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1 giugno 2014

48.4) Prima pagina con gli amori di Dudù.

Prima pagina con gli amori di  Dudù.




L’Italia ha molti  problemi e questo è evidente a tutti.

Eppure  c’è qualcuno che non l’ha ancora capito, come ad esempio il direttore de “Il Giornale” di Berlusconi che oggi con  una foto  gigantesca dedica gran parte della prima pagina del quotidiano a Dudù e ai suoi presunti amori con una anonima cagnetta.

( Per chi non lo sapesse Dudù è il cagnolino di Francesca Pascale, la quale, sempre per chi non lo sapesse, è la fidanzata di Silvio Berlusconi,  il quale, sempre per chi non lo sapesse, è stato  per 20 anni  uno sciagurato Presidente del Consiglio Italiano, ed è già  lì pronto ad  utilizzare le sue televisioni per cercare di  indurre il popolo  a proclamarlo nuovo Presidente della Repubblica,  non appena sarà stata approvata la legge sulla elezione diretta e quando sarà il momento di sostituire Giorgio Napolitano.)


A questo  punto a me e ad altri viene un lecito dubbio sulle capacità intellettive  di un simile direttore di giornale,  oltreché sui lettori dello stesso ed ancor più  sui proprietari che  tollerano  simili bestialità in prima pagina .

 Probabilmente però  per Paolo e Silvio Berlusconi  è' una capacità di famiglia, oltre che una necessità,  quella di circondarsi di  simili amici  politici  e giornalisti lecchini e leccapiedi, capaci di distogliere l'attenzione dei lettori dai veri  fatti negandone l'evidenza  e  mentire o ridurre a niente i  veri problemi del Paese.


Mentre Indro Montanelli,  il vero fondatore de "Il Giornale", probabilmente si starà  rivoltando nella tomba  a vedere lo scempio che  fanno della sua creatura mediatica alla quale aveva dedicato molti anni della sua vita.


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24 settembre 2010

175.0) Le dimissioni di Feltri. Bene.

Il direttore del Giornale Vittorio Feltri si è dimesso.



Bene.
Al suo posto, Alessandro Sallusti.
Male.E' un giornalista che odora di zolfo.

Lecca che ti rilecca, alla fine anche il potente più leccato del mondo ha capito che è meglio far fare ai suoi osannatori una pausa leccatoria nei suoi confronti.
Anche solo per tornare a guadagnare qualche voto o qualche deputato finiano in più.

E adesso, con l'emarginazione del loro servile Direttore, speriamo che i giornalisti del Giornale, tornino a lavorare con orgoglio, con la schiena diritta.
Basta con gli inchini a 90 gradi.



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8.0)
Ribellarsi alle ingiustizie.


16 gennaio 2010

13.0) Descrizione di un direttore…..incompetente e presuntuoso.

Descrizione di un direttore…..incompetente e presuntuoso.


Nelle nozze di Cana, è narrata la vicenda di due sposini ai quali viene a mancare, nel corso del banchetto nuziale, il vino.
Sconcerto e paura di fare una brutta figura, da parte degli sposi, cui pongono rimedio Maria e Gesù, invitati alle nozze, col miracolo della trasformazione di acqua in vino.
Compare improvvisamente sulla tavola del vino nuovo, migliore di quello finora versato agli ospiti, con grande meraviglia del direttore della cerimonia che non sapeva da dove questo vino fosse arrivato:
"Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse:”Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono: Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora”.

Perbacco, colui che dirigeva il banchetto.....non sapeva.
Per uno che dirige è il colmo non sapere.
Che cosa dirige, dunque?
Che cosa predispone, che cosa conduce a guida?
Chi e a chi comanda?

In questa narrazione del vangelo siamo evidentemente di fronte ad un direttore di cerimonia diciamo così piuttosto scadente, che per prima cosa ha sottovalutato le capacità bevitorie degli ospiti, e in secondo luogo è stato tenuto all’oscuro di quanto accadeva da parte dei suoi servi,che hanno preso ordini da altri e non da lui.
Questa vicenda è raffigurata magistralmente da Giotto nella cappella degli Scrovegni ed altrettanto magistralmente è narrata da Don Gianni Carzaniga, con le seguenti parole:

"- Giotto ha dato carne a questo sprovveduto direttore appioppandogli un corpo voluminoso, ingombrante e tondeggiante, panciuto e goffo; lo ha vestito di un lungo camice rosso; tiene la mano sinistra al fianco, con ostentata sicurezza mentre con l’altra porta alla bocca la coppa del vino; ha la faccia rotonda, le gote rigonfie, mentre il collo è scomparso, travolto e sepolto dall’invadente ed esuberante pappagorgia.
Accanto al sentenzioso “direttore” sicuro di sé, Giotto ha posto sei anfore, anch’esse tondeggianti certo, ma di una rotondità snella, slanciata; esse sono consistenti e materiche, ma candide, quasi trasparisse qualcosa della limpida acqua che contengono.
Fanno da contraltare alla goffa rappresentazione del Direttore di cerimonia, le snelle figure dei due servi, vestiti di bianco, attenti a riempire d’acqua le capaci anfore, tenendo d’occhio la mano di Maria, che, di fatto, è il loro vero riferimento.-"

Alzi la mano chi di noi, nella propria vita, non ha mai avuto a che fare con delle figure incompetenti e tuttavia piene di boria di sé, come appare nella descrizione evangelica, questo scadente direttore di banchetto.
E tuttavia anche queste figure hanno una loro utilità sociale, perché  l’esempio negativo che ci mostrano ci stimola a darci da fare per non apparire goffi , incompetenti e presuntuosi come loro.


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30 luglio 2009

321) Guerra tra L’Eco di Bergamo e l’Atalanta. Clamoroso autogol del giornale.




Guerra tra L’Eco di Bergamo e l’Atalanta. Clamoroso autogol del giornale.



Il nostro caro amico Frate Antonio da Bergamo ci ha tenuti in questi giorni informati sulla diatriba che è improvvisamente scoppiata tra il quotidiano locale “L’Eco di Bergamo” e la società calcistica Atalanta Bergamasca Calcio.

Dovete sapere che per moltissimi bergamaschi l’Atalanta è un’istituzione irrinunciabile, e che la vita senza il tifo per l’Atalanta sarebbe una vita priva di ogni senso.
A Bergamo non si dice: ”Vado allo stadio a vedere la partita tra l’Atalanta e qualsiasi altra squadra di calcio”. Si dice semplicemente: "Vado all’Atalanta”.
Con questo antefatto, qualche giorno fa il suddetto giornale se ne è venuto fuori con un articolo del Direttore, nel quale si informavano i lettori che d’ora innanzi sarebbero stati dedicati meno articoli e interviste all’argomento calcistico, in quanto la società Atalanta si era resa colpevole di lesa maestà nei confronti di qualche giornalista di quella testata forse un pò troppo invadente.

Beninteso, si premuniva di assicurare il Direttore, i servizi sulla cronaca e i risultati delle partite dell’Atalanta sarebbero stati comunque sottoposti al vaglio dei lettori del quotidiano, ma d’ora innanzi, essendo stati offesi i suoi giornalisti, il quotidiano avrebbe dedicato sempre meno spazio ed enfasi alle avventure o disavventure calcistiche di quella società.

Il giornale pensava così di ridimensionare la società calcistica in questione. dandole un bel calcione negli stinchi perché si rimettesse in riga e chiedesse scusa per le offese impartite ai suoi giornalisti, ma l’Atalanta, per la verità , di fronte a queste dichiarazioni di guerra, non ha mosso ciglio, non ha rilasciato nessun comunicato.



A questo punto il giornale nei due giorni successivi ha pubblicato lettere di plauso alla sua linea di dura intransigenza e già pregustava che i dirigenti atalantini si sarebbero recati a Canossa in ginocchio per chiedere scusa delle loro malefatte.
Invece, con sorpresa e grande scorno del direttore del giornale, nei giorni seguenti la redazione del quotidiano e il suo sito internet sono stati subissati da lettere indignate da parte di numerosi lettori che dichiaravano espressamente la loro rinuncia all’acquisto del giornale se esso non si fosse più interessato alle vicende dell’Atalanta con lo stesso spazio e la stessa enfasi di sempre.
E non si usavano giri di parole, come è nella natura dei bergamaschi.
La minaccia alla rinuncia all’acquisto del giornale, veniva anzi motivata con frasi esplicite del tipo: ”Caro Direttore, …del suo giornale mi interessa solo ed esclusivamente l’Atalanta. Letto quello, finito l’interesse.E se non sono stato sufficientemente chiaro, questa mia lettera vale anche quale disdetta dell’abbonamento al suo quotidiano”.
"Il suo giornale lo leggo solo perché pubblica qualche notizia giornaliera dell’Atalanta; smettete di dare queste notizie e non lo comprerò più".
"Del suo giornale mi interessa solo l’edizione del lunedì perché racconta la partita dell’Atalanta; anzi, se so che l’Atalanta ha perso, il suo giornale non lo compero neppure.

Certo che per il Direttore di quel quotidiano e per il suo staff di giornalisti queste lettere devono essere state di grande consolazione. La loro fatica e il loro impegno per confezionare un quotidiano con una sua certa linea politica, con certi suoi ideali, tutto viene messo in discussione e rifiutato da una buona fetta di lettori, ai quali non gliene frega niente di ideali e di linea politica.



Vogliono semplicemente che il giornale parli di Atalanta e basta. Anzi meglio ancora se cambia nome e diventa “L’Eco dell’Atalanta.”.





Un bell’autogol per quelli dell’Eco di Bergamo, non c’è che dire. Sono andati a stuzzicare la società calcistica Atalanta, e questa, senza neppure dire ne ao ne bao, attraverso i suoi tifosi gli ha fatto gol.
Quei giornalisti e quel Direttore non avevano capito molto, finora, dei loro lettori bergamaschi.
Eppure si fregiano della parola "Bergamo" nel titolo del loro quotidiano.

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21 giugno 2009

280) Ci sono giornalisti senza spina dorsale e, guarda un pò, lavorano a “ Il giornale”.

Ci sono giornalisti senza spina dorsale e, guarda un pò, lavorano a “ Il giornale”.

Ci sono stati dei festini tra uomini politici e prostitute di lusso.

E’ corso un bel fiume di denaro.
Quelli si sono sollazzati e divertiti, queste hanno guadagnato un sacco di soldi.
Per queste è il loro modo abituale di vivere, è il loro mestiere.
Per i primi invece, avendo forse abusato della loro posizione sociale e del potere acquisito, sono partite delle denuncie penali.

Un giudice, ricevute le denuncie, indaga per capire se sono stati commessi dei reati.
I giornali tutti riportano la notizia delle indagini.
Alcuni di essi si augurano che tutto finisca in un niente di fatto, mentre altri vedono in tutto ciò una possibilità di ribaltone politico a favore della parte avversa al governo.

Nessuno se l’era presa col giudice che sta indagando.
Nessuno tranne i giornalisti de “ Il giornale”.

Costoro stanno indagando sul pubblico ministero che sta svolgendo le indagini sulla vicenda.
Stanno mettendo a nudo tutte le frasi che dall’adolescenza ad oggi egli ha pronunciato ; stanno interrogando le suore dell’asilo che ha frequentato per capire se già da piccolo costui manifestava propositi reazionari contro le istituzioni ; stanno esaminando tutte le sue pagelle scolastiche per evidenziare ( mamma mia che scoop!!) che nel 1985 ha ricevuto un bel cinque in educazione fisica, il che lo rende di fatto inadeguato a proseguire nelle indagini.
Hanno rintracciato e intervistato numerose signore che costui aveva frequentato o conosciuto negli anni della pubertà, per farsi illustrare da queste gli orientamenti sessuali o le sue eventuali devianze.
Servizi su servizi per rintracciare qualche multa per divieto di sosta, qualche punto perso sulla patente, qualche conto d'albergo non saldato etc. etc.

Perché questo giudice, secondo i giornalisti de “ Il giornale”, tutto può fare, su tutto e tutti può e deve indagare, ma non può permettersi di svolgere indagini sul fratello del proprietario del giornale, perché Il fratello del proprietario del giornale, a sua volta, tutto può fare, tutto può concedersi il lusso di fare, proprio perché è il fratello del proprietario del giornale e quindi è al di sopra della legge, al di sopra di ogni sospetto, al di sopra di ogni indagine, al di sopra di ogni giudice.


Possibile che I giornalisti de “Il giornale”, non si rendano conto di quanto sono diventati risibili?.
Il comitato di redazione del “il Giornale”, possibile che non si rifiuti di prendere ordini di servizio così grossolanamente stupidi da quell’emerito lecchino che è diventato o è sempre stato il loro direttore Mario Giordano?

Comportandosi come stanno facendo essi dimostrano di essere dei giornalisti senza spina dorsale.
Ma forse è proprio per questo che sono stati assunti a “Il giornale” e non presso altre testate giornalistiche.


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