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19 marzo 2012

35.2) In blogger è sparita la matita per modificare un post: come fare?

Da qualche giorno non si riesce più a modificare i posts.

Infatti al termine del post non esce più la matitina


Certo che quelli di blogger sono proprio bravi a complicarti la vita.
Ogni tanto fanno delle modifiche e le mettono in atto prima ancora di aver verificato che non succedano degli inconvenienti.
Come in questo caso: la matitina che permetteva di modificare un post è sparita perchè stanno modificando il nome di Blogspot. COM in Blogspot.IT

Per ovviare provvisoriamente e ritrovare la matitina di modifica, bisogna andare in bacheca/ modifica un post/modifica/ok e correggere il post

Per una risoluzione definitiva del problema quelli di Blogger avvertono che quanto prima faranno ricomparire la matitina di modifica (che loro chiamano Quick Editor).
Speriamo in bene.


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19 agosto 2011

142.1) Certo che Bossi in canottiera fa un pò schifo!


Certo che Bossi in canottiera fa schifo!





Non per l’uomo in sé, che io sono forse più brutto di lui.

Ma per le canottiere che indossa.
Sono canottiere antiquate, di quelle che si portavano negli anni della grande depressione del 1920/30, fatte di un cotonino bianco sottile assorbi sudore e odore che a stargli vicino ti viene da allontanarti un pò.

Oggi ci sono delle canottiere tutte colorate, griffate, con le spalline larghe e fatte di un tessuto aderente antisudore , che sono un piacere da portare e da vedere indossate.
Certo, costano un pò di più delle altre, ma credo che per Bossi questo non sia un problema.

E se lo fosse, una bella colletta tra i militanti leghisti, gli potrebbe garantire una scorta di canottiere, magari  di verde padano colorate, da traguardarlo per altre 20 o 30  stagioni estive.

E i comizi e i raduni che egli è abituato a tenere in questa stagione, sarebbero certamente più interessanti da seguire e mostrerebbero una bella personcina pulita ed esente da sudore, per la gioia dei suoi aficionados, che se lo potrebbero così stringere e abbracciare ben bene.



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28 febbraio 2011

37.1) Che fastidio vedere dei disabili in Porsche e in Suv!

Che fastidio vedere dei disabili in Porsche e in Suv!

Sinceramente a molti . ed anche a me, dà fastidio vedere macchine di lusso e grossi Suv passare per il centro storico della città, incuranti delle zone chiuse al traffico e parcheggiare tranquillamente nei posti riservati ai disabili, tutti con bene in evidenza sul parabrezza il contrassegno arancione rilasciato a persone con gravi difficoltà di movimento.


Sono macchine dai prezzi proibitivi che noi non guideremo mai, e che risultano essere impegnative da guidare anche per chi non abbia dei problemi fisici.

Eppure si vedono sempre con sempre maggior frequenza molti invalidi alla guida di auto così lussuose e imponenti.
Il problema del fastidio nasce dal fatto che la maggioranza di noi è convinta che chi ha ottenuto, nonostante le sue infermità o le sue disabilità, la patente di circolazione dovrebbe farlo utilizzando, chissà perché, delle vetture utilitarie ed economiche.

Diciamocelo chiaro: in strada ci dà sui nervi vederci superati da un invalido in Porsche , oppure vedere che nel parcheggio riservato ai disabili è bellamente parcheggiata una Maserati 3000 col suo bel contrassegno arancione in evidenza sul cruscotto.

Ma da dove ci nasce questo fastidio? Credo sia perché in fondo siamo un po’ razzisti.
Non invidiamo di certo gli invalidi per le loro difficoltà fisiche, ma sotto sotto li invidiamo per il fatto che essi abbiano diritto a certi piccolissimi privilegi, quali il parcheggiare in posti a loro riservati o il superare senza troppa difficoltà pilomat o zone stradali off limits ai più.

Ti viene da dire: ma che razza di invalido è quello lì che gira con una Bmw o con una Porsche?

Cos’è che ci ha dato la convinzione che i disabili, oltre che invalidi, debbano essere anche poveri?
Ci siamo fatti l’idea che i disabili, essendo ai margini della società produttiva ed essendo emarginati anche sui posti di lavoro, non abbiano il diritto di viaggiare su imponenti Suv o macchinoni di lusso.
Secondo noi essi dovrebbero starsene ai margini anche nella scelta del modello di automobile da guidare.

E' o non è una sottile forma di razzismo il pensarla in questo modo?
Infatti, se ci ragioniamo, cosa impedisce a un industriale che abbia avuto un incidente e sia rimasto offeso alle gambe, di continuare a guidare un Suv come faceva prima dell’incidente?

E perché una persona che zoppica o un sordomuto dovrebbero viaggiare su automobili scassate o quasi?
Come mai pensiamo che un invalido dovrebbe già ringraziare Iddio per il fatto di potersi mettere al volante della sua piccola Panda munita di comandi speciali, invece di superarci col suo macchinone in autostrada, noi che invalidi non siamo, e che ci possiamo permettere solo la nostra vecchia Punto magari acquistata di seconda mano?.

Se siamo dei falliti economicamente noi, perché anche gli invalidi lo dovrebbero essere?
C’è l’invalido ricco che si può permettere di guidare auto lussuose, e c’è l’invalido povero che a malapena può permettersi un’utilitaria, così come accade nella società delle persone senza invalidità.

Tra l’altro, occorre dire che più le macchine sono costose tanto maggiore è il grado di sicurezza che esse garantiscono al guidatore, e in particolar modo al guidatore disabile, perché sono equipaggiate da una miriade di dispositivi che gli facilitano la guida.

Più pericolose da guidare per un disabile sono le macchine economiche o con dispositivi di emergenza non sufficientemente all’altezza, perché mettono a repentaglio la sua vita e forse anche quella di chi lo incrocia sulla strada.

Perciò, io per primo,ragionandoci sopra, non mi devo più scandalizzare o essere infastidito, se vedo scendere da un Suv o da una maestosa BMW un disabile, ma anzi devo essere felice per lui, che su auto di questo tipo può guidare tranquillamente con standard di sicurezza elevati ed evitare incidenti che potrebbero coinvolgere magari anche me stesso.



Piuttosto c’è da dire che la cosa che dovrebbe darci fastidio e non essere più da noi tollerata non è tanto il veder un invalido scendere da una macchina lussuosa, quanto il veder parcheggiare in posti riservati agli invalidi delle auto che non ne hanno i titoli.
I posti già di per sè numericamente molto limitati riservati al parcheggio degli invalidi dovrebbero essere a disposizione delle vetture che abbiano effettivamente a bordo un invalido, mentre invece vengono arbitrariamente utilizzati anche quando a bordo ci siano solo degli autisti senza alcuna invalidità.
La sig.ra col nonno disabile, quando accompagna il nonno in Ospedale o in clinica ha diritto di parcheggiare il suo Suv o la sua Ferrari nei parcheggi riservati ai disabili, ma non quando si reca con la colf al supermercato per la spesa settimanale, anche se lascia il contrassegno arancione ben in evidenza sul cruscotto.
Questa è una cosa da non tollerare più, ed è tutto sommato la cosa che veramente dà fastidio, perché configura una vera e propria prepotenza contro chi, invece , è disabile sul serio, quindi già provato dalle vicissitudini della vita, e per questo avrebbe tutto il diritto di non tribolare alla ricerca di un parcheggio a lui riservato.


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    6 febbraio 2011

    19.1) I problemi d’Italia.

    I problemi d’Italia.

    Noi italiani siamo un popolo pieno di problemi.



    Eppure pensiamo che un miliardario assatanato di sesso e accusato di prostituzione minorile ce li possa o voglia risolvere.

    E sì che nel secolo scorso per un ventennio un “uomo solo al comando” ce l’abbiamo già avuto e tutti noi sappiamo con quali disastrosi risultati.

    A quanto pare forse il vero problema italiano siamo noi italiani, con la nostra ripetitiva imbecillità.




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    27 settembre 2010

    179.0) Non ci mancava che il Gaucci, e poi...l’Italia peggio di così!

    Non ci mancava che il Gaucci, e poi...l’Italia peggio di così!!


    Non contenti dello squallidume della vicenda Fini- Berlusconi- Casa di Montecarlo, adesso si tira dentro pure il Gaucci, un miliardario grasso come un maiale, tanto insipiente da aver portato al fallimento la squadra di calcio del Perugia, e tanto carogna da essere scappato all'estero ed aver lasciato andare in prigione al posto suo i figli, e oltretutto destinatario, anni fa, (pensa un pò a volte la vita) di una cospicua vincita al superenalotto, da spartirsi con la sua amante, la Tulliani, cioè l' attuale compagna di Fini, a dimostrazione che la Dea bendata non è cieca, ma è guidata eccome, sempre verso le solite facce e le solite mani avide.

    E' forse l'inizio di una nuova saga , destinata a tenere occupata la mente degli italiani per altri tre mesi , quella degli amori tra il Gaucci e la Tulliani sui lettoni degli alberghi di Montecarlo o di Santo Domingo o delle loro liti per la spartizione della vincita miliardaria?

    Che trame avvincenti!!
    Che spasimi d'amore!
    Ma come abbiamo fatto a vivere finora ignorando il rotolare avvinghiato dei loro corpi o mostrando disinteresse sulla proprietà della casa di Montecarlo?
    Incoscienti, incoscienti siamo stati noi italiani a seguire altri problemi: la disoccupazione,la precarietà, le buste paga sempre più vuote, la disperazione giovanile, etc. etc.

    Ma dei problemi veri dell’Italia sta forse a cuore a qualcuno.?
    Forse che ce li risolveranno con le loro chiacchere e le loro liti l'ammucchiata Fini – Feltri- Berlusconi- Belpietro, Tulliani e Gaucci?
    O siamo noi italiani che non cacciandoli via a pedate in culo, meritiamo di essere trattati da costoro come una manica di fessucci?


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    6.0)
    Se a me, negro, mi sparassero addosso perchè negro...


    178.0) Relativismo spicciolo. Com’è tutto così relativo nella vita!

    Relativismo spicciolo.
    Com’è tutto così relativo nella vita!

    Ci sono Paesi nel mondo in cui vivere è più difficile che in altri.
    E ci sono Paesi in cui vivere è relativamente più facile.
    L’Italia, pur con tutti i suoi problemi, è tra questi Paesi privilegiati.

    Eppure noi italiani siamo forse le persone più lamentevoli del mondo.
    Non ci va mai bene niente, ci lamentiamo per delle cretinate , siamo sempre insoddisfatti.
    Inconsciamente capiamo che, se fossimo ben guidati, potremmo veramente stare bene, e quindi ci fa rabbia l’insipienza dei nostri litigiosi governanti.
    Ma dobbiamo imparare ad accontentarci di quanto ci passa il convento, perché quel che abbiamo ricevuto in doti nazionali è già tanto, rispetto a quello che hanno ricevuto gli altri.
    Confrontiamoci con loro ogni tanto .
    Ci farà bene.

    Ad esempio, I Trasporti





    Ad esempio, La donna nella società
    .


    Siamo nati e abbiamo la fortuna di vivere in un Paese dove le nostre mogli e le nostre figlie, grazie a Dio, hanno pari possibilità e opportunità di cultura e di lavoro di quelle dei maschi , eppure anche qui siamo sempre insoddisfatti e vorremmo sempre qualcosa di più, senza sapere bene cosa.
    Ricordiamoci che ci sono Paesi dove la femminilità di una persona è un handicap: nascere femmina è un problema. Essere donna è sinonimo di dover crescere senza cultura e senza diritti in uno stato di permanente schiavitù e sottomissione ai capricci e alle voglie arbitri dei maschi prepotenti.
    Ci sono Nazioni in cui la donna che frequenta un uomo viene lapidata, mentre all' uomo che ha avuto con Lei rapporti sessuali tutto viene perdonato per una idiota legge di superiorità maschile.
    Se fossi nato a cinquemila km di distanza da qui, le mie figlie altro che laureate , girerebbero col Burka e non saprebbero forse nemmeno scrivere il loro nome , e io avrei avuto più di cinquanta mogli e forse, con varie scuse capricciose, ne avrei fatto lapidare una ventina.

    Confrontiamoci con queste culture barbare, ogni tanto.
    Ci farà bene.
    Impareremo a stare al mondo, a capire che tutto è relativo e ad accontentarci della nostra realtà, pur senza tralasciare di volerla migliorare nei suoi aspetti negativi.





    Ad esempio, La casa di Montecarlo.


    Tutto è relativo nella vita.
    Impariamo a stare al mondo.

    Siamo in 6 miliardi di persone su questa Terra.
    E a chi interessa sapere chi sia il proprietario dell’appartamento di Montecarlo?
    A Berlusconi, a Fini, a Feltri e a Belpietro.
    Quattro persone quattro.
    E guarda che can can che hanno fatto per mesi e mesi questi quattro!
    Per una vicenda privata, poi, dove non c’entrano né soldi pubblici, né corruzionee, concussione o quant’altro. 
    Semplicemente,  un privato abita un appartamento  a Montecarlo e con insistenza si vuol sapere se egli sia un inquilino e quanto paga di affitto o se invece non ne sia il proprietario, e quanto allora ha pagato l’appartamento .
    Ma che ce ne frega a noi?
    Se la cosa avesse interessato che so, centomila persone, che marasma avrebbero combinato i quattro sunnominati personaggi?
    Minimo la terza guerra mondiale.

    Ragazzi,
    impariamo a stare al mondo.
    Tutto è così relativo nella vita!


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  • 127.0)
    Cocaina, vip, jet set, belle donne ...


    19 luglio 2009

    308) alcool e droga al volante.



    Se hai assunto droga o bevuto alcoolici non metterti al volante.
    Rispetta la tua vita, quella dei tuoi amici e quella degli altri che ti incrociano sulla strada.
    Se hai sete, e devi guidare, una bottiglia d'acqua fresca risolve il tuo problema.
    L'acqua è un sorso di vita, bevine più che puoi
    e con la mente sgombra dai fumi dell'alcool
    vivi con gioia la tua vita.

    Non seguire le mode.
    Sei giovane, esci dal gregge, prova ad andare contro corrente.
    I tuoi compagni si drogano? Tu no.
    I tuoi amici si ubriacano? Tu no.
    Vivi la tua vita senza drogarti, e senza bere alcoolici.

    Se proprio lo devi, fai dell'acqua la tua droga!






    In questi giorni sono troppi gli incidenti  mortali accaduti che vedono protagonisti  degli automobilisti ubriachi o drogati.
    Bisogna avere il coraggio di ipotizzare per loro il reato di omicidio volontario e di condannarli a lunghe pene detentive da scontare in carcere fin dal primo grado del giudizio processuale.


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    8 marzo 2009

    193) Esercito che in strada non c’è, Ronde di volontari, Rondini che fanno primavera e Rondoni che vigilano.

    Esercito che in strada non c’è,
    Ronde di volontari,
    Rondini che fanno primavera
    e Rondoni che vigilano.

    Soldiers that are not in the streets , Watches of volunteers, Swallows that make spring and big swallows that beware of the tall one.


    I cittadini ne siano certi:
    dopo
    aver realizzato il Ponte sullo Stretto,
    dopo
    il Mose,
    dopo la Brebemi,
    dopo l’Alta Velocità,
    dopo la Tav,
    dopo il quintuplicamento della Salerno- Reggio Calabria,
    dopo l'Expo di Milano del 2015,
    affronteremo a muso duro anche la loro sicurezza.
    Che per noi rimane il problema prioritario.


    Per il momento abbiamo tagliato i fondi alle Forze dell’ordine, non garantiremo loro né gli stipendi né tantomeno il pagamento delle ore straordinarie; non sostituiremo le auto incidentate, non rimborseremo loro la benzina consumata
    vedi l'articolo

    Suvvia, un pò di ottimismo ci vuole! Non storcete, il naso, cari cittadini!
    Dite che l’Esercito, di cui abbiamo tanto parlato nei mesi scorsi, in strada non si è ancora visto, che le Ronde dei volontari non vi piacciono?
    Bene.

    Viene la primavera e vorrà dire che , invece che alla Ronde, ci affideremo alle Rondini, che volano alte nel cielo e possono vigilare su di voi e avvertire in caso di stupro, rapina o violenza coi loro squittii la Centrale Operativa.

    Se neppure le rondini vi bastano, utilizzeremo i loro parenti più grossi, i Rondoni, che certo avendo vista più acuta e ali più grandi garantiranno maggior vigilanza sulle nostre città.

    Tranquilli, cari cittadini, la vostra sicurezza e quella delle vostre case
    è per noi la priorità delle priorità.


    Le Rondini e i Rondoni vigileranno su di voi.
    Poi più avanti,se non vi basta, potremo anche chiamare i gufi, i falchi e le aquile.
















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    5 marzo 2009

    189) Pescherecci di Mazara del Vallo sequestrati. Qualcuno vuol farci credere che essi siano vittime della prepotenza altrui.





    Pescherecci di Mazara del Vallo sequestrati. Qualcuno vuol farci credere che essi siano vittime della prepotenza altrui.





    Nello Stretto di Sicilia, nel tratto di mare sotto l’isola di Pantelleria, a Sud-Ovest di Lampedusa, tra la Libia e la Tunisia, c’è una porzione di alto mare tradizionalmente riconosciuta come zona di ripopolamento ittico, chiamata in conseguenza della sua forma, "Mammellone”
    La Tunisia considera il "Mammellone" come una propria zona riservata di pesca, in quanto sono i pescatori tunisini, in accordo con quelli libici e algerini, ad effettuare la semina del ripopolamento ittico in quella zona.
    Nel Mammellone perciò, al fine di assicurare la tutela delle risorse biologiche, è vietata la pesca agli italiani e alle navi battenti bandiera italiana in quanto non hanno voluto partecipare al ripopolamento di quel tratto di mare.

    I pescatori disonesti di Mazara del Vallo, città situata sulla costa del trapanese, dopo essersi lasciati alle spalle l'isola di Pantelleria, lo scoglio di Lampione, e l'isola di Lampedusa, arrivano nel Mammellone, situato a centoventi miglia da Mazara, e più vicino all’Africa che alla Sicilia, e lì gettano le reti.


    A Mazara del Vallo l’attività principale è la pesca.
    Duecento pescherecci d'altura, altre duecento barche per la pesca sottocosta.
    Una quindicina di grandi armatori, una miriade di piccoli proprietari di barche tuttofare. Cinquemila marinai, venticinquemila tonnellate di pescato all'anno.
    Migliaia di persone che lavorano nell'indotto, nel trasporto e nella commercializzazione del pesce.
    Un fatturato annuo ufficiale di cento miliardi. Altri duecento miliardi almeno sfuggono alla rete del fisco.
    C'è posto per tutti, Per l'imprenditore serio e capace e per quello che fallisce
    Per il pescatore che vende l'anima e si fa finalmente una vecchia barca tutta sua.
    C'è il lusso sguaiato e ci sono le maniche rimboccate.
    Il pescatore guadagna e ama spendere. L'armatore guadagna e ama prestare. Tutti assieme danno da vivere alle boutiques, ai negozi d'arredamento, alle concessionarie d'auto, alle imprese edili.
    Un vortice di soldi, di capacità imprenditoriali, di lavoro duro, di spregiudicatezza.
    E anche di qualche ingiustizia
    nei confronti dei pescatori, pagati in proporzione al pesce pescato.
    Le segretarie delle aziende fanno confusione tra contabilità doppie e triple, i profitti degli armatori restano un mistero.
    In definitiva, una bella festa. Come tutte le feste, si vorrebbe che non finisse mai.

    A guastare la festa, con l’imprevedibilità delle catastrofi naturali, ci si sono messi l'impoverimento e l’inquinamento del mare, e i tunisini padroni del tratto di mare dove sopravvive il pesce perduto.
    E il pesce è sempre meno. E la disonesta mentalità italica va a prenderlo dove ce n'è.
    Il pesce che non c'è più sopravvive nel Mammellone, ma lì, i tunisini padroni dei fondali fanno buona guardia.
    Allora s’incomincia a pescare a tredici o quattordici miglia dal Mammellone. Lì ci sono banchi dove il pesce muore ancora di vecchiaia, ed è un peccato non pescarlo.
    Poi ci si avvicina sempre più e di notte, di frodo e di nascosto si pesca direttamente dal Mammellone il pesce giovane e in fase di crescita.

    Un tempo si era quasi a un passo dall’accordo con i tunisini e i libici. Noi abbiamo il pesce, dicevano a noi italiani, voi imbarcazioni tecnologiche: mettiamoci assieme, facciamo delle società miste.
    Gli armatori mazaresi, non ne vollero sapere.
    Meglio rischiare, e tenersi tutti i profitti.
    La pesca di rapina rendeva.
    I tunisini se la presero male e cominciarono a presidiare la zona di ripopolamento con le loro motovedette armate.
    Oggi si continua a protestare che i sequestri avvengono in acque internazionali. Ma che gli sconfinamenti siano, nella maggioranza dei casi, la regola, è un segreto conosciuto da tutti i cinquemila marinai di Mazara.
    Si invoca l'intervento della Marina militare italiana.
    E si continua a rischiare, con più fiducia nell’astuzia propria che nelle società miste, che sarebbero la soluzione del problema.
    Spiace per i marinai e la loro sorte individuale, ma gli armatori italiani che hanno spinto le loro navi a pescare in acque territoriali altrui, il sequestro se lo sono cercato, e ben gli sta, non cerchino di passare per vittime.


    Notizie tratte dal sito Marina militare.

    Notizie tratte dal sito Mazaraonline.it.

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