoso delle norme del galateo?


    Ma santo Iddio,
    secondo me Berlusconi  potrà ben  dire che le trasmissioni di Santoro  non gli piacciono
    o non lo può dire?
    E che gli farebbero un gran favore
    se costui  venisse  allontanato dalla Rai ,
    lo può dire o non lo può dire?


    Perché  se poi  non mette in essere degli atti concreti per la  effettiva cacciata,
    di nulla può essere  incolpato,
    se non di avere in antipatia
    (del resto ricambiata )
    quel tal presentatore.
    E se ognuno di noi  dovesse essere indagato da qualche giudice 
    per le persone che ci stanno antipatiche,
    staremmo freschi.


    Pur con tutta la mia poca stima nei suoi confronti,
    tuttavia in questo caso
    devo  dire che  Berlusconi ha tutte le  ragioni
    di sentirsi vittima di un comportamento persecutorio da parte di quel giudice di Trani.
    Naturalmente se le cose raccontate stanno proprio così,
    e se le azioni per una  effettiva cacciata non sono ancora state messe in atto.

    Perchè in caso contrario il mio giudizio tornerebbe a essere..........

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    16 gennaio 2010

    12.0) L’odio contro Di Pietro è più forte del terremoto di Haiti.

    L’odio contro Di Pietro è più forte del terremoto di Haiti.

    E’ successo il finimondo a Haiti. Un terremoto devastante che ha fatto, sembra, più di duecentomila vittime.

    Povera gente, povere persone che, affamate, ferite e disperate, si aggirano per le strade alla ricerca di qualche parente superstite.
    Scene da apocalisse che ti fanno persino vergognare, quasi fossimo esseri privilegiati, di vivere in una città nella quale i terremoti e queste scene di distruzione non sono mai avvenuti.

    Sui giornali di tutto il mondo, questa catastrofe è descritta con titoloni di prima pagina e con ampi servizi e reportage all’interno.
    Solo due giornali italiani fanno eccezione.
    “Il Giornale” e “Libero”a questa immane tragedia non dedicano i titoli di apertura, ma solo dei servizi nelle pagine interne.
    I titoloni di prima pagina sono dedicati, pensate un po’ che novità, a Di Pietro e alle sue malefatte e a quelle delle cooperative rosse, vale a dire comuniste.
    Che notizie, ragazzi!
    Sono notizie vecchie di almeno dieci anni, o giù di lì.







    Il fine principale per i direttori di questi due giornali(?) non è quello di informare i lettori su quanto sta accadendo nel mondo, ma quello di parlare male di Di Pietro e dei comunisti, di seminare loro addosso odio e diffamazione.
    Hanno ridotto i fogli su cui scrivono a bollettini di partito, a enormi turiboli che spargono incenso e mirra sul Grande Capo che li tiene sul suo libro paga.
    No, niente notizie del terremoto di Haiti sulle prime pagine di questi due giornali(?).
    Piuttosto, i giornalisti tutti siano incaricati di controllare se Di Pietro per caso non abbia scoreggiato, per poter amplificare il tutto con un titolone del tipo “ Tremano i muri della casa di Di Pietro”, oppure “ Atmosfera inquinata attorno a Di Pietro”, oppure “ Inquinamento ambientale nel partito di Di Pietro”.
    Questo è giornalismo.
    Questo è quello per cui siamo pagati.
    Noi queste notizie dobbiamo diffondere.
    Noi odio contro Di Pietro e le cooperative rosse dobbiamo seminare.
    Noi Di Pietro e le cooperative rosse dobbiamo stroncare.

    Che ci importa dei duecentomila morti di Haiti? Che ci importa del vagare dei superstiti?
    Costoro non danneggiano di certo il nostro pagatore, colui che ci tiene sul suo libro paga:
    Noi l’interesse di costui dobbiamo tutelare.
    Noi costui dobbiamo leccare e incensare.
    Noi dagli attacchi di Di Pietro e delle Coop. rosse costui dobbiamo difendere.

    Non fa niente se al mondo siamo gli unici due giornali che non parlano del terremoto di Haiti in prima pagina: questo sta semplicemente a significare che siamo i migliori.

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    26 novembre 2009

    432) Ci vuole un minuto per tagliare una pianta, ma decine di anni per farla crescere.



    Ci vuole un minuto per tagliare una pianta, ma decine di anni per farla crescere.






    Nel paese vicino al mio stanno costruendo la nuova Chiesa parrocchiale.
    Quella vecchia era ormai piccola e angusta e una chiesa nuova ci voleva. Quel che non ci voleva però era di creare un piazzale da adibire a parcheggio delle auto accanto alla nuova costruzione. Perché lì accanto c’era fino a ieri un parco comunale, con cinque bei pini di alto fusto , con scivoli e giochi e altalene per i bambini e panchine per stare seduti all’ombra degli alberi.
    C’era, dicevo, perché ora, per creare un parcheggio per le persone che si recheranno in chiesa con la macchina, tutto è stato spianato ed asfaltato, e tre dei cinque pini sono stati abbattuti.
    Con una motosega, alcuni operai esperti, in pochi minuti hanno tagliato alla base gli alberi, li hanno fatti a pezzi, caricati su camioncini e portati via.
    Kaputt. Gli alberi non ci sono più.
    Al loro posto una bella colata di asfalto su cui verranno disegnate tante belle righe bianche per creare tanti bei posti auto per i tanti bei fedeli della domenica.

    E siccome il male non viene mai da solo e trova sempre degli imitatori che lo diffondono a macchia d’olio, in questi giorni anche nel mio paese stanno tagliando degli alberi.
    E’ successo che la piantumazione del marciapiede accanto al piazzale adibito a mercato settimanale degli ambulanti, forse dava fastidio a qualche bancarella e così il sindaco ha pensato bene di far abbattere la decina di piante che contornavano il piazzale.

    Questi non sono che due degli ennesimi scempi programmati da sindaci, coerenti, democratici e, soprattutto, ambientalisti.
    In entrambi i Comuni , il taglio delle piante, ha provocato la reazione di alcuni cittadini che hanno inviato diverse lettere di protesta. E qualcuno ha messo degli striscion con la scritta: "Rivogliamo gli alberi”
    A questi sindaci occorre ricordare che le vie alberate apportano un certo senso di bellezza al paese e quindi altro che tagliare le piante, bisognerebbe piantarne di più nelle vie del paese, non solo per migliorare il decoro urbano ma anche per consentire ai cittadini di passeggiare nei mesi estivi senza rischiare un'insolazione.
    Il territorio comunale, più che delle macchine, dovrebbe essere a disposizione dei pedoni che quindi avrebbero bisogno di marciapiedi più larghi per facilitarne il transito, e nei quali siano previsti spazi adeguati per la posa di nuove piante. Purtroppo così non succede; anzi la direttiva corrente è quella di eliminare dalle strade le piante laddove esse creano presunto intralcio.
    Peccato!
    I sindaci attuali sembrano credere che i loro predecessori, creando viali e strade alberate, siano stati degli stupidi mentre è vero esattamente il contrario.
    Per una giunta comunale migliorare la vivibilità e l'arredo urbano del proprio paese, è l’impegno che sta alla base del mandato ricevuto attraverso le elezioni.E i sindaci precedenti bene o male lo hanno portato avanti.
    Mentre è sempre bene ricordare agli attuali amministratori che con una motosega ci vuole un minuto per tagliare una pianta, ma occorrono poi decine di anni per farla crescere.
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